«A preoccuparci, adesso, è il Rodano: sono ore concitate»

La situazione, in Vallese, è seria. Molto seria. Complice il maltempo. Le precipitazioni delle ultime ore hanno creato forti, fortissimi disagi. Zermatt, ad esempio, al momento è isolata. Immagini e video raccontano di frane e allagamenti più o meno ovunque. Non finisce qui: danni sono stati segnalati nelle valli laterali, il passo della Novena è stato chiuso mentre la portata del Rodano è salita fino a superare il livello di guardia.
Raphaël Mayoraz, capo del Servizio vallesano dei pericoli naturali, da noi contattato spiega: «Il cantone, di fatto, è caratterizzato da due situazioni distinte. A sud, nell’Alto Vallese, già dalla mattina abbiamo assistito a piene e alluvioni, con le piogge che hanno provocato delle frane. Il Comune più colpito, in questo senso, è Zermatt. I temporali, che credo abbiano toccato anche il Ticino, sono stati violenti. Nel fondovalle del Basso Vallese, per contro, la situazione all’apparenza sembrava più tranquilla. Il problema, tuttavia, è che gli affluenti del Rodano sono cresciuti, in contemporanea, a livello di portata». Tradotto: è il Rodano, ora, l’osservato speciale. «L’esondazione massima si verificherà in nottata, secondo le nostre previsioni» prosegue l’esperto. «In seguito, il livello del fiume si abbasserà in maniera progressiva».
Ma è presto, dice Mayoraz, per dire che il peggio è alle spalle. «L’intero Vallese è in allerta, stiamo vivendo ore concitate, basti pensare alle tante persone sfollate per via dell’emergenza. Oserei dire che la situazione è eccezionale. Quanto al Rodano, manterremo la massima attenzione almeno fino a domani, sabato». A preoccupare, di fatto, è proprio il livello dei corsi d’acqua. «Le evacuazioni sono state organizzate nei luoghi più a rischio, come Chippis. In generale, molte strade hanno subito danni o sono state chiuse. Non parlerei con leggerezza rispetto a quanto è accaduto. Per fortuna, finora non abbiamo registrato né feriti né vittime». Merito, verrebbe da dire, dell’apparato comunicativo delle autorità. Ancora Mayoraz: «La popolazione è consapevole dei pericoli che corre in caso di maltempo, grazie ai comunicati e alle allerte meteo che emettiamo».
E Zermatt? Dalle testimonianze finora raccolte, i cittadini non sembrerebbero così agitati. «La situazione, in effetti, ora è sotto controllo nel Comune e nelle zone limitrofe. Ma gli argini del torrente Vispa hanno subito gravi danni e, dunque, ci vorrà del tempo per sistemare tutto. Non solo, fino a poche ore fa stava ancora piovendo a Zermatt. Perciò no, il peggio – anche lì – non è alle spalle. Solo domani, sabato, potremo dire che l’emergenza è stata superata».
Ultimo aspetto, piuttosto centrale: gli effetti del cambiamento climatico stanno complicando e non poco il lavoro delle autorità. E questo perché gli eventi meteorologici sono sempre più estremi. «L’intensità di questi fenomeni, con l’intensificarsi del cambiamento climatico, sta aumentando. Rispetto a venti, trent’anni fa gli eventi sono molto più estremi. Ne abbiamo tenuto conto, costruendo ad esempio case e immobili con standard più esigenti. Ma è chiaro che bisogna prestare parecchia attenzione agli effetti del cambiamento climatico e all’intensità, ad esempio, dei temporali. Anche perché ciò che venne costruito venti o trent’anni fa, ora come ora, non va più bene».
