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Le truppe russe «avanzano lungo tutto il fronte» in Ucraina, ma la Russia rimane pronta a raggiungere una soluzione «attraverso mezzi pacifici» sulla base di quanto concordato nel vertice del Ferragosto 2025 in Alaska con Donald Trump – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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19:55
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Putin: «In Ucraina avanziamo, ma siamo pronti ad una soluzione pacifica»
Le truppe russe «avanzano lungo tutto il fronte» in Ucraina, ma la Russia rimane pronta a raggiungere una soluzione «attraverso mezzi pacifici» sulla base di quanto concordato nel vertice del Ferragosto 2025 in Alaska con Donald Trump. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un incontro con i capi di diverse agenzie internazionali straniere a San Pietroburgo, dove è arrivato per partecipare al Forum economico internazionale (Spief).
La Russia «rafforzerà le sue difese aeree, che ha già», mentre l'Ucraina manca di tali sistemi, ha proseguito Putin, citato dall'agenzia Tass, dopo gli attacchi di droni ucraini che ieri hanno colpito anche l'area di San Pietroburgo.
Quanto a un'adesione dell'Ucraina all'Unione europea, lo «zar» ha affermato che «siamo a conoscenza delle proposte del cancelliere della Repubblica federale di Germania, Friedrich Merz, affinché l'Ucraina diventi membro associato e così via. Questo non ci riguarda affatto. Non siamo contrari», ha detto Putin. «Non siamo contrari a nessun tipo di integrazione economica (...). Siamo contrari alla trasformazione dell'UE in un blocco militare», ha spiegato Putin.
Questi ha poi ha ribadito che l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder potrebbe negoziare con la Russia la fine del conflitto. «Sono rimasto sorpreso dalla reazione a ciò che ho detto sul signor Schröder come possibile negoziatore», ha detto riferendosi alle reazioni negative da parte di paesi dell'UE. «Lui - ha proseguito il capo del Cremlino - non è un amico di Putin. È prima di tutto un politico tedesco, e uno dei migliori, a mio avviso, perché ha una propria posizione e il coraggio di difenderla».
«L'Europa - ha spiegato Putin, citato dall'agenzia Interfax - vorrebbe partecipare ai negoziati. Chi, oltre a Schröder, potrebbe fungere da mediatore? Una cosa è partecipare ai negoziati, un'altra è essere un mediatore. Ma come potrebbe essere un mediatore l'UE, quando sta direttamente aiutando un paese con cui abbiamo un conflitto militare? Che tipo di mediatori sono? La mediazione presuppone la neutralità. (...) Le persone che vorrebbero fungere da mediatori dovrebbero essere persone a cui entrambe le parti in conflitto possano fidarsi», ha sostenuto Putin.
Il presidente russo ha poi affermato che il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) ha superato in popolarità le altre forze politiche del paese perché è pronto a lottare per gli interessi nazionali.
«Sono stato informato che l'AfD è attualmente al primo posto tra i partiti politici della Repubblica Federale», ha osservato Putin, aggiungendo che «a mio parere, questo è dovuto al fatto che i leader del partito sanno formulare in modo chiaro e distinto gli interessi del popolo tedesco e dell'economia tedesca e non hanno paura di dichiararli. E sono pronti a lottare per essi». Mosca, ha aggiunto, «accoglie tutte le forze politiche della Germania che vorrebbero ristabilire e sviluppare relazioni le relazioni con la Russia».
18:47
18:47
Kiev ha chiesto a Berlino decine di missili Patriot
L'Ucraina ha rivolto alla Germania una richiesta di fornitura di decine di missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot, con l'obiettivo di migliorare le proprie capacità di protezione dagli attacchi russi: lo riporta Bloomberg, ripreso dall'«Ukrainska Pravda».
Citando fonti informate, Bloomberg riferisce che la proposta di Kiev prevedrebbe che, in cambio di missili Patriot forniti adesso, provenienti dalle riserve tedesche, l'Ucraina manderebbe a Berlino intercettori fabbricati in futuro. Il governo tedesco, secondo una di queste fonti, sta esaminando la richiesta ucraina, senza aver ancora deciso una risposta.
La Germania è uno dei paesi che già in passato hanno fornito missili Patriot all'Ucraina per difendersi dall'invasione russa.
18:39
18:39
Lavrov: «Gli Usa non hanno rispettato gli accordi»
Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha accusato gli USA di un comportamento «incoerente», affermando che non hanno applicato accordi raggiunti durante il vertice in Alaska del Ferragosto 2025 tra i presidenti Donald Trump e Vladimir Putin sulla fine del conflitto in Ucraina.
«In Alaska è stato raggiunta un'intesa molto chiara basata su una proposta specifica degli Stati Uniti - ha affermato Lavrov in un'intervista al canale arabo della televisione russa RT ripresa dall'agenzia Tass -. E se gli USA avessero veramente promosso questa iniziativa, penso che da molto tempo saremmo al tavolo negoziale, e le ostilità sarebbero cessate.»
15:24
15:24
Lettera all'UE di 11 Paesi europei, limitare i visti ai turisti russi
«Con l'avvicinarsi di un'altra estate riteniamo urgente ribadire la necessità di mantenere una politica restrittiva in materia di visti nei confronti dei richiedenti russi: è profondamente preoccupante assistere al crescente numero di turisti russi che si godono vacanze di svago sulle spiagge e nelle località turistiche europee, mentre missili e droni continuano a colpire civili e infrastrutture civili in Ucraina». Lo affermano in una lettera congiunta recapitata all'Alto rappresentante dell'UE per la politica estera Kaja Kallas e al commissario UE all'interno Magnus Brunner undici paesi europei.
«Noi, i ministri firmatari, siamo fermamente uniti nel sostenere un approccio più uniforme e coordinato da parte di tutti gli Stati membri: una politica restrittiva in materia di visti nei confronti dei cittadini russi è essenziale per salvaguardare la sicurezza e l'integrità dello spazio Schengen poiché un approccio frammentato rischia di minare - e persino di vanificare - la pressione che intendiamo esercitare nei confronti della Federazione russa», si legge nella lettera firmata da nove paesi membri dell'UE - Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Polonia - nonché da Islanda e Norvegia.
«Una situazione in cui gli Stati membri applicano approcci fondamentalmente diversi al rilascio di visti per viaggi non essenziali non solo porta al mercato dei visti ma costituisce anche un rischio per la sicurezza dell'intero spazio Schengen - avvertono i firmatari -. Il facile accesso allo spazio Schengen aumenta i potenziali rischi per la sicurezza, compresi quelli legati alla circolazione di centinaia di migliaia di combattenti russi che hanno partecipato alla guerra di aggressione contro l'Ucraina».
«Secondo il Barometro Schengen - viene ancora affermato - nel 2025 sono stati rilasciati 477'878 visti Schengen a cittadini russi per motivi turistici. Una quota significativa di questi è costituita da visti per ingressi multipli. Ciò è in netto contrasto con le linee guida della Commissione europea che richiedono un approccio rigoroso nei confronti dei richiedenti russi che viaggiano per motivi non essenziali e rappresenta una grave lacuna nella nostra politica collettiva nei confronti dello Stato aggressore. Riteniamo che ciò sia estremamente preoccupante».
14:57
14:57
Mosca: «Conquistato un villaggio nella regione ucraina di Zaporizhzhia»
Il ministero della Difesa russo ha riferito che l'esercito ha preso il controllo di un altro centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia.
«Le unità del raggruppo militare Est, grazie ad azioni attive e decisive, hanno liberato il villaggio di Komsomolskoe nella regione di Zaporizhzhia», si legge sul canale Telegram del ministero russo.
12:13
12:13
Aiea: «Attaccata una centrale elettrica che rifornisce Zaporizhzhia»
L'Aiea è stata informata dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia che la vicina centrale termoelettrica della città, la cui sottostazione elettrica contribuisce a rifornire la centrale nucleare, è stata pesantemente attaccata questa mattina. Lo riporta la agenzia Onu su X.
«Il team dell'Aiea presente alla centrale nucleare ha notato del fumo leggero proveniente dalla direzione da quella elettrica e ha udito rumori di attività militare» spiega.
L'incidente «desta seria preoccupazione per l'unica linea elettrica rimasta alla centrale nucleare, che nelle ultime settimane è stata disconnessa più volte, lasciando l'impianto completamente dipendente dai generatori diesel di emergenza per l'energia elettrica necessaria al raffreddamento dei suoi sei reattori e per scongiurare il rischio di un incidente nucleare».
Al momento, la linea elettrica è ancora attiva e, secondo le informazioni disponibili, il personale della centrale elettrica si è rifugiato in un luogo sicuro a causa dell'attacco. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha espresso «profonda preoccupazione per l'attacco segnalato», affermando che l'attacco deve cessare immediatamente, per evitare il pericolo di una prolungata interruzione di corrente.
11:16
11:16
Kiev: «5 morti e 11 feriti nel Donetsk a causa di raid russi»
Cinque persone sono rimaste uccise e altre undici ferite a seguito dei bombardamenti russi nella regione di Donetsk. Lo afferma la polizia nazionale affermando che «sette insediamenti erano sotto il fuoco: le città di Dobropillya, Druzhkivka, Kramatorsk, Mykolaivka, Sloviansk, il villaggio di Oleksievo-Druzhkivka, il villaggio di Kuritsyne.
Sono stati distrutti 42 obiettivi civili, tra cui 16 edifici residenziali». Lo riporta Ukrainska Pravda.
09:39
09:39
Zelensky: «Mosca ha ucciso 707 bimbi ucraini dall'inizio della guerra»
«Oggi, 4 giugno nella Giornata internazionale dei bambini innocenti-vittime di aggressione, si onorano i bambini che hanno sofferto di guerra e violenza. Dall'inizio dell'invasione su larga scala, la Russia ha ucciso almeno 707 piccoli ucraini. Ogni morte è un bambino a cui è stato sottratto il futuro. La Russia deve assumersi la responsabilità di questi crimini». Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
07:44
07:44
Il punto alle 7.45
Secondo Bloomberg, citato dalla Ukrainska Pravda, un gruppo di alleati europei chiave dell'Ucraina - Germania, Francia e Regno Unito - sta collaborando con Kiev per elaborare piani che consentano di avviare colloqui con la Russia per porre fine alla guerra, poiché intravedono un cambiamento di scenario che rafforza la posizione del presidente Volodymyr Zelensky. I rappresentanti delle tre maggiori economie europee stanno discutendo la possibilità di avviare colloqui che coinvolgano entrambe le parti, secondo fonti a conoscenza della questione. Hanno anche discusso la questione con le loro controparti ucraine. Secondo fonti di Bloomberg, nel contesto dei lunghi negoziati sotto l'egida degli Stati Uniti e delle crescenti perdite di truppe russe nella situazione di stallo sul campo di battaglia, questi tre Paesi intravedono un'opportunità per portare potenzialmente il leader russo Vladimir Putin al tavolo delle trattative. «La pressione sul Cremlino sta aumentando anche perché le forze ucraine stanno ottenendo maggiori successi nell'effettuare attacchi con droni in profondità nel territorio russo, e si registrano anche alcuni segnali di resistenza alla guerra di Putin ai più alti livelli a Mosca», afferma la pubblicazione. Intavolando colloqui ora, gli alleati cercano di evitare un altro inverno, durante il quale la Russia probabilmente intensificherà gli attacchi contro i civili e le infrastrutture energetiche, nel tentativo di Putin di minare il morale degli ucraini. Fonti di Bloomberg hanno sottolineato che la decisione finale sulla prosecuzione dei negoziati con la Russia spetta a Zelensky e che i Paesi europei non faranno pressioni sul presidente ucraino affinché adotti una strategia con cui non è d'accordo. Sempre secondo fonti della testata, nei prossimi giorni il primo ministro britannico Keir Starmer terrà colloqui con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron.
Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha dal canto suo espresso preoccupazione sul rischio di un’escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina, a seguito degli attacchi con droni ucraini che hanno colpito siti energetici e militari a San Pietroburgo. «Ciò che è cambiato negli ultimi mesi è che l'Ucraina è diventata sempre più efficace nel condurre attacchi a lungo raggio in profondità nel territorio russo e credo che questo sia uno dei motivi che ci ricorda perché è importante cercare di porre fine alla guerra, se possibile, perché il rischio di escalation è reale, più di quanto non lo fosse due anni fa», ha detto Rubio in un'audizione al Senato.
Intanto gli Stati Uniti completeranno a breve la procedura di approvazione dello stanziamento di 400 milioni di dollari in aiuti militari all'Ucraina. Come riporta Ukrinform, citando Reuters, questa dichiarazione è stata rilasciata dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio durante un'audizione al Congresso. «Sono in fase di approvazione da parte di varie agenzie 400 milioni di dollari. Ho letto qualcosa a riguardo venerdì scorso», ha detto Rubio. Allo stesso tempo, il capo del Dipartimento di Stato ha lasciato intendere che presto ci sarebbero state novità al riguardo.
Rubio è anche finito nel mirino bipartisan al Senato in merito alla decisione dell'amministrazione Trump di prorogare la sospensione delle sanzioni sul petrolio russo per allentare le tensioni sulla domanda globale di greggio causate dalla guerra di USA e Israele contro l'Iran. «Il Presidente Trump ha fatto bene a imporre quelle sanzioni lo scorso autunno. Tuttavia, le deroghe forniscono a Mosca entrate di cui ha un disperato bisogno e, a mio avviso, incidono in maniera trascurabile sul prezzo della benzina per i consumatori americani», ha replicato Rubio nel corso di un'audizione, difendendo la mossa perché «si tratta di deroghe a breve termine, non permanenti». Ad aprile, il Dipartimento del Tesoro ha prorogato la cosiddetta «licenza generale» per il petrolio russo che era stato caricato entro l'11 marzo: tali proroghe hanno evidenziato come le ripercussioni del conflitto in Iran abbiano accresciuto la capacità di Mosca di trarre profitto dalle proprie esportazioni energetiche, che erano state limitate a partire dall'invasione dell'Ucraina.
La Russia ha acquisito un vantaggio nella guerra con i droni rispetto ai Paesi della NATO e potrebbe cercare di sfruttare una «finestra di opportunità» entro la fine del 2028 per invadere gli stati baltici. Lo ha detto il generale Kaspars Pudāns, comandante delle forze armate lettoni, al Financial Times. A suo avviso, il vantaggio di Mosca non risiede in una tecnologia superiore, bensì nella sua capacità di produrre droni su larga scala e di adattarli rapidamente in tempo di guerra. Un eventuale conflitto diretto tra Mosca e la NATO potrebbe scoppiare nei tre Stati baltici, considerati difficili da difendere data la vicinanza della Russia e la lentezza con cui l'alleanza sta rafforzando le difese sul suo fianco orientale. Il generale lettone ha avvertito che la Russia potrebbe sfruttare la lentezza del riarmo europeo, dato che la maggior parte dei programmi di modernizzazione dell'esercito non dovrebbe entrare in vigore prima del 2029 circa. «Se fossi al Cremlino, direi che se dobbiamo fare qualcosa, dovremmo farlo entro la fine del 2028», ha affermato Pudāns. Altri funzionari della regione hanno iniziato a preoccuparsi della possibilità che la Russia attacchi prima del previsto. «Se fossi Putin, ci potrebbero essere un paio di ragioni per tentare qualcosa prima. Una è che Trump rimarrà in carica solo per altri due anni», l'altra è che «tutti i Paesi europei stanno aumentando le spese per la difesa, quindi potrebbe essere opportuno agire prima di allora», ha affermato un alto funzionario della difesa di uno Stato in prima linea nella NATO. Ciascuno dei tre Stati ospita brigate multinazionali della NATO. Quella lettone è guidata dal Canada, quella della Lituania dalla Germania e quella dell'Estonia dal Regno Unito. Pudāns ha sottolineato che, al momento, la Russia non dispone delle forze necessarie per un'invasione su larga scala mentre è impegnata nel conflitto in Ucraina, ma ha affermato che Mosca potrebbe rapidamente rappresentare una minaccia maggiore se la guerra in quel Paese finisse.
Sul fronte bellico, intanto, due persone sono morte e nove sono rimaste ferite a Kherson quando droni russi hanno colpito un edificio residenziale. Lo ha riferito il Servizio statale per le emergenze dell'Ucraina, secondo quanto riportato da Ukrinform. «Le truppe russe continuano ad attaccare Kherson. A seguito degli attacchi di droni nemici in uno dei quartieri della città, alcuni appartamenti di un edificio residenziale a più piani hanno preso fuoco e si sono sviluppati incendi di vasta portata», si legge nel rapporto. «Le informazioni sul numero delle vittime sono in fase di verifica e potrebbero subire variazioni», ha aggiunto il Servizio statale per le emergenze.
Tre persone sono invece morte e sette sono rimaste ferite in un attacco ucraino a Simferopol: lo ha scritto il capo delle autorità della Crimea Sergey Aksenov sul suo canale Max, come scrive l'agenzia russa Itartass. «A seguito di un attacco nemico contro edifici non residenziali a Simferopol, tre persone sono morte e sette sono rimaste ferite, secondo i rapporti preliminari», ha affermato. «I soccorritori sono al lavoro sul posto».
