«Questo grande cerchio grigio diventerà un nuovo giardino»

Sono più di 8.300 metri quadrati. Grigi. Poco sfruttati. Un cerchio al centro della città, fatto perlopiù di cemento. Tanto che alcuni lo considerano quasi un’antica rovina di qualche civiltà aliena, come se dall’oggi al domani un gigantesco disco volante dovesse atterrarci. È difficile da immaginare, ma tra un paio d’anni tutto questo si trasformerà in una zona verde con i fiocchi. Vegetazione, specchi d’acqua, sentieri per muoversi tra le tre «isole» (una dedicata alle attività fisiche, una per sostare e rilassarsi e, infine, una per i giochi di bambine e bambini). Un «giardino per la Città» di tutto rispetto, insomma. O anche qualcosa di più. Ed è proprio questo il titolo del progetto vincitore del concorso indetto da Palazzo Marcacci per valorizzare l’area interna della Rotonda di piazza Castello a Locarno.
Questione di settimane
A breve, il Consiglio comunale dovrà esprimersi sulla richiesta di credito per realizzarlo. Il relativo messaggio, nel quale si specificano tempi e costi, dovrebbe arrivare sui banchi del Legislativo nel corso del mese di marzo. «In calendario abbiamo anche una serata pubblica, dove presenteremo tutti i dettagli. Se non ci saranno intoppi, i lavori si concluderanno nel 2028», dichiara al Corriere del Ticino il municipale Bruno Buzzini, titolare del dicastero Opere pubbliche. Il quale precisa come sia stato accumulato «un leggero ritardo rispetto alla tabella iniziale, perché abbiamo voluto effettuare ulteriori verifiche sui materiali e su alcuni punti tecnici insieme al gruppo di progettisti».
Per realizzare la futura «perla» sarà piantata una cinquantina di nuovi alberi, senza dimenticare il rinfrescante «oro blu»: «Già, l’elemento idrico è centrale nel piano, un aspetto fra l’altro sostenuto dalla Mobiliare, che promuove in tutta la Svizzera il concetto di “città spugna”».
Come riportato nell’edizione del 22 luglio, quando per il comparto era stata fatta una stima di due milioni o poco meno, si tratterà poi di definire i contorni della collaborazione con il colosso assicurativo, che contribuirebbe a concretizzare la visione mettendoci mezzo milione.

Costi in più
L’importo pubblicato all’epoca potrebbe essere leggermente cresciuto, siccome nel documento finale sono state inserite alcune spese correlate: «Per esempio, i pioppi che la circondano sono malati e devono essere sostituiti, solo per questo prevediamo una somma aggiuntiva di 60 mila franchi», afferma il nostro interlocutore. Un altro intervento riguarda l’abbassamento della strada di collegamento al cunicolo, necessario per permettere l’accesso ai mezzi di servizio, come furgoni e piccoli autocarri «senza i quali sarebbe impossibile gestire eventi e manutenzione. Anche questo è stato integrato nel preventivo».
Curare la vegetazione
Ma non è tutto, perché al tutto vanno aggiunti altri 100 mila franchi: «Una visione basata su così tante componenti vegetali richiede un accompagnamento nel tempo. Le piante devono crescere, stabilizzarsi e svilupparsi correttamente, perciò è prevista una fase di cura e gestione di cinque anni dopo la conclusione del cantiere, pari a 20 mila all’anno, inclusi nel totale dell’opera». Opera che dovrebbe richiedere un anno per essere concretizzata.
Come detto, tuttavia, non si tratta solo di mettere in piedi un’oasi in piena regione urbana: «È prevista anche una superficie di circa mille metri quadrati di calcestre per ospitare eventi, soprattutto estivi, con un palco fisso integrato nella struttura». La miscela di pietrisco, sabbia e materiali fini, secondo le pratiche comuni, è adatta al contesto non solo grazie al suo aspetto naturale, ma anche alla capacità drenante. «L’obiettivo è creare uno spazio dinamico, con contenuti e funzioni che lo rendano parte attiva della vita quotidiana cittadina», conclude Buzzini.
Facilitare la logistica
Non bisogna dimenticare, poi, che l’enorme «ruota» attira un flusso importante di pubblico nelle serate del Festival, con un programma di concerti abbinato a offerte gastronomiche con ricette provenienti da ogni parte del mondo. Sotto questo punto di vista, un arrangiamento permanente non farebbe che facilitare la logistica e le installazioni tecniche temporanee per lo svolgimento della manifestazione.

