Quel videogioco dove uccidere (o salvare) i piccioni diventa spunto di riflessione

Una grafica arcade, vecchio stile un po' Super Mario, un addetto del Comune e tanti, tanti piccioni da andare a prendere in giro per le strade di Zurigo. Sono questi gli ingredienti del nuovo videogioco «Super Pigeon» (con un nome simile, per l'appunto, all'iconico videogame di Shigeru Miyamoto) che rievoca un tema piuttosto controverso: la cattura e l'uccisione di decine di picconi avvenuta in aprile a Zurigo da parte dei servizi comunali cittadini. Anche nel gioco gli utenti si trovano a ripercorrere il medesimo iter, ma non tutto è come sembra. Anzi. Il videogame vuole essere un mezzo «leggero» per far passare un messaggio più profondo e stimolare la riflessione su questo metodo utilizzato per ridurre la popolazione dei volatili. Per capire meglio il fenomeno, che sta già facendo parecchio discutere Oltralpe, abbiamo raggiunto l'ideatore del videogioco, il ticinese Davide Morotti, di casa ormai da 12 anni sulle rive della Limmat.
Il tubo verde
Il gioco - spiega Morotti - disponibile anche in lingua italiana (oltre a tedesco e inglese) sia su dispositivi mobili che browser, consiste nel calarsi nei panni di un addetto comunale (con tanto di gilet arancione) e andare a catturare piccioni in ogni angolo della città. «Attraversando anche alcuni posti tipici e un po' stereotipati di Zurigo, come un party techno, un ristorante pop-up o una bancarella che vende bratwurst». Alla fine del percorso lungo la città si arriva a una gabbia dove mettere i piccioni, che poi viene coperta. «A questo punto si crede che l'unica opzione rimasta al giocatore sia quella di uccidere i piccioni. Ma non è così». Dal momento che si sceglie questa possibilità per terminare il gioco, spiega il nostro interlocutore, il gioco è perso. «Non si vince così, e il senso è proprio quello di capire che uccidere questi animali è inutile». Anche perché i piccioni poi, in poco tempo, ricompaiono esattamente al loro posto lungo il percorso del videogioco, come a dire: «Non è questa la soluzione del problema». E, in effetti, la strada per portarsi a casa la vera vittoria è un'altra: «C'è una via alternativa, un tubo verde che serve per liberare i piccioni nella natura. Ma è una soluzione tenuta volutamente un po' nascosta, non scontata da vedere ed è stata pensata così per provocare un po' il dibattito e stimolare la mente dei giocatori».

Gabbie e sacchi
A tal proposito facciamo un passo indietro: a metà aprile ha fatto molto rumore la notizia dei piccioni catturati a decine e uccisi - davanti agli occhi dei passanti - nel centro cittadino di Zurigo, alla stazione di Stadelhofen. I volatili sono stati attirati e rinchiusi in una grossa gabbia per poi finire in una cassa e, infine, venire portati via in numerosi sacchi neri della spazzatura. «Una scena terribile», aveva riferito una donna a 20 Minuten. Le autorità cittadine, dal canto loro, avevano confermato la cattura e l'uccisone, specificando che l'obiettivo era di «ridurre la densità della popolazione di piccioni, mantenendone una piccola ma sana». Sotto la lente sono finite, in particolare, le grandi quantità di escrementi lasciati dagli animali, che arriverebbero a 80 tonnellate all'anno. Una quantità non solo fonte di disagio, problemi estetici e logistici ma che può anche causare possibili rischi per la salute. L'uccisione in massa dei pennuti ha però sconvolto buona parte dei cittadini zurighesi, i quali si sono mossi organizzando una vera e propria protesta: a mobilitarsi attivisti per i diritti degli animali, ma anche «semplici» cittadini indignati per quanto successo. Senza contare le numerose critiche fioccate sui social media, seguite anche da una petizione che chiedeva di vietare questo tipo di pratiche, come specifica il portale Watson.

Dialogo e fazioni
Torniamo quindi al videogioco. Lo spunto che sta alla base di tutto, come detto, è stato proprio quello di stimolare la riflessione, di far capire - tramite il linguaggio semplice e immediato del videogame - che esiste anche una possibilità alternativa per far finire il gioco e quanto l'uccisione degli animali sia inutile. Un messaggio che è stato intercettato dall'associazione Stadttauben Schweiz, attiva sul territorio nazionale per la protezione dei piccioni, che ha salutato con favore l'idea del videogioco ritenendolo «un mezzo adatto per raggiungere dei gruppi a cui non ci rivolgeremmo altrimenti», come spiegato a 20 Minuten. «L'idea del videogioco è stata ben accolta dall'associazione», aggiunge Morotti. «Le iniziative che stimolano la discussione sono infatti sempre ben viste». Ed è proprio la discussione ad essere il fulcro del gioco. «C'è naturalmente anche chi lo trova sbagliato o inappropriato ma io sono dell'idea che sia positivo alimentare il dialogo e lo scambio tra le due fazioni». E le critiche mosse, rileva il nostro interlocutore, sono state comunque molto contenute. «Un paio di persone mi hanno scritto che forse si poteva fare diversamente, ma era proprio quello che volevo: accendere il dibattito sulla questione».
