Reati fiscali, Castiglioni ai domiciliari

VARESE - L'imprenditore varesino Gianfranco Castiglioni è finito agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di finanza di Perugia su una presunta frode fiscale. In passato proprietario della Pallacanestro Varese, Gianfranco Castiglioni è a capo di un gruppo imprenditoriale nel settore della lavorazione dei metalli e della fabbricazione di minuteria. Insieme a Castiglioni sono finiti agli arresti domiciliari anche il figlio minore, Davide Castiglioni, e altre due persone. Il profitto della frode fiscale è di oltre 63 milioni di euro. A Spoleto, in particolare, Castiglioni possedeva la Isotta Fraschini, attiva nel settore della ghisa, e la ex Pozzi, nel settore dell'alluminio. Attività che ora sono finite al centro dell'inchiesta. Gli arresti sono stati eseguiti al termine di un'indagine di circa due anni.
La Guadia di Finanza ha inoltre sequestrato quote societarie, due ville, una di 36 vani con parco annesso, appartamenti, terreni, una Ferrari F40 e una Testarossa e una Lamborghini Diablo, una moto MV Augusta F3 Oro, conti correnti personali. I provvedimenti cautelari attengono ai reati che sarebbero stati compiuti dalla presunta associazione tra il 2008 ed il 2012 con esclusivo riguardo alle operazioni gestionali riconducibili alle due società spoletine, che attualmente impiegano circa 450 dipendenti e sono da circa un anno sottoposte a procedura concorsuale.
Ai quattro finiti ai domiciliari la procura di Spoleto contesta una serie di condotte che vanno dall'omesso versamento di ritenute operate ai dipendenti (oltre cinque milioni di euro), all'utilizzo nelle dichiarazioni fiscali di fatture per operazioni "oggettivamente" inesistenti (con evasione di imposte per oltre 52 milioni di euro), alla presentazione di dichiarazioni Iva infedeli per l'alterazione dei relativi registri (con imposta evasa di oltre 4,5 milioni), all'illecita compensazione di imposte dovute con crediti fittizi (per oltre 2 milioni di euro), all'emissione di fatture false infragruppo, nonché all'occultamento dell'intero impianto contabile per gli anni precedenti al 2008. In riferimento ad una delle società coinvolte vengono inoltre contestate false comunicazioni sociali per l'occultamento nel bilancio 2011 delle reali perdite, già all'epoca oltre 10 milioni di euro, nonché l'omesso versamento dal 2007 al 2011 delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sui dipendenti (oltre 7,5 milioni).