Crans-Montana

«Concreto pericolo di fuga»: Jessica Moretti non può lasciare la Svizzera

Il Tribunale delle misure coercitive vallesano ha imposto delle misure sostitutive alla detenzione preventiva, fra cui l'obbligo a presentarsi ogni giorno presso un posto di polizia
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Red. Online
13.01.2026 16:35

Sì, esiste un concreto pericolo di fuga. Come per il marito, Jacques Moretti, che ieri si è visto confermare la carcerazione preventiva. Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese (TMC), si legge in una nota, sempre ieri ha imposto alla co-gerente del Constellation, Jessica Moretti, delle misure sostitutive alla detenzione preventiva. A causa, appunto, dell'esistenza di un pericolo di fuga, come invocato dal Ministero pubblico. 

Jessica Moretti non potrà, dunque, lasciare il territorio elvetico. A tal proposito, è stata obbligata a depositare tutti i documenti di identità e soggiorno presso lo stesso Ministero pubblico, a presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia e, ancora, a versare una cauzione adeguata. L'importo della quale, si precisa nel comunicato, verrà stabilito in un secondo momento e tramite un'istruzione minuziosa. Il Tribunale ha specificato che, non avendo il Ministero pubblico richiesto il carcere preventivo per Jessica Moretti, tale misura di riflesso non poteva essere ordinata dal TMC.

Il TMC ha ricordato che ogni imputato gode della presunzione di innocenza fino al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna. Il principio cardine della procedura penale svizzera è che l’imputato rimanga in libertà fino al giudizio; la carcerazione preventiva può essere ordinata – unicamente su richiesta del Ministero pubblico – solo in casi eccezionali e a titolo di ultima ratio per garantire il corretto svolgimento dell’istruttoria. Pertanto, se misure meno coercitive della detenzione consentono di raggiungere il medesimo scopo, queste (definite misure sostitutive) devono obbligatoriamente essere ordinate in luogo della carcerazione.

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