Rinnovo dei ponti in via Simen, Minusio ora riparte da cinque

Sarà forse la volta buona per il rinnovo dei tre vecchi ponti in via Simen a Minusio, che devono essere ricostruiti al più presto con un investimento di quasi 12 milioni? L’obiettivo, spiega il segretario comunale Yassin Benhamza al Corriere del Ticino, è quello di riuscire ad arrivare a una nuova delibera nel giro di qualche settimana, cioè entro metà maggio. Una nuova, perché quella firmata a suo tempo (circa un anno fa) dal Municipio era stata annullata dal Tribunale amministrativo cantonale (Tram) per una lacuna formale, riguardante le cifre riportate nelle offerte, e di una sostanziale, relativa alla formazione del capocantiere. Due aspetti, quelli rilevati dal Tram, che però non richiedono l’elaborazione di un ulteriore bando di concorso, ma solo il ricalcolo dei punteggi per stabilire chi, tra i cinque concorrenti in gioco, si aggiudicherà l’appalto.
Un «giocatore» in meno
Prima di poter procedere, però, era attesa un’altra sentenza, questa volta del Tribunale federale, giunta negli scorsi giorni e relativa al ricorso interposto contro la decisione del Tram da un consorzio che era stato escluso dalla gara. Appurato che in qualità di estromesso non ha più voce in capitolo sull’esito della procedura, ora l’Esecutivo ha dunque via libera per assegnare l’appalto plurimilionario. Una scelta che non sarà comunque immune dalle vie legali, perché i diretti interessati potranno, anche in questo caso, impugnare la nuova delibera del Municipio. Nuova delibera che la compagine guidata dal sindaco Renato Mondada assegnerà in base a quanto indicato nella sentenza del Tram.
Il concorso resta valido
«Nei prossimi giorni, la questione sarà formalmente portata all’attenzione dell’intero Municipio, anche se alcuni membri, così come il sindaco e il capodicastero competente, sono già informati», ribadisce ancora Benhamza. Il quale illustra come in questa fase «due punto zero» le osservazioni saranno prese in carico. «La graduatoria e la decisione di aggiudicazione saranno adeguate alle indicazioni del Tribunale cantonale amministrativo, senza però dover rifare l’intera procedura di concorso, poiché quest’ultimo resta valido, dal momento che è stata annullata solo la delibera, non il bando».
Altri ricorsi non esclusi
E così, «una volta compiuto questo passaggio, il Municipio dovrà incaricare nuovamente i progettisti, ossia la ditta AFRY, che aveva preparato la proposta di delibera iniziale poi fatta propria dall’Esecutivo stesso. A loro sarà affidato il compito di rivalutare le offerte, applicando le indicazioni contenute nella sentenza del Tribunale cantonale amministrativo, così da arrivare a una nuova proposta di aggiudicazione». Una volta adottata, la decisione sarà comunicata agli offerenti. Come detto, da quel momento scatterà il termine per eventuali ricorsi. Prima che le ruspe si possano muovere, quindi, sarà necessario ancora un po’ di pazienza.
I tre manufatti, chiamati Navegna, Fontile e Remorino, sono stati costruiti nel 1936 e raddoppiati tra i 1957 e il 1958, rinforzati nel 1976 e risanati nel 1993. Il tempo, come l’acqua sotto di loro, scorre. Ed è arrivato il momento di metterci mano. Anzi, di ricostruirli del tutto.
Numeri da capogiro
Come riportato nell’edizione del luglio scorso, le operazioni richiedono numeri da capogiro: 3.100 metri cubi di terreno da scavare, 2.887 di cemento armato, 622 di materiale per le pavimentazioni. Più 307 tonnellate di armature, alle quali se ne devono aggiungere 373 dovute ai micropali di sostegno.
I lavori, inevitabilmente, causeranno disagi alla viabilità sull’arco dei tre anni e tre mesi richiesti per il completamento. Tuttavia, uno studio affidato a un ingegnere del traffico su esplicita richiesta della Divisione cantonale delle costruzioni e in accordo con l’Ufficio federale delle strade, ha rassicurato sul fatto che la situazione dovrebbe poter essere gestita senza eccessivi problemi, con i dovuti accorgimenti. Per quanto riguarda la successione delle opere, si inizierà con il rifacimento del ponte Navegna (più a est) per poi passare al Fontile (in posizione centrale) e al Remorino (a ovest) che saranno rifatti entrambi in contemporanea, nella seconda fase.




