L'evento

«Stati Uniti ed Europa deboli»

Dalla dipendenza tecnologica alla sovranità digitale, il dibattito nell'ambito della CEO Experience ha toccato i nodi strategici che interessano anche la Svizzera
© Camera di Commercio Cantone Ticino
Generoso Chiaradonna
11.06.2026 06:00

La crisi geopolitica, la dipendenza tecnologica e il futuro della sicurezza economica sono stati al centro della CEO Experience organizzata dalla Camera di commercio del Cantone Ticino, con la conduzione di Marcello Foa e gli interventi di Gianandrea Gaiani, esperto di difesa e direttore del sito Analisi di Difesa, e di Luca Tenzi, esperto svizzero di sicurezza. L’incontro ha messo in evidenza come l’attuale contesto internazionale imponga alle imprese una lettura più attenta dei segnali deboli, delle catene di fornitura e dei rapporti di forza tra le potenze.

Gaiani ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti, pur cambiando amministrazione, mantengono una strategia di fondo orientata alla tutela dei propri interessi energetici e industriali. Nel suo intervento ha richiamato i passaggi dall’Afghanistan all’Africa, dalla Libia all’Ucraina, fino alle tensioni con Iran, Cina e Russia, sostenendo che l’Occidente - con l’Unione europea in testa - stia affrontando una fase di forte perdita di credibilità e di capacità di influenza. In questo quadro, ha spiegato, per le imprese diventa essenziale capire non solo dove investire, ma soprattutto con chi parlare.

La variabile Trump

Uno dei passaggi più netti del dibattito ha riguardato gli Stati Uniti di Donald Trump, descritti come un Paese in cui le regole del gioco sono diventate meno prevedibili e più difficili da interpretare per le aziende europee. Tenzi ha sottolineato che oggi fare business negli USA, pur restando un mercato imprescindibile, richiede una lettura molto più fine dei rapporti di potere, anche a livello di singoli Stati e di interlocutori politici, perché la diplomazia economica tradizionale appare indebolita. È stato citato anche il caso degli F-35, come esempio di dipendenza strategica e tecnologica che limita l’autonomia di scelta dei Paesi acquirenti nell’ambito della difesa militare.

Sul fronte tecnologico, Tenzi ha richiamato il tema della sovranità digitale e della cybersicurezza, osservando che la Svizzera ha tentato di sviluppare alternative proprie, senza però riuscire a mantenerne il controllo industriale e finanziario. Nel dibattito è emerso che la vera vulnerabilità non è solo l’uso di sistemi esterni, ma la dipendenza da piattaforme, dati, aggiornamenti e infrastrutture che restano in mani altrui. Gaiani ha aggiunto che la nuova frontiera della competizione passa anche dall’intelligenza artificiale e dal controllo delle materie prime critiche, come le terre rare.

Cina, Russia ed Europa

Ampio spazio è stato dedicato alla Cina, descritta come una potenza che procede con pragmatismo, pazienza e una visione di lungo periodo, mentre l’Occidente — con gli Stati Uniti di Trump in testa — si mostrerebbe più impulsivo e frammentato. Gaiani ha sostenuto che Pechino stia rafforzando la propria influenza in Africa, Asia e Medio Oriente, approfittando dei vuoti lasciati dagli americani. Anche la Russia è stata analizzata come attore che, pur logorato dalla guerra, resterà centrale per l’equilibrio energetico europeo e potrebbe tornare a essere un interlocutore strategico dopo il conflitto con l’Ucraina.