Bilaterali III, ora tocca al Parlamento

Il Consiglio federale ha trasmesso oggi al Parlamento il messaggio relativo agli accordi Bilaterali III tra Svizzera e Unione europea (UE), con gli adeguamenti annunciati recentemente. Grazie ad essi, il governo intende mantenere relazioni stabili e affidabili con Bruxelles in un contesto internazionale caratterizzato da forti tensioni.
Il pacchetto di intese - definito dal governo «equilibrato e strategicamente coerente» - completa i Bilaterali I e II in particolare nei settori dell'elettricità, della sanità e della sicurezza alimentare. Garantisce inoltre la partecipazione elvetica a programmi di ricerca centrali come Orizzonte Europa.
Via bilaterale è «soluzione migliore»
In conferenza stampa a Berna, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha affermato che è stato compiuto un «passo importante» per stabilizzare le relazioni con Bruxelles. Ha inoltre ricordato che il Consiglio federale ritiene il proseguimento della via bilaterale la soluzione migliore per garantire alla Svizzera un margine di manovra equilibrato.
Egli ha pure sottolineato i vantaggi che gli accordi porteranno alla Svizzera. Oltre a garantire la partecipazione settoriale al mercato interno dell'UE, preserveranno il margine di manovra politico elvetico e rafforzeranno l'indipendenza istituzionale del Paese, creando condizioni quadro affidabili e prevedibili per le imprese.
L'apertura del traffico ferroviario internazionale avverrà alle condizioni svizzere, anche per quanto riguarda i salari, mentre l'accordo sull'energia elettrica garantirà la sicurezza dell'approvvigionamento, ha elencato. Le intese sulla sicurezza alimentare e sulla salute andranno a beneficio dei consumatori svizzeri, ha aggiunto.
Pragmatismo e senso di responsabilità
«Abbiamo lavorato con pragmatismo, pazienza e senso di responsabilità», ha da parte sua affermato il consigliere federale Ignazio Cassis, parlando di un «risultato buono per il nostro Paese», raggiunto dopo lunghi negoziati. «Il mondo cambia e cambia in fretta» e la Svizzera non può stare ferma, ha messo in guardia.
Il ministro degli esteri ha evocato la lunga strada che ha portato al risultato raggiunto oggi e sostenuto che gli accordi non limitano alcun diritto democratico: il Parlamento rimane competente, il popolo conserva il diritto di referendum. Un recepimento dinamico del diritto avverrà solo dopo una «decisione consapevole e informata della Svizzera».
Anche la soluzione trovata in caso di controversie è, secondo Cassis, «chiara ed equilibrata». A deliberare sarà un tribunale arbitrale, non la Corte di giustizia dell'UE. Quest'ultima potrà essere consultata solo per l'interpretazione del diritto dell'UE, qualora il tribunale arbitrale ne avesse bisogno per la sua decisione.
Preservato margine di manovra
Per il consigliere federale Beat Jans siamo di fronte ad accordi «intelligenti», che preservano la nostra capacità di azione e la nostra sovranità nel cuore dell'Europa. Con i Bilaterali III «restiamo fedeli a noi stessi e alla nostra storia», ha aggiunto.
«Prosperità e immigrazione vanno di pari passo», ha poi rilevato, assicurando che l'immigrazione rimarrà orientata all'attività lavorativa: non ci sarà un afflusso di immigrati a carico del sistema sociale elvetico.
I diritti di soggiorno di lunga durata verranno riservati solo alle persone che esercitano un'attività lucrativa e alle loro famiglie. I timori che possano essere presentate 100'000 domande all'anno sono a suo avviso infondati. Sono plausibili da 4'000 a 20'000, ha sostenuto.
Il ministro della giustizia ha pure sottolineato che la clausola di salvaguardia è stata notevolmente migliorata. La Svizzera potrà attivarla in modo indipendente in caso di gravi problemi economici o sociali, mentre oggi è necessario il via libera dell'UE.
Decreti separati
A livello strutturale, i Bilaterali III sono suddivisi in diversi decreti. Uno sulla stabilizzazione, che riunisce l'adeguamento degli accordi sul mercato interno esistenti, le disposizioni sugli aiuti di Stato, la partecipazione ai programmi dell'UE e il contributo svizzero. Gli altri comprendono le tre nuove intese sullo sviluppo della via bilaterale nei settori dell'elettricità, della sicurezza alimentare e della sanità.
Tre nuove leggi federali
Il messaggio prevede tre nuove leggi federali: sulla sorveglianza degli aiuti di Stato, sulla cooperazione amministrativa nel settore del riconoscimento delle qualifiche professionali e sui contributi della Svizzera per rafforzare la coesione in Europa. Il Consiglio federale chiede anche quattro crediti d'impegno e l'adeguamento complessivo di 36 leggi federali, di cui 15 di portata sostanziale e 21 di portata minore.
Rispetto all'avamprogetto posto in consultazione, vengono inoltre adeguate altre tre leggi in merito ai diritti di partecipazione dei Cantoni, del Parlamento e del pubblico nell'ambito del cosiddetto «decision shaping», ovvero l'elaborazione delle decisioni che toccano loro competenze e interessi.
Come deciso il 30 aprile 2025, il Consiglio federale ha proposto di sottoporre l'intero pacchetto al referendum facoltativo sui trattati internazionali.
