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È quanto scrive Al-Jazeera che parla di «ennesima violazione del cessate il fuoco mediato dagli USA a ottobre» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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17:42
17:42
Trump chiede la «piena e immediata smilitarizzazione» di Hamas
«È molto importante che Hamas mantenga il suo impegno per la piena e immediata smilitarizzazione»: lo scrive Donald Trump su Truth alla vigilia della prima riunione del Board of Peace giovedì prossimo «presso il Donald J. Trump Institute of Peace di Washington».
«Il 19 febbraio 2026, sarò nuovamente raggiunto dai membri del Board of Peace presso il Donald J. Trump Institute of Peace di Washington, D.C., dove annunceremo che gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliari di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza», ha aggiunto Trump.
Secondo il presidente statunitense, il Board of Peace «si rivelerà l'organismo internazionale più influente della storia».
«Il Board of Peace - osserva Trump - ha un potenziale illimitato. Lo scorso ottobre ho pubblicato un Piano per la fine definitiva del conflitto a Gaza e la nostra Visione è stata adottata all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Poco dopo, abbiamo facilitato gli aiuti umanitari a velocità record e ottenuto il rilascio di ogni ostaggio, vivo e deceduto. Proprio il mese scorso, una ventina di illustri Membri Fondatori si sono uniti a me a Davos, per celebrarne la costituzione ufficiale e presentare una visione coraggiosa per i civili di Gaza e, in ultima analisi, ben oltre Gaza: la pace nel mondo!».
15:34
15:34
Israele: prima apertura alla registrazione delle terre in Cisgiordania dal 1967
Per la prima volta dal 1967, il governo israeliano ha approvato l'apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. Lo riferisce la tv pubblica Kan secondo cui l'importanza della decisione sta nel tracciare la strada per la regolarizzazione delle aziende agricole e sostanzialmente fare «un altro passo verso l'annessione».
La Presidenza palestinese ha subito reagito con una nota in cui avverte delle gravi conseguenze della decisione che consente di dichiarare come proprietà statale terreni nella Cisgiordania, definendo la misura una «grave escalation e una palese violazione del diritto internazionale».
14:30
14:30
«Ucciso dall'Idf alto comandante della Jihad islamica»
Un comandante senior delle Brigate al Quds, ala militare della Jihad islamica, è stato ucciso in un raid israeliano nel quartiere Tel al Hawa a Gaza City, nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono i media palestinesi.
Secondo le stesse fonti, tra cui l'emittente Palestine Today vicina alla Jihad islamica, si tratta di Sami al Dahdouh, 56 anni. Nell'attacco sarebbero rimaste ferite diverse persone. I media palestinesi non fanno riferimento all'identità delle altre vittime che, secondo il ministero della Salute di Hamas, sarebbero undici. Tre fratelli di al Dahdouh, tra cui l'ex comandante delle Brigate al Quds Khaled, erano stati uccisi da Israele in raid separati circa venti anni fa.
12:58
12:58
Hamas: «Uccise undici persone, attacco anche alla tenda degli sfollati»
L'agenzia di protezione civile di Gaza ha riferito che attacchi israeliani hanno ucciso almeno undici persone dall'alba di oggi, mentre un funzionario militare dello Stato ebraico ha affermato che gli attacchi sono stati effettuati in risposta alle violazioni del cessate il fuoco.
L'agenzia, che opera come forza di soccorso sotto l'autorità del movimento islamista palestinese Hamas, ha indicato che un attacco ha colpito una tenda di sfollati nel nord di Gaza e un altro ha preso di mira un'area nel sud della Striscia.
10:22
10:22
«Attacchi contro i miliziani di Hamas usciti dai tunnel»
«Nelle ultime ore, le Idf (le Forze di difesa israeliane) hanno condotto attacchi contro (il movimento islamista palestinese) Hamas dopo che ieri nell'area di Beit Hanoun diversi miliziani armati si sono nascosti vicino alle macerie a est della Linea gialla (il limite dietro il quale l'esercito israeliano si è ritirato in base alle mappe del piano per un cessate il fuoco del presidente statunitense Donald Trump), in prossimità delle truppe, dopo essere usciti da infrastrutture sotterranee».
Lo riferisce il portavoce militare sottolineando che «l'attraversamento della Linea gialla vicino all'esercito, mentre si è armati, costituisce una violazione della tregua e dimostra come Hamas violi l'accordo per colpire le truppe (...). Gli attacchi vengono condotti contro obiettivi di Hamas in modo mirato, nel rispetto dei principi del diritto internazionale».
08:44
08:44
Iran pronto a compromessi per un accordo sul nucleare con gli Stati Uniti
L'Iran è pronto a prendere in considerazione compromessi per raggiungere un accordo sul nucleare con gli Stati Uniti, se questi ultimi saranno disposti a discutere la revoca delle sanzioni, ha dichiarato un ministro iraniano all'emittente pubblica britannica Bbc.
I funzionari statunitensi hanno ripetutamente sottolineato che è l'Iran, non gli Stati Uniti, a ostacolare i progressi in questo lungo processo negoziale. Ieri, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che il presidente Donald Trump preferisce un accordo, ma che è «molto difficile» raggiungerlo con l'Iran.
In un'intervista alla Bbc a Teheran, Majid Takht-Ravanchi, viceministro degli esteri iraniano, ha affermato che la palla è «nel campo degli Stati Uniti per dimostrare che vogliono raggiungere un accordo». Ha precisato: «Se sono sinceri, sono sicuro che saremo sulla strada giusta per un accordo».
Il viceministro degli esteri ha sottolineato l'offerta di Teheran di diluire il suo uranio arricchito al 60% come prova della sua disponibilità al compromesso. «Siamo pronti a discutere di questa e di altre questioni relative al nostro programma se saranno disposti a parlare di sanzioni», ha detto Takht-Ravanchi.
Il Sultanato dell'Oman ospiterà la prossima settimana a Ginevra colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato ieri a Keystone-ATS una notizia diffusa dall'agenzia di stampa britannica Reuters.
08:08
08:08
Al-Jazeera: «Uccisi nella notte otto palestinesi a Gaza»
Le forze israeliane hanno ucciso almeno otto palestinesi in nuovi attacchi a Gaza, secondo fonti mediche: è quanto scrive sul proprio sito la rete televisiva satellitare qatariota Al Jazeera, che parla di «ennesima violazione del cessate il fuoco mediato dagli USA a ottobre».
Quattro delle vittime sono state uccise nella città meridionale di Khan Younis, ha riferito una fonte dell'ospedale Nasser. L'attacco è avvenuto oltre la cosiddetta Linea gialla (il limite dietro il quale l'esercito israeliano si è ritirato in base alle mappe del piano per un cessate il fuoco del presidente statunitense Donald Trump). Gli altri quattro sono stati uccisi quando le forze israeliane hanno attaccato una tenda per sfollati nella zona di al-Faluja, nel nord di Gaza, ha riferito una fonte dell'ospedale al-Shifa. Non ci sono stati commenti immediati di Israele.
Il quotidiano in linea The Times of Israel specifica che si è trattato di «attacchi aerei nella Striscia» e conferma che non ci sono commenti immediati da parte delle forze armate dello Stato ebraico, ma sottolinea che gli attacchi sono avvenuti dopo che cinque uomini armati si sono avvicinati alle truppe sul lato israeliano della Linea gialla la scorsa notte, in quella che l'esercito ha definito una «palese violazione» del cessate il fuoco.
08:07
08:07
Il punto alle 8
Nella prima riunione formale del Board of Peace (consiglio di pace), il 19 febbraio a Washington, il presidente statunitense Donald Trump annuncerà un piano di ricostruzione multimiliardario per Gaza e che diversi paesi intendono fornire diverse migliaia di soldati alla forza di stabilizzazione che dovrebbe essere schierata nella Striscia nei prossimi mesi.
Secondo l'agenzia di stampa britannica Reuters, all'incontro dovrebbero partecipare delegazioni provenienti da almeno 20 Paesi, tra cui molti capi di Stato. Stando al quotidiano The New York Times, per ora gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi hanno promesso ciascuno oltre un miliardo di dollari al Board of Peace presieduto dallo stesso Trump.
