«Sorpresa ed emozione» tra la comunità serba in Ticino dopo le elezioni

Quella di ieri è stata una notte di festeggiamenti in Serbia per i sostenitori della Lista studentesca. Già, perché in attesa dei risultati definitivi delle elezioni, la proiezione di CeSID e Ipsos, basata sul 96% del campione, indica che la «Studentska lista – Gli studenti vincono!» avrebbe ottenuto 140 seggi su 250, contro i 103 della lista di Aleksandar Vučić. Proprio l'ex presidente del Paese balcanico ha ammesso sempre ieri, in diretta tv su Rts, che il suo partito «ha perso le elezioni».
Nessuna posizione unica
Elezioni che sono state seguite con interesse anche dall'ampia comunità serba residente in Ticino. «Dai contatti che ho avuto con la comunità, ho percepito soprattutto sorpresa ed emozione per i risultati delle elezioni nonché la sensazione che si apra una fase nuova per il Paese», spiega al Corriere del Ticino il direttore del portale Serbinfo.ch Vladimir Miletic. «Molte persone hanno seguito con attenzione il voto, anche attraverso i seggi di Berna e Zurigo. Naturalmente la comunità serba in Ticino è pluralista e non ha una posizione unica; mi sembra però che ci sia un apprezzamento diffuso per il fatto che il cambiamento sia stato espresso attraverso il voto e in modo pacifico».
A saltare agli occhi è anche l'altissima affluenza alle urne, con la partecipazione al voto che ha sfiorato il 70%. «Il dato indica che una grossa fetta della popolazione vuole un cambiamento», analizza il nostro interlocutore.
Un mandato politico forte
Insomma, sembra che le elezioni serbe abbiano indicato una chiara volontà di rottura rispetto al passato. Ma qual è il messaggio principale che è emerso dalle urne? «Una parte molto ampia dell’elettorato ha chiesto responsabilità, istituzioni più credibili e un cambiamento nel modo di governare», spiega Miletic. «L’elevata partecipazione e il risultato della Lista studentesca indicano che le richieste emerse dopo la tragedia di Novi Sad (città in cui nel novembre del 2024 il crollo di una pensilina alla stazione ferroviaria uccise 16 persone, ndr.) hanno raccolto un consenso che va oltre il movimento studentesco. È un mandato politico forte, ma dovrà essere tradotto in proposte concrete e verificabili».
In questo senso, il cammino da intraprendere è già segnato e segue tappe precise. «Innanzitutto bisogna aspettare la conclusione dello scrutinio e la proclamazione ufficiale dei risultati», precisa il direttore di Serbinfo.ch. «Dopodiché dovrà insediarsi il nuovo Parlamento e si dovrà formare il Governo: la maggioranza dovrà indicare una squadra e un programma capaci di unire una lista che ha raccolto sensibilità diverse. Ci sarà anche una fase di transizione nella quale sarà importante garantire continuità amministrativa e rispetto delle istituzioni».
Terminata la fase di transizione, però, la popolazione si aspetta di vedere attuato il cambiamento richiesto alle urne. Per la Lista studentesca sarà dunque fondamentale riuscire a trasformare le rivendicazioni sulle quali ha basato la campagna in azioni concrete. «La maggioranza parlamentare offre un margine importante per avviare riforme, ma non significa che il cambiamento avvenga automaticamente», puntualizza il nostro interlocutore. «Serviranno leggi, istituzioni indipendenti e procedure trasparenti. Le indagini sulla corruzione e sulla tragedia di Novi Sad dovranno inoltre portare a risultati concreti». Miletic tiene a sottolineare un aspetto: «Un sistema costruito nel corso di molti anni non cambia in pochi giorni».
Riflessioni, queste, che non intendono comunque smorzare l'entusiasmo emerso alle urne. «Possiamo parlare di una grande opportunità politica. La profondità del cambiamento dipenderà dalla capacità della nuova maggioranza di mantenere le promesse e di accettare controlli e confronto», analizza il direttore di Serbinfo.ch.
Uniti da obiettivi comuni
La Lista studentesca, come accennato dal nostro interlocutore, raccoglie sensibilità politiche differenti. A unire i suoi membri sono però alcuni punti chiave: la lotta alla corruzione, la spinta verso uno Stato di diritto e una posizione moderatamente filo-europea. Resta però da capire il posizionamento di questa lista civica nello spettro politico. «Sarebbe prematuro collocarla in modo netto a sinistra o a destra», osserva Miletic. «Il voto ha unito elettori diversi attorno alla richiesta di cambiamento: ora bisognerà vedere quale linea comune emergerà sui temi più divisivi quali l’Unione europea, il Kosovo e le relazioni internazionali».
Un aspetto, quest'ultimo, da non sottovalutare. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa si sono congratulati con la Lista studentesca, dichiarandosi pronti a sostenere riforme in materia di Stato di diritto, libertà dei media, lotta alla corruzione e rafforzamento delle istituzioni democratiche. «La vittoria della "Studentska lista" può aprire una fase più costruttiva nel dialogo con Bruxelles, ma il percorso europeo dipenderà dalle riforme effettivamente realizzate», analizza il direttore di Serbinfo.ch. «Stato di diritto, indipendenza delle istituzioni, libertà dei media e lotta alla corruzione saranno prove concrete, non soltanto dichiarazioni politiche. L'Unione europea ha offerto sostegno su questi temi; resta però un processo basato sui risultati e sui criteri di adesione. Insomma, la nuova maggioranza potrà imprimere una direzione diversa, ma dovrà darne prova con atti coerenti».
Se da un lato c'è l'Unione europea, dall'altro ci sono Russia e Cina, Paesi ai quali, secondo molti, Vučić sarebbe troppo vicino. «Non mi aspetto una rottura immediata con Mosca e Pechino», dice Miletic. «I rapporti con Russia e Cina hanno infatti dimensioni economiche, energetiche e diplomatiche molto importanti. La nuova maggioranza dovrà chiarire il proprio orientamento e trovare un equilibrio tra gli interessi nazionali e il percorso europeo. Sarà quindi utile osservare le prime decisioni del nuovo Governo, soprattutto in politica estera e nelle relazioni con l’Unione europea».
Il valore di una transizione pacifica
A uscire sconfitto dalle elezioni è stato l'ex presidente serbo Aleksandar Vučić. «Per anni è stato il perno della politica serba e ha mantenuto un forte consenso in una parte della popolazione. Il risultato delle urne mostra però che quel consenso non è stato sufficiente a garantire la permanenza al potere», osserva Miletic. «In questa fase, un elemento rilevante è la sua accettazione della sconfitta: vorrei sottolineare proprio il valore di questo passaggio per una transizione pacifica. Ora sarà importante che tutte le forze politiche rispettino il risultato e svolgano il proprio ruolo nel nuovo Parlamento», conclude il direttore di Serbinfo.ch.


