Svizzera

«Servono normative vincolanti a livello federale per proteggere le scuole dal caldo»

Per questa ragione, la consigliera nazionale dei Verdi Laura Gantenbein depositerà una mozione in occasione della sessione d'autunno – Chiesta anche la creazione di un fondo nazionale di protezione contro il calore dedicato alle scuole
© CDT / CHIARA ZOCCHETTI
Red. Online
12.08.2026 12:30

«La Svizzera, ad oggi, non dispone di normative nazionali vincolanti per proteggere le scuole dal caldo». L'amara constatazione è della consigliera nazionale dei Verdi Laura Gantenbein. «A causa dei cambiamenti climatici, le ondate di calore si stanno intensificando e diventando più frequenti in Svizzera», osserva Gantenbein che sottolinea poi come numerosi istituti scolastici del nostro Paese non siano ancora adeguatamente attrezzati per affrontare questa nuova realtà climatica. Da qui la domanda al Consiglio federale di fissare delle norme nazionali per le scuole e le strutture per l'infanzia. Una richiesta, quella della consigliera nazionale, contenuta in un mozione che la donna depositerà in occasione della sessione d'autunno e di cui dà conto il Blick.

Quanto domandato nella mozione, va da sé, rischia di avere un impatto finanziario non indifferente. Già, perché gli interventi per rendere le aule vivibili anche in periodi di grande caldo potrebbero avere costi importanti. Gantenbein ha però pensato anche a questo problema per risolvere il quale chiede la creazione di un fondo nazionale di protezione contro il calore dedicato alle scuole. «Questo fondo deve fornire un sostegno finanziario ai cantoni e ai comuni per consentire loro di attuare questi standard minimi e di adattare le infrastrutture all'aumento delle temperature», spiega la consigliera nazionale.

Tra gli interventi che potrebbero essere finanziati dal fondo ci potrebbero essere l'inverdimento e la rimozione del cemento dai cortili dove gli allievi fanno la ricreazione o il sostegno a progetti architettonici che creino ombra e garantiscano un raffreddamento notturno sicuro. L'esponente dei verdi menziona poi l'utilizzo di sistemi di raffreddamento ad alta efficienza energetica «quando la progettazione passiva si rivela insufficiente». Queste misure si estenderebbero alla riqualificazione termica degli edifici scolastici esistenti, con particolare attenzione al comfort estivo.

Anche se la scuola dell'obbligo è di competenza cantonale, per Laura Gantenbein è imprescindibile che «la Confederazione garantisca la preservazione della salute e condizioni di apprendimento sicure in tutta la Svizzera indipendentemente dalle risorse finanziarie dei comuni».

In Ticino il sindacato VPOD chiede al Governo una direttiva per Stato e scuole

Ricordiamo che a livello ticinese il co-segretario VPOD Edoardo Cappelletti ha scritto negli scorsi giorni al Consiglio di Stato richiedendo un intervento più strutturato e proattivo per affrontare la canicola nello Stato e nelle scuole. «Nell’ottica di tutelare gli impiegati, i docenti e gli allievi, il Sindacato VPOD ha chiesto al Governo l’adozione di una direttiva volta ad anticipare, prevenire e affrontare i periodi di maggiore allerta», scrive il Sindacato svizzero del personale dei servizi pubblici e sociosanitari.

Secondo VPOD, alla luce segnalazioni ricevute, «occorre inoltre rendere più sistematica la rilevazione delle temperature negli stabili cantonali. Nel contempo, vanno rilanciati gli interventi di adeguamento del patrimonio immobiliare, allo scopo di affrontare la problematica anche a livello infrastrutturale. In assenza di correttivi, l’attuale gestione rischia di alimentare risposte tardive, disomogenee e improvvisate nonché una comunicazione insufficiente. Il Sindacato VPOD ribadisce pertanto la necessità di adottare una direttiva e di prevedere, a partire dai luoghi più sensibili, i dovuti investimenti».

Ribadendo l’importanza di un approccio coordinato, il sindacato VPOD ha quindi chiesto un incontro con il Consiglio di Stato per discutere delle soluzioni da adottare nel breve e nel medio-lungo termine.

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