Antisemitismo, non sono previste nuove misure specifiche in materia di politica estera

Il Consiglio federale ha adottato il suo rapporto in adempimento del postulato della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) 23.4340 «Esame delle modalità idonee a contrastare le ripercussioni sulla politica estera dell’incremento massiccio dell’antisemitismo in Svizzera». L’Esecutivo è giunto alla conclusione che la recrudescenza osservata dall’autunno del 2023 rappresenta una sfida importante per la coesione sociale e la sicurezza, ma che, in questa fase, non necessita di nuove misure specifiche in materia di politica estera.
Un preoccupante aumento degli episodi antisemiti
Il rapporto analizza la recente evoluzione dell’antisemitismo in Svizzera, in particolare a partire dagli attacchi del 7 ottobre 2023 e dallo scoppio della guerra a Gaza. I dati dell’Ufficio federale di statistica e i rapporti della Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI), della Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo (GRA) e del Coordinamento intercomunitario contro l’antisemitismo e la diffamazione (CICAD) mostrano un aumento significativo degli episodi antisemiti, soprattutto nello spazio digitale ma anche in luoghi pubblici.
Il Consiglio federale sottolinea che questa evoluzione si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da un’accentuazione del fenomeno in molti Paesi europei e nordamericani.
Rischi per l’immagine e la politica estera
Il Consiglio federale è consapevole delle potenziali ripercussioni di un aumento dell’antisemitismo sulla reputazione internazionale della Svizzera, soprattutto essendo quest’ultima depositaria delle Convenzioni di Ginevra. In questa fase, tuttavia, non ci sono prove che indichino che il Paese sia oggetto di critiche particolari da parte della comunità internazionale a causa della situazione sul suo territorio.
Il rapporto esamina anche le minacce provenienti dall’estero, tra cui la propaganda jihadista, alcune attività di influenza statale e le reti estremiste, come pure il loro possibile impatto sulla situazione interna.
Misure nazionali rafforzate
Il Consiglio federale ribadisce la sua ferma condanna di ogni forma di antisemitismo. A livello nazionale sono già state attuate o rafforzate diverse misure, tra cui:
- l’adozione, nel dicembre del 2025, della prima strategia nazionale contro il razzismo e l’antisemitismo 2026–2031;
- l’aumento del finanziamento per la protezione delle minoranze particolarmente minacciate;
- il sostegno alla creazione di un memoriale nazionale per le vittime del nazionalsocialismo;
- l’attuazione del Piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento 2023–2027;
- il potenziamento del monitoraggio e la creazione di una piattaforma di segnalazione dei discorsi d’odio.
Cooperazione internazionale
A livello internazionale, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO). Nel 2025 ha aderito alle «Global Guidelines for Countering Antisemitism», che raggruppano principi riconosciuti per prevenire e combattere l’antisemitismo. Nell’ambito della sua presidenza dell’OSCE nel 2026, la Svizzera presterà particolare attenzione al monitoraggio degli episodi antisemiti e alla promozione dell’educazione alla tolleranza.
Prevenzione e lotta all’antisemitismo come impegno costante
Il Consiglio federale ribadisce la propria determinazione a prevenire e combattere ogni forma di antisemitismo. Ricorda che la protezione delle libertà fondamentali, della dignità umana e della sicurezza di tutte le comunità che vivono in Svizzera è una responsabilità centrale dello Stato.
L’Esecutivo ritiene che gli strumenti nazionali e internazionali esistenti siano adeguati alla situazione attuale. Pur rimanendo vigile di fronte all’evoluzione della minaccia, non reputa necessario, in questa fase, mettere in atto nuove misure specifiche in materia di politica estera.
