Berna ci riprova con Roma sui casi Dublino

La Svizzera prepara un nuovo tentativo di trasferire in Italia i richiedenti l’asilo per i quali la procedura dovrebbe svolgersi nella Penisola. È quanto riferisce oggi la SRF: alla fine di ottobre l’autorità migratoria italiana ha comunicato per iscritto che intende riprendere i trasferimenti. Daniel Bach, della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), afferma che i segnali ricevuti indicano che Roma esaminerà i casi senza preclusioni, valutando non soltanto se l’Italia è responsabile della domanda, ma anche se accetta il trasferimento concreto. I primi spostamenti sono in preparazione e potrebbero avvenire nei prossimi giorni o nelle prossime settimane (per ora, però, non risultano ancora eseguiti).
Il precedente di agosto
La cautela è legata al tentativo fallito in estate. La SEM aveva annunciato la ripresa dei trasferimenti e prenotato i primi voli, ma l’operazione si era fermata prima della partenza. Secondo Bach, l’Italia aveva riconosciuto la propria competenza su alcuni richiedenti, salvo poi rifiutare il trasferimento effettivo. In singoli casi, le autorità italiane sarebbero intervenute presso le compagnie aeree per impedire l’imbarco delle persone interessate.
Dopo il mancato avvio, Berna è intervenuta sul piano politico sia a Roma, sia a Bruxelles. La SEM afferma che, se l’Italia dovesse fare nuovamente marcia indietro, la Svizzera si rivolgerà ancora alle autorità italiane e all’Unione europea.
Oltre quattromila casi
Il blocco risale al dicembre 2022, quando l’Italia smise di riprendere i richiedenti trasferiti da altri Paesi europei nell’ambito del sistema Dublino. Secondo i dati citati dalla SRF, da allora la Penisola avrebbe dovuto accogliere nuovamente 4.036 persone dalla Svizzera. Quasi la metà ha nel frattempo ottenuto protezione nella Confederazione; in teoria, ne resterebbero 773 ancora trasferibili.
Roma avrebbe comunicato ad altri Paesi europei di voler accogliere soltanto persone entrate dopo l’avvio, a metà giugno, del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. La SEM intende concentrarsi sui richiedenti che hanno presentato domanda dopo quella data: le due soglie temporali non sono formulate allo stesso modo e sarà importante capire quali casi saranno effettivamente accettati.
La comunicazione italiana – prosegue la SRF – arriva mentre è atteso il rapporto semestrale della Commissione europea sull’applicazione del nuovo Patto. Il sistema prevede forme di sostegno per i Paesi sottoposti a maggiore pressione migratoria, ma anche una verifica del rispetto dei loro obblighi. «La tempistica della lettera potrebbe non essere casuale».
Due procedure diverse
Il trasferimento nell’ambito del sistema Dublino non è un rimpatrio nel Paese d’origine: porta il richiedente nello Stato europeo ritenuto responsabile dell’esame della sua domanda. Durante lo stop italiano, la Svizzera ha quindi dovuto gestire richieste che, secondo le regole del sistema, avrebbero potuto essere esaminate dalla Penisola.
Resta distinta la procedura prevista dall’accordo bilaterale tra Svizzera e Italia. Riguarda persone entrate irregolarmente dalla Penisola e soggiornanti in Svizzera senza aver presentato domanda d’asilo; queste riammissioni semplificate sono proseguite anche durante lo stop dei trasferimenti Dublino.

