Rassegna stampa

Aarau finisce sulle prime pagine del mondo: così i media internazionali hanno raccontato la sparatoria

Dal Guardian ad Al Jazeera, dal New York Times al South China Morning Post: quanto accaduto al rave ha avuto un'eco globale – In Italia il caso è diventato una storia nazionale per via della vittima
©MICHAEL BUHOLZER
Red. Online
31.08.2026 15:00

Un rave in una cittadina di 23 mila abitanti, una pista di cavalli coperta, colpi d'arma da fuoco a mezz'ora dalla fine della musica. È bastato questo perché Aarau finisse per un giorno intero nelle homepage dei principali quotidiani del mondo. La sparatoria di domenica notte allo Schachen – una vittima, cinque feriti, un arresto per il momento – ha prodotto un'eco internazionale senza precedenti recenti per un fatto di cronaca svizzero.

Tutte le grandi agenzie sul posto

A rilanciare la notizia nel circuito globale sono state, come sempre, le agenzie: Reuters, Associated Press, dpa e Agence France-Presse, in alcuni casi con inviati propri ad Aarau. Da lì il salto sui siti di tutto il pianeta: dal Guardian al Boston Globe, dal South China Morning Post ad Al Jazeera. Un cronista dell'AFP ha raccontato di aver visto agenti armati schierati sull'autostrada fino a trenta chilometri dal luogo della sparatoria.

Il Regno Unito: «Manhunt»

La BBC ha aperto con la caccia all'uomo e ha pubblicato il nome della vittima, un'italiana di 22 anni, morta sul posto. Ha inoltre riportato che le indagini procedono in collaborazione con la polizia di Friburgo in Brisgovia, secondo quanto riferito dalla dpa, e che il ministero degli Esteri italiano ha inviato funzionari a Zurigo per seguire da vicino l'inchiesta BBC.

Il Guardian, su dispaccio Reuters, ha dato ampio spazio al racconto di un testimone di 34 anni: ha sentito gli spari poco dopo le 2.30, quando la musica si era già fermata, e in un primo momento li ha creduti fuochi d'artificio. Qualcuno si è riparato dietro la consolle del dj, la vittima invece si sarebbe nascosta dietro un frigorifero ma è stata colpita alla schiena ed è morta dissanguata nonostante i tentativi di rianimarla. «È semplicemente tragico. Era giovane», ha detto l'uomo al quotidiano britannico. «Che una cosa così possa accadere ad Aarau, a un evento locale, è semplicemente inimmaginabile».

Nello stesso pezzo il portavoce della polizia cantonale Bernhard Graser ammette l'incertezza: «Non abbiamo informazioni precise su chi ci sia dietro l'attacco. Non sappiamo se sia una o più persone, se siano in fuga in auto o a piedi».

Gli Stati Uniti e il tema delle armi

Il New York Times ha titolato sulla caccia all'uomo e ha inserito la vicenda nel contesto svizzero delle armi, ricordando l'obbligo di leva e la possibilità per molti militi di conservare l'arma d'ordinanza a casa. Un angolo ripreso da quasi tutte le testate anglosassoni: la BBC ha ricordato che la Svizzera ha uno dei tassi di possesso di armi più alti d'Europa, con sparatorie violente comunque rare, richiamando come ultimo grande precedente la strage del parlamento di Zugo del 2001, quattordici morti.

Il dispaccio AP, ripreso da NBC News, PBS e dalla neozelandese 1News, ha insistito sui dettagli verificati: allerta verso le 2.30, quattro uomini e una donna fra i 24 e i 27 anni in ospedale con ferite «da leggere a gravi», tutte le vittime residenti in Svizzera, nomi non diffusi per le regole svizzere sulla privacy.

La Germania, dalla Bild la Tagesschau

Oltre confine la copertura è stata massiccia: Bild, Welt, Süddeutsche Zeitung e F.A.Z. hanno seguito il caso, in alcuni casi inviando propri collaboratori ad Aarau, e la Tagesschau dell'ARD ha dedicato al fatto un servizio.

Lo Spiegel ha sottolineato che la polizia cantonale argoviese non escludeva né un attentato terroristico, né una strage, né «un evento criminale dal contesto ignoto», collocando il caso in una serie che comprende anche gli spari a margine del Christopher Street Day di Berlino di fine luglio. Die Zeit si è concentrata sul video pubblicato da Blick, in cui si contano circa dieci colpi. La Tagesschau ha segnalato che tra i feriti c'è anche una donna tedesca.

In Italia, una notizia nazionale

L'attenzione più intensa è arrivata da sud. Domenica pomeriggio la sparatoria di Aarau era in apertura su tutti i principali portali italiani: la vittima, d'altro canto, è una cittadina italiana di 22 anni residente in Svizzera.

A dare il nome è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con un messaggio su X: «Esprimo le mie più sentite condoglianze per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana vittima della tragica sparatoria ad Aarau, in Svizzera». Meloni ha aggiunto un pensiero «agli altri feriti, tra cui due cittadini italiani» e ha detto di confidare «nel lavoro delle autorità svizzere». Secondo la Farnesina, i due connazionali feriti in modo lieve sono già rientrati in Italia. Le autorità elvetiche, per contro, hanno spiegato che tutti i feriti risiedono in Svizzera.

Le voci dal palco

Un elemento ripreso praticamente da ogni testata è la reazione di chi era sul posto. Il dj svizzero Tekibo, che aveva suonato quella notte, ha scritto su Instagram che quanto accaduto è «assolutamente straziante», di aver perso «un'amica importante» e di essere ancora incapace di elaborare l'accaduto: «Techno e rave dovrebbero essere un luogo di libertà e sicurezza».

Gli organizzatori dell'appuntamento annuale, l'agenzia zurighese Agency Events AG, si sono detti «scioccati, sconvolti e tristi». La frase più citata all'estero è la loro: «Un rave dovrebbe sempre essere un luogo di gioia e amore, mai un luogo dove le persone vengono uccise, ferite o lasciate nella paura».

Un dettaglio che dice molto

Anche le grandi redazioni hanno faticato con la geografia svizzera. Il Guardian ha dovuto correggere il proprio articolo: Aarau è a ovest di Zurigo, non a nord come si leggeva nella prima versione. Un errore minuscolo, ma che dice qualcosa di questa giornata: per un giorno il mondo ha dovuto cercare sulla carta una città che, come ha osservato il comandante della polizia, credeva che episodi del genere potessero accadere solo nelle grandi metropoli europee.

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