Ticino

Superamento dei livelli: «È il ritorno mascherato della Scuola che verrà»

L’UDC Ticino, tramite una presa di posizione, ha espresso la propria perplessità rispetto al messaggio licenziato ieri dal Consiglio di Stato: «Ci batteremo con determinazione»
© Chiara Zocchetti
Red. Online
27.03.2026 11:45

«Restiamo perplessi davanti all’entusiasmo del DECS per i risultati della sperimentazione delle classi senza livelli»: è il contenuto della presa di posizione espressa dall’UDC Ticino rispetto al messaggio licenziato ieri dal Consiglio di Stato sul superamento dei livelli nelle scuole medie.

Arbitro, allenatore e giocatore

«Gli argomenti positivi erano scontati», evidenzia l’UDC Ticino in una nota, «le regole sono state fissate da un arbitro che al contempo è allenatore e giocatore. Un ritorno mascherato della Scuola che verrà – riforma già bocciata dal popolo – che provoca un appiattimento generale, al quale il nostro partito si oppone».

«Così è troppo facile»

L’esperimento, si legge, «è stato definito dal DSS, senza criteri di valutazione fissati in anticipo, e svolto in sedi “amiche”. In queste condizioni è troppo facile mettere in evidenza solo gli aspetti positivi e spacciare per successo ciò che successo non è». Delle modalità che sono state «contestate fin dall’inizio» dalla sezione ticinese del partito.

Una base da non abbandonare

Riguardo al sistema della Scuola che verrà, viene sottolineato che «il Ticino si è già espresso chiaramente con una bocciatura da parte del popolo». Non solo. «Nel 2022 anche il Gran Consiglio ha approvato i cinque indirizzi di riforma della scuola dell’obbligo proposti da un’iniziativa generica dell’UDC. È questa la base concreta che non va abbandonata: valorizzazione del docente, organizzazione degli istituti, riforma seria del modello dei livelli, contenuti e piani di studio, maggiore coinvolgimento di genitori e mondo del lavoro».

Appiattimento generale

Per l’UDC Ticino, in ogni caso, l’attuale sistema dei livelli così come è pensato e applicato oggi andrebbe superato e riformato. «Sappiamo bene che nel tempo è stato percepito e interpretato in modo sbagliato, anche dal mondo economico. Ma la soluzione non è cancellare le differenze reali tra gli allievi, provocando un appiattimento generale».

Percorsi differenziati

«Se si vuole superare il sistema attuale, bisogna farlo seriamente», ribadisce ancora l’UDC Ticino, illustrando la propria proposta in tal senso. «Non bisogna eliminare semplicemente i livelli e le difficoltà, ma costruire percorsi differenziati, capaci di valorizzare davvero le attitudini dei giovani. Ignorare questa realtà non è inclusione: è un errore». La riforma di cui il nostro Cantone ha bisogno, secondo la sezione ticinese del partito, non è quella «dell’uniformità ideologica», ma quella «della differenziazione dei curricoli, del merito, della valorizzazione dei talenti e di un orientamento serio verso il futuro di ogni allievo».

«Ci batteremo»

Infine, l'appello: «La scuola ticinese va migliorata ora, non con una transizione che si trascina fino al 2035». E ancora: «Non serve né riesumare, con una mano di cosmesi, una riforma già bocciata dal popolo, né ignorare il mandato chiaro già dato dal Parlamento». La sezione è pronta a confrontarsi su ogni proposta utile, «ma si batterà con determinazione contro il ritorno mascherato della Scuola che verrà».

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