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Sanzioni americane contro l'Iran, colpita anche una società ginevrina

Tra i bersagli delle nuove misure figura anche Wellbred Trading, una società di negoziazione di materie prime ed energia con sede a Ginevra – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Sanzioni americane contro l'Iran, colpita anche una società ginevrina
Red. Online
25.08.2026 06:31
22:36
22:36
Iran: «Un corridoio temporaneo non significa riaprire Hormuz»

Un accordo con l'Oman per un corridoio marittimo temporaneo a Hormuz «non significa riaprire lo Stretto». Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dai media iraniani e regionali, sottolineando che al momento lo stretto «rimane chiuso» e sotto controllo iraniano. «La riapertura di Hormuz avverrà soltanto in cambio della fine della guerra su tutti i fronti, della revoca dell'embargo e della risoluzione della situazione in Yemen», ha detto il viceministro citato da Fars.

Secondo Gharibabadi, l'attivazione del corridoio concordato con l'Oman «significherebbe chiudere la rotta meridionale dello stretto». «Abbiamo concordato con l'Oman che la rotta di ingresso nello Stretto di Hormuz passerà attraverso le nostre acque territoriali, e anche parte della rotta di uscita passerà attraverso le nostre acque territoriali», ha sostenuto.

21:53
21:53
In Israele nasce un nuovo partito di destra, il leader è un ex generale

Il generale in pensione dell'Idf Ofer Winter ha annunciato oggi la nascita di un nuovo partito di destra 'Popolo d'Israele' in vista delle elezioni in Israele il 27 ottobre. Nel suo discorso, Winter ha dichiarato che «non ci sarà mai uno Stato palestinese qui.

Per Gaza esiste una sola soluzione: l'emigrazione», riferiscono i media israeliani. L'ex generale ha presentato la lista dei candidati, di cui fa parte l'attivista e influencer arabo-israeliano Yoseph Haddad che, secondo le intenzioni di Winter sarà il prossimo ministro della diplomazia pubblica del Paese.

Haddad ha affermato che Israele ha bisogno di un nuovo partito di destra «che comprenda la mentalità del Medio Oriente» e ha dichiarato di voler «essere il primo arabo nel gabinetto di sicurezza israeliano», l'organo chiave che prende le decisioni in materia di sicurezza nazionale.

Secondo Haaretz, Winter potrebbe sottrarre voti al partito di estrema destra del ministro Bezalel Smotrich e all'ala destra del blocco anti-Netanyahu, compresi i sostenitori di Naftali Bennett e Avigdor Lieberman.

21:50
21:50
Netanyahu: «Porta aperta per un grande arrivo di ebrei in Israele»

Parlando all'evento «Binyamin Breaks Through», organizzato dal Consiglio regionale di Binyamin il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: «Molti dei nostri fratelli in tutto il mondo comprendono che questa è la nostra terra e che non c'è alternativa. Per ogni ebreo la porta è aperta, vi aspettiamo. Stiamo preparando la porta per una grande aliyah (ritorno degli ebrei dalla diaspora verso la Terra di Israele, ndr). Abbiamo istituito 104 insediamenti e 160 fattorie e continuiamo a fare di più».

18:29
18:29
Iran-Oman, discusso l'accordo per il corridoio temporaneo su Hormuz

I ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno discusso un accordo quadro per un corridoio temporaneo attraverso lo Stretto di Hormuz e un progetto di sminamento in questa importante via navigabile su cui i due Paesi confinano, secondo una dichiarazione congiunta.

«I due ministri hanno discusso di un quadro graduale» che includa «l'istituzione di un corridoio di navigazione temporaneo congiunto attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per l'attuazione di un progetto di sminamento dello Stretto», si legge nella dichiarazione diffusa dal Ministero degli Esteri dell'Oman, che aggiunge che i negoziati tecnici per una soluzione permanente proseguiranno.

18:28
18:28
La Siria condanna la visita «illegale» del ministro israeliano nel sud del Paese

La Siria ha condannato la visita del ministro della Difesa israeliano Israel Katz alle truppe nel sud del Paese, dove ha promesso di mantenere le forze in loco finché persisteranno le «minacce». Damasco «condanna l'ingresso illegale odierno del ministro della Difesa israeliano (...) e il suo attraversamento del confine internazionale... in flagrante violazione della sovranità e dell'integrità territoriale del Paese», si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri, che esorta la comunità internazionale ad adottare «le misure necessarie per costringere le autorità di occupazione a porre fine a queste ripetute violazioni».

18:26
18:26
Trump: «Tutte le mine a Hormuz sono state rimosse o fatte brillare»

Donald Trump annuncia che tutte le mine nello Stretto di Hormuz sono state rimosse o fatte brillare.

«La Marina americana mi ha appena comunicato che tutte le mine presenti nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz sono state rimosse e/o fatte brillare. L'Iran è stato avvertito che qualsiasi nave o imbarcazione che dovesse posizionare nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta», ha scritto Trump sul suo social Truth, sottolineando che «è in vigore una politica di tolleranza zero assoluta riguardo al posizionamento di mine».

Dal canto suo, «l'Iran ha chiaramente comunicato al capo dell'esercito pakistano in visita, Asim Munir, la sua posizione e le sue condizioni sullo Stretto di Hormuz, nonché quelle relative al ritorno degli Stati Uniti alle disposizioni relative allo Stretto, previste dal Memorandum d'intesa di Islamabad»: lo ha dichiarato oggi all'agenzia Tasnim una fonte informata.

«Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, Munir non stava portando un messaggio di minaccia agli Stati Uniti. Piuttosto, stava cercando di aprire un margine di negoziazione e di comunicare agli Stati Uniti le condizioni dell'Iran», ha aggiunto la fonte, vicina al team negoziale iraniano.

15:40
15:40
Netanyahu: «Non permetteremo all'Unrwa di operare dal nostro territorio»

«In ottemperanza alle mie istruzioni e in attuazione della legge che abbiamo approvato, oggi è iniziato lo sgombero del complesso dell'Unrwa a Kafr Aqab a Gerusalemme. Lo Stato di Israele non permetterà che un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in atti di terrorismo nella strage del 7 ottobre operi sul suo territorio e agirà contro di essa con ogni mezzo». Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in una nota.

Dal canton suo, il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir ha dichiarato: «Questa mattina, ingenti forze della polizia israeliana hanno sgomberato l'Unrwa a Kafr Aqab. Unrwa è un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in attività terroristiche e che ha ripetutamente fatto da copertura a Hamas. La sovranità non si proclama, si conquista. Gerusalemme è la capitale dello Stato di Israele e tale rimarrà. Chiunque vi stabilisca dei covi del terrore verrà espulso».

Ben Gvir ha inoltre postato su X un'immagine del centro training dell'Unrwa, che si trova tra il villaggio Kafr Aqab e il checkpoint Calandia a nord di Gerusalemme - in un'area che Israele riconosce come municipalità israeliana - in cui si vede issata la bandiera israeliana, aggiungendo la didascalia «l'Unrwa è nelle nostre mani» (parafrasando la frase iconica nella narrativa israeliana «Il Monte del Tempio è nelle nostre mani», pronunciata dall'allora generale Mordechai Gur dopo la conquista dell'area da parte di Israele nella guerra dei sei giorni del 1967).

La reazione dell'Unrwa non si è fatta attendere: «Questa mattina l'Idf ha fatto irruzione con la forza nel Centro di Formazione Unrwa di Calandia (Ktc), nella Gerusalemme Est occupata. Al momento dell'irruzione, sul posto erano presenti circa 20 membri dello staff. Successivamente, funzionari israeliani hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui affermavano che la struttura è stata occupata dalle autorità israeliane».

«L'Unrwa - in una nota dal quartiere dell'organizzazione ad Amman - condanna senza riserve questa incursione: l'ingresso di forze di sicurezza armate in una struttura Onu, senza l'autorizzazione o il consenso Onu, è inaccettabile. Il Ktc è una struttura protetta dai privilegi e dalle immunità concessi all'organizzazione dal diritto internazionale», aggiunge il comunicato, che riporta come ogni anno, il centro offra «a centinaia di studenti rifugiati palestinesi provenienti dai campi profughi di tutta la Cisgiordania l'accesso a una formazione professionale gratuita e un percorso verso una maggiore indipendenza economica».

Il comunicato invita la comunità internazionale ad agire con decisione per «salvaguardare l'inviolabilità del Ktc e di tutte le altre strutture Onu nella Gerusalemme Est occupata».

09:50
09:50
Taglia da 10 milioni di dollari sui vertici dei Pasdaran

Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran.

«Queste persone sono a capo di unità che hanno preso di mira il personale Usa con attacchi e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti con operazioni informatiche. Aiutaci a contrastare queste minacce. Invia una segnalazione oggi stesso», recita l'annuncio su X del Dipartimento di Stato, rivolto a «chiunque possa fornire informazioni», con le foto del capo dei Pasdaran, Ahmed Vahidi, il comandante Ali Abdollahi, il responsabile delle forze aerospaziali e droni, Said Aghajani, del cyberwarfare, Hamidreza Lashgarian, e dell'intelligence Majid Khademi.

08:27
08:27
Sanzioni americane contro l'Iran, colpita anche una società ginevrina

Gli Stati Uniti hanno ulteriormente inasprito le sanzioni economiche contro l'Iran, aggiungendo alla lista nera quasi sessanta soggetti tra aziende, persone fisiche e imbarcazioni. Tra i bersagli delle nuove misure figura anche Wellbred Trading, una società di negoziazione di materie prime ed energia con sede a Ginevra.

L'amministrazione americana definisce l'operazione «Economic Outcast» come strumento volto a isolare Teheran dall'economia globale. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che l'obiettivo è «tagliare le fonti di reddito del regime iraniano e dei Guardiani della Rivoluzione».

Le sanzioni colpiscono reti operative nei settori della tecnologia nucleare, dei missili, della sicurezza informatica e del petrolio, prendendo di mira in particolare imprese intermediarie e le cosiddette navi ombra che riforniscono il paese. Secondo il Dipartimento del Tesoro la nazione mediorientale si basa su strutture che si estendono attraverso Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Cina, Singapore, Svizzera e altri stati europei.

La società elvetica Wellbred Trading, insieme alla capogruppo Wellbred Capital di Singapore e a una filiale negli Emirati Arabi, è accusata di far parte di una rete facente capo al commerciante di greggio iraniano Mohammad Hossein Shamkhani. Gli Stati Uniti sostengono che Shamkhani sia il vero responsabile delle operazioni del gruppo.

È peraltro particolarmente significativo l'investimento di Wellbred nel settore delle energie alternative in Europa: nel 2024 la società ha acquisito la raffineria francese di oli alimentari La Nivernaise de Raffinage, ora finita anch'essa sotto sanzioni. Secondo le autorità americane si tratterebbe di un tentativo di apparire come un'impresa legittima per mascherare le proprie attività illecite.

Già in primavera gli inquirenti statunitensi avevano esaminato i legami tra il gruppo Wellbred e la rete di Shamkhani. Inoltre da documenti giudiziari risalenti a gennaio emerge che 7,6 milioni di dollari (6,1 milioni di franchi) sono transitati da un conto elvetico di Wellbred verso Singapore attraverso il sistema bancario americano.

Con il nuovo pacchetto Washington estende anche il regime delle sanzioni secondarie: in futuro potranno essere colpite imprese estere e istituti finanziari che continueranno a intrattenere determinati affari con l'Iran.

06:37
06:37
Ministro dell'Interno pakistano: «Incontro positivo con il presidente dell'Iran»

Il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi ha dichiarato che il Pakistan e l'Iran stanno discutendo del ripristino del memorandum d'intesa precedentemente firmato tra l'Iran e gli Stati Uniti per contribuire a risolvere il conflitto in corso.

In un post su X, Naqvi ha dichiarato che lui e il capo dell'esercito del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir, hanno avuto un «incontro molto positivo e produttivo con il presidente dell'Iran».

Ha aggiunto che la discussione «si è concentrata sul conflitto tra Iran e Stati Uniti, sulle tensioni in Medio Oriente e sulla via da seguire, nonché sulle misure necessarie da entrambe le parti per il ripristino del memorandum d'intesa di Islamabad, che porti così a una risoluzione globale del conflitto».

Naqvi ha affermato che «il presidente iraniano ha condiviso con franchezza il punto di vista e le preoccupazioni del suo governo, abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in gioco». Ha aggiunto che «sono stati compiuti progressi significativi» ha espresso la speranza che «questo slancio contribuisca a spianare la strada a ulteriori progressi e a una pace duratura nella regione».

06:31
06:31
Il punto alle 6.00

Le forze armate pakistane hanno annunciato che il feldmaresciallo Syed Asim Munir, capo di stato maggiore delle forze armate, ha concluso una visita di un giorno in Iran, nell'ambito degli sforzi di Islamabad per allentare le tensioni nel conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Secondo un comunicato stampa diffuso dall'Inter-Services Public Relations (Ispr), Munir e il ministro dell'Interno Mohsin Naqvi si sono recati lunedì a Teheran nell'ambito degli «sforzi diplomatici del Pakistan per porre fine allo stallo nel conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ed esplorare le vie per raggiungere una pace duratura e porre fine in modo permanente all'instabilità nella regione». Durante la visita, Munir ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il rappresentante del Consiglio di sicurezza nazionale Mohsen Rezaei, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi e il ministro dell'Interno Eskandar Momeni. L'esercito ha dichiarato che i colloqui «si sono concentrati sulle misure per prevenire un'ulteriore escalation, sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulla rapida conclusione del conflitto». Ha aggiunto che entrambe le parti si sono anche scambiate opinioni sulla «pace regionale e sulle modalità per raggiungere una soluzione negoziata delle controversie». Secondo l'Ispr, la leadership iraniana «ha apprezzato il ruolo costruttivo del Pakistan e i suoi sinceri sforzi per facilitare il dialogo, la de-escalation e una risoluzione pacifica del conflitto». Il comunicato afferma che Munir è stato accolto al suo arrivo dal Ministro degli Interni iraniano Eskandar Momeni e da altri alti funzionari civili e militari iraniani.