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«Solo Israele potrà disarmare Hamas»»

Ad affermarlo è Benny Gantz alla Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane – Intanto i talebani dell'Afghanistan hanno fatto sapere che aiuteranno e assisteranno la Repubblica islamica dell'Iran nel caso in cui gli Stati Uniti attacchino il Paese – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Solo Israele potrà disarmare Hamas»»
Red. Online
16.02.2026 06:00
15:24
15:24
Consigliere di Netanyahu: «Hamas ha 60 giorni per disarmarsi»

Il consigliere senior del primo ministro israeliano, Yossi Fuchs intervenendo a Gerusalemme alla conferenza del Besheva Group ha affermato che Hamas avrà 60 giorni di tempo per disarmarsi, altrimenti Israele tornerà in guerra a Gaza.

L'amministrazione Trump ha chiesto il periodo di 60 giorni e «noi lo rispettiamo», ha detto, «durante questo periodo l'organizzazione terroristica dovrà rinunciare a tutte le sue armi, compresi i fucili».

Gli AK-47 «saranno completamente sottratti a Hamas», ha detto, chiarendo di non essere sicuro di quando inizieranno i 60 giorni, ma potrebbero iniziare con la conferenza del Board of Peace di giovedì. «Lo valuteremo. Se funziona, ottimo. Altrimenti, le Idf dovranno portare a termine la missione».

Ieri il il primo ministro Benjamin Netanyahu, commentando alcune voci secondo cui a Hamas verrebbero lasciate le armi leggere, ha dichiarato che il gruppo terroristico ha «solo armi leggere, non ha tank. Disarmare Hamas significa prevalentemente togliergli 60mila AK-47 ancora in dotazione. Hanno compiuto il peggior massacro del popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto con gli AK-47», ha detto aggiunto.

15:01
15:01
Magistratura Iran: «Punire i rivoltosi senza alcuna clemenza»

Il capo della Magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni-Ejei, ha invitato le autorità giudiziarie ad agire «con la massima risolutezza e senza alcuna clemenza e indulgenza nei processi e nella punizione dei principali elementi delle rivolte e degli atti terroristici».

Le sue dichiarazioni, riportate da Isna, arrivano mentre, secondo Iran International, un tribunale ha già emesso condanne a morte per 14 manifestanti che hanno preso parte alle proteste anti governative esplose a fine dicembre in Iran, dove ufficialmente sono morte oltre tremila persone mentre secondo la Ong Hrana le vittime sono state almeno settemila.

13:45
13:45
«La Grecia parteciperà al Board of Peace come osservatore»

La Grecia sarà presente, come Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace per Gaza convocata dal presidente statunitense Donald Trump il 19 febbraio, stando a quanto riporta Kathimerini. Il Paese sarà rappresentato dal viceministro degli Esteri ellenico, Haris Theocharis.

Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, il giorno della riunione sarà in India per partecipare, su invito del suo omologo indiano Narendra Modi, a un convegno programmato da tempo sull'intelligenza artificiale, riportano i media ellenici.

A sua volta l'Italia è stata invitata a partecipare alla riunione del Board of peace come osservatore e ha ritenuto «opportuno» partecipare. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato: «vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la commissione europea». Una veste quella di osservatori scelta - ha spiegato - «perché l'articolo 9 dello Statuto del Board è in contrasto con la costituzione».

«Lo facciamo perché abbiamo già dato molto per Gaza e continueremo a farlo, siamo tra i Paesi al mondo che ha dato di più», ha detto il ministro italiano, spiegando che «siamo pronti a formare la nuova polizia gazawa e quella palestinese, siamo pronti a incrementare i nostri carabinieri a Rafah». «C'è un interesse diretto la stabilità del medio oriente - ha aggiunto Tajani- e per la la costruzione di pace».

13:35
13:35
«L'annessione della Cisgiordania a Israele è un passo nella direzione errata»

«L'annessione è illegale secondo il diritto internazionale ed è un passo nella direzione sbagliata». Lo ha detto Anouar El Anouni, portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, in conferenza stampa a Bruxelles, rispondendo a una domanda sulla decisione di Israele di annettere la Cisgiordania.

13:07
13:07
«Niente illusioni, solo Israele potrà disarmare Hamas»

Il disarmo di Hamas potrà essere garantito solo attraverso gli sforzi militari israeliani, ha dichiarato il presidente del partito di centro Blu e Bianco, Benny Gantz parlando a Gerusalemme alla Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane.

«A Gaza, Hamas si sta riorganizzando e ricostruendo. Il mondo deve capire: Hamas e Gaza non devono essere completamente smilitarizzate solo per il bene della sicurezza israeliana, ma anche per il bene di qualsiasi processo regionale positivo. Cercheranno di intercettare qualsiasi futuro tentativo di normalizzazione, proprio come hanno fatto il 7 ottobre», ha affermato Gantz che è anche stato capo di stato maggiore dell'Idf.

«Il Board of peace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è certamente importante per dare forma al futuro, ma all'interno della Linea Gialla, Hamas ha rafforzato il suo regime terroristico per mesi. Non fatevi illusioni, alla fine saranno solo i nostri coraggiosi figli e figlie a portare a termine l'opera», ha aggiunto. Sul dossier Iran, ha dichiarato che «nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane, il mondo dovrà essere unito per rovesciare il regime degli ayatollah iraniani». In caso contrario, gli iraniani «continueranno a uccidere gli altri e il loro stesso popolo».

«Ottant'anni fa, gli Stati Uniti liberarono l'Europa dal regime nazista. Oggi, il presidente Trump ha l'opportunità di liberare il Medio Oriente dal terrore del regime degli ayatollah e di essere ricordato per sempre per questo», ha detto.

Intanto, la Turchia ha condannato l'approvazione da parte del governo israeliano di Benyamin Netanyahu del censimento catastale di alcune zone della Cisgiordania. «L'iniziativa del governo israeliano volta a perpetuare l'occupazione delle terre palestinesi in Cisgiordania con il pretesto di un 'processo di registrazione delle terre' costituisce una chiara violazione del diritto internazionale, contravviene alla coscienza collettiva dell'umanità e rappresenta la continuazione delle politiche e delle pratiche di genocidio», ha affermato Burhanettin Duran, il direttore delle comunicazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

«Tali iniziative aggravano ulteriormente l'ingiustizia nella regione; prendono deliberatamente di mira le speranze di pace, tranquillità regionale e sicurezza», ha aggiunto Duran, in un messaggio su X dove ha condannato la decisione israeliana e ha chiesto che «la comunità internazionale si assuma la propria responsabilità per porre fine a questa illegalità e stabilire una pace duratura sulla base di una soluzione a due Stati».

A sua volta, l'Egitto ha condannato la decisione di Israele di riprendere le procedure di registrazione dei terreni nella Cisgiordania occupata, descrivendo la decisione come «una pericolosa escalation volta a consolidare il controllo israeliano sui territori palestinesi», e chiede alla comunità internazionale un intervento a difesa del diritto.

«La decisione del governo israeliano - afferma il ministero degli Esteri in una dichiarazione - rappresenta la continuazione delle misure unilaterali nei territori palestinesi occupati dal 1967, e mira a rafforzare il controllo sui territori occupati e a minare i legittimi diritti del popolo palestinese».

Il Cairo sottolinea che «tali azioni costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra, nonché delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la Risoluzione 2334 del 2016». Cita inoltre il parere consultivo emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia in merito alle conseguenze legali delle politiche e delle pratiche israeliane nei territori palestinesi occupati che - afferma - «conferma l'illegalità di misure volte ad alterare lo status giuridico, storico e demografico dei territori occupati, ad acquisire territorio con la forza o a imporre una nuova realtà demografica».

12:48
12:48
«I pasdaran cominciano le esercitazioni nello stretto di Hormuz»

I Guardiani della Rivoluzione, i pasdaran iraniani, hanno cominciato esercitazioni nello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media di stato iraniani definendo, scrive Iran International, l'operazione «Controllo intelligente dello Stretto di Hormuz».

L'esercitazione è iniziata il giorno prima del secondo round di colloqui indiretti tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti a Ginevra.

Nel frattempo, un tribunale iraniano ha emesso condanne a morte per 14 manifestanti che hanno preso parte alle proteste attraverso un procedimento online, aggiunge Iran International, la tv della dissidenza iraniana residente a Londra, citando proprie fonti.

Secondo le fonti, il procedimento virtuale è stato convocato dal giudice Abolghasem Salavati, capo della Sezione 15 della Corte rivoluzionaria iraniana.

12:09
12:09
Gantz: «Niente illusioni, solo Israele potrà disarmare Hamas»

Il disarmo di Hamas potrà essere garantito solo attraverso gli sforzi militari israeliani, ha dichiarato il presidente del partito di centro Blu e Bianco, Benny Gantz parlando a Gerusalemme alla Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane.

«A Gaza, Hamas si sta riorganizzando e ricostruendo. Il mondo deve capire: Hamas e Gaza non devono essere completamente smilitarizzate solo per il bene della sicurezza israeliana, ma anche per il bene di qualsiasi processo regionale positivo. Cercheranno di intercettare qualsiasi futuro tentativo di normalizzazione, proprio come hanno fatto il 7 ottobre», ha affermato Gantz che è anche stato capo di stato maggiore dell'Idf.

«Il Board of peace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è certamente importante per dare forma al futuro, ma all'interno della Linea Gialla, Hamas ha rafforzato il suo regime terroristico per mesi. Non fatevi illusioni, alla fine saranno solo i nostri coraggiosi figli e figlie a portare a termine l'opera», ha aggiunto. Sul dossier Iran, ha dichiarato che «nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane, il mondo dovrà essere unito per rovesciare il regime degli ayatollah iraniani». In caso contrario, gli iraniani «continueranno a uccidere gli altri e il loro stesso popolo».

«Ottant'anni fa, gli Stati Uniti liberarono l'Europa dal regime nazista. Oggi, il presidente Trump ha l'opportunità di liberare il Medio Oriente dal terrore del regime degli ayatollah e di essere ricordato per sempre per questo», ha detto.

Intanto, la Turchia ha condannato l'approvazione da parte del governo israeliano di Benyamin Netanyahu del censimento catastale di alcune zone della Cisgiordania. «L'iniziativa del governo israeliano volta a perpetuare l'occupazione delle terre palestinesi in Cisgiordania con il pretesto di un 'processo di registrazione delle terre' costituisce una chiara violazione del diritto internazionale, contravviene alla coscienza collettiva dell'umanità e rappresenta la continuazione delle politiche e delle pratiche di genocidio», ha affermato Burhanettin Duran, il direttore delle comunicazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

«Tali iniziative aggravano ulteriormente l'ingiustizia nella regione; prendono deliberatamente di mira le speranze di pace, tranquillità regionale e sicurezza», ha aggiunto Duran, in un messaggio su X dove ha condannato la decisione israeliana e ha chiesto che «la comunità internazionale si assuma la propria responsabilità per porre fine a questa illegalità e stabilire una pace duratura sulla base di una soluzione a due Stati».

10:16
10:16
Larijani: «L'AIEA potrà ispezionare i nostri siti nucleari»

Gli ispettori dell'AIEA, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, potranno ispezionare i siti nucleari dell'Iran. Lo ha dichiarato Ali Larijani, segretario del Consiglio superiore per la sicurezza dell'Iran, in una intervista rilanciata dall'Irna

Larijani ha precisato che «per dimostrare che l'Iran non è alla ricerca di armi nucleari, consentiremo all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli situati nel sottosuolo e sulle montagne».

«Le ispezioni possono essere condotte mensilmente o addirittura quotidianamente, in modo che gli ispettori possano identificare qualsiasi attività sospetta», ha aggiunto.

Intanto, un agente di Hezbollah che intendeva ripristinare l'infrastruttura militare del gruppo terroristico sostenuto dall'Iran nel Libano meridionale è stato ucciso questa mattina in un attacco con un drone israeliano. Lo afferma l'esercito israeliano, scrive The Times of Israel.

L'uomo è stato colpito nella città di Hanin. L'Idf afferma che le attività dell'agente hanno violato l'accordo di cessate il fuoco del novembre 2024 tra Israele e Libano.

10:06
10:06
«Nuovo insediamento israeliano per espandere Gerusalemme a est»

I ministeri delle finanze e dell'edilizia abitativa israeliani e il Consiglio regionale della Cisgiordania hanno firmato nei giorni scorsi un accordo per la creazione di un nuovo insediamento che di fatto costituirà un'espansione verso est di Gerusalemme. Lo hanno affermato i funzionari, scrive The Times of Israel.

Il nuovo insediamento proposto sarebbe tecnicamente un'espansione verso ovest dell'insediamento di Adam, che si trova molto vicino al confine nord-orientale di Gerusalemme, e i piani prevedono la costruzione di circa 2'780 unità abitative in un nuovo «quartiere» per Adam.

06:00
06:00
Il punto alle 6.00

A dicembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato al primo ministro Netanyahu che avrebbe sostenuto gli attacchi israeliani contro il programma missilistico balistico iraniano se gli Stati Uniti e l'Iran non avessero raggiunto un accordo: lo ha affermato, secondo il Times of Israel, la CBS News, citando due fonti a conoscenza della questione. L'emittente statunitense ha riferito che le discussioni su un simile attacco, circa otto mesi dopo la guerra tra Israele e Iran durata 12 giorni a giugno, sono in corso. Durante la guerra dello scorso anno, gli USA si sono uniti agli attacchi israeliani contro gli impianti nucleari iraniani. Questa volta, il ruolo americano in un attacco israeliano comporterebbe l'assistenza ai jet per il rifornimento in volo o l'assistenza a Israele per ottenere il permesso di sorvolare i Paesi vicini, ha riportato la CBS. Diversi Paesi hanno dichiarato che non permetterebbero che il loro spazio aereo venisse utilizzato per un attacco all'Iran. La notizia è arrivata mentre il ministro degli Esteri iraniano partiva per Ginevra, in vista di un secondo round di colloqui con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, e mentre Netanyahu esprimeva scetticismo sul successo dei negoziati.

Intanto i talebani dell'Afghanistan hanno fatto sapere che aiuteranno e assisteranno la Repubblica islamica dell'Iran nel caso in cui gli Stati Uniti attacchino il Paese: lo ha dichiarato il portavoce del gruppo, Zabihullah Mujahid, al servizio in lingua pashtu di Radio Iran, citato dal Jerusalem Post. Il popolo afghano mostrerebbe simpatia e probabilmente collaborerebbe con l'Iran se richiesto, ha chiarito Mujahid, sottolineando che questo non spingerebbe automaticamente il gruppo sunnita a unirsi a una guerra di rappresaglia contro gli Stati Uniti. Inoltre, il messaggio dei talebani è che non vogliono un conflitto tra Stati Uniti e Iran e preferirebbero adottare misure diplomatiche e proseguire i negoziati sul programma nucleare iraniano. Inoltre, l'Iran ha «vinto» la guerra di 12 giorni con Israele e gli Stati Uniti a giugno, ha affermato Mujahid, e «vincerà di nuovo» se gli Stati Uniti attaccheranno. L'Iran sarà in grado di «vincere di nuovo» perché «ha la capacità, è nel giusto e ha il diritto di difendersi», ha affermato. All'epoca, i talebani condannarono gli attacchi israeliani contro gli impianti di arricchimento nucleare, la leadership militare e altre posizioni strategiche del regime islamico. I rapporti tra Iran e talebani restano tesi a causa della divisione tra sciiti e sunniti. Tuttavia, i due governi hanno iniziato a collaborare da quando i talebani hanno ripreso il controllo del Paese.