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È lo stesso Municipio ad aver informato il Ministero pubblico vallesano, precisando che intende comunque essere «parte del procedimento» – Confermato il carcere preventivo per Jacques Moretti – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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17:37
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Ventinove feriti sono ancora ricoverati in ospedale in Svizzera
Ventinove feriti dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS) sono ancora ricoverati in ospedale in Svizzera, di cui dieci nel canton Vallese e diciannove in nosocomi universitari. In totale, 80 persone sono ancora ospedalizzate, ha dichiarato ieri sera alla televisione romanda RTS il presidente del governo vallesano Mathias Reynard.
Contattati oggi dall'agenzia Keystone-ATS, diversi ospedali svizzeri hanno fatto il punto della situazione. Il maggior numero di feriti curati in territorio svizzero si trova attualmente in Vallese. Il Centro ospedaliero del Vallese romando conta 10 pazienti che non sono in pericolo di vita. «Tre di loro saranno trasferiti molto presto in centri specializzati nella riabilitazione», ha precisato l'Ospedale cantonale vallesano.
All'Ospedale universitario di Losanna (CHUV), il loro numero rimane identico a quello di mercoledì scorso, ovvero 9. Sempre nella regione lemanica, due feriti sono ricoverati negli Ospedali universitari di Ginevra (HUG).
Nella Svizzera tedesca, l'Ospedale universitario di Zurigo si occupa ancora di sei persone. «Molti di loro sono tuttora in condizioni critiche», ha confermato il nosocomio. Due giovani vallesane sono invece ricoverate a San Gallo. Non ci sono più feriti né a Berna, né a Basilea, né a Lucerna. E neppure nel cantone bilingue di Friburgo.
La stragrande maggioranza dei pazienti curati all'estero si trova in Francia e in Italia. Nell'Esagono si trovano 16 pazienti, di cui sette svizzeri (tra i quali un cittadino con doppia nazionalità) e nove francesi. Nove feriti, tutti italiani, sono invece ricoverati in ospedale nella vicina Penisola.
Tra gli altri pazienti, in Germania si contano sette persone (tre svizzeri, due serbi, un australiano e un francese). Inoltre, sette vittime sono ricoverate in Belgio, ovvero cinque svizzeri (di cui uno con doppia nazionalità), un francese e un ceco. Quindici cittadini elvetici sono quindi attualmente in cura fuori dai confini della Confederazione, secondo i dati trasmessi a Keystone-ATS dalla Rete nazionale di medicina delle catastrofi KATAMED.
16:58
16:58
Sicurezza nei locali a Lugano: «Rassicurante» l'esito della prima verifica
Su richiesta del Municipio di Lugano, si è riunito oggi il Gruppo di lavoro «Sicurezza esercizi pubblici a grande concentrazione di pubblico» della Città. All’incontro hanno partecipato anche i capi dicastero competenti, Filippo Lombardi (Edilizia privata) e Karin Valenzano Rossi (Sicurezza urbana).
Prima verifica con esito rassicurante
Il gruppo di lavoro - composto dai responsabili dell’Edilizia privata, della Polizia, dei Pompieri e dei Servizi giuridici - ha effettuato una prima verifica della situazione sul territorio cittadino dopo la tragedia di Crans-Montana. Secondo una prima analisi, «la situazione appare rassicurante rispetto a quanto emerso recentemente altrove», sottolinea la città in una nota. Questo anche alla luce della prassi voluta dal Municipio già nel 2014 e riconfermata con una risoluzione municipale del 2018.
Si accelera sull'aggiornamento delle regole
Nonostante ciò, anche in considerazione della modifica della legge cantonale sulla protezione antincendio (LPA) entrata in vigore nel 2024, il Gruppo di lavoro ha tuttavia deciso di procedere rapidamente con un aggiornamento delle regole. È stato definito un calendario di lavoro «molto stretto» che porterà all’attualizzazione dell’elenco dei locali interessati. Gli esercizi pubblici verranno suddivisi in categorie in base alle loro caratteristiche specifiche e alle misure di sicurezza richieste. Il Municipio comunicherà ulteriori dettagli non appena il lavoro di aggiornamento sarà concluso e le nuove proposte saranno formalmente sottoposte all’Esecutivo.
16:17
16:17
Crans-Montana, la Regione Lombardia potrebbe costituirsi parte civile
«Nella seduta di giunta di oggi ho chiesto al presidente Attilio Fontana di verificare se sussistano le condizioni affinché Regione Lombardia possa costituirsi parte civile nel processo relativo alla drammatica vicenda di Crans-Montana, che ha causato 40 morti (sei dei quali italiani) e 116 feriti».
Lo ha affermato Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi e capodelegazione di Forza Italia in Giunta regionale, spiegando di aver sollecitato una verifica tecnica e giuridica sulla possibilità che la regione possa costituirsi parte civile nel processo relativo ai drammatici fatti avvenuti nella notte di Capodanno all'interno del locale «Le Constellation».
Si tratta, ha aggiunto, di «una tragedia immane che ha coinvolto in maniera particolare la Lombardia e Milano, città di provenienza di due vittime. All'ospedale Niguarda, inoltre, sono ricoverati 12 ragazzi coinvolti nell'incendio». Regione Lombardia, ha fatto sapere Comazzi, avvierà le necessarie verifiche con i propri esperti legali per valutare se l'ipotesi sia concretamente percorribile.
16:03
16:03
Crans-Montana rinuncia a costituirsi parte civile
Il comune di Crans-Montana (VS) non si costituirà accusatore privato nel procedimento penale in merito all'incendio scoppiato nel bar «Le Constellation», costato la vita a 40 persone. È lo stesso municipio ad aver informato il Ministero pubblico vallesano di tale decisione, precisando che sarà «parte del procedimento».
All'inizio della scorsa settimana, la magistratura vallesana aveva avvertito le autorità comunali che, alla luce della giurisprudenza, pur ritenendosi vittima della tragedia il Comune non avrebbe potuto costituirsi accusatore privato in questo caso e aveva quindi concesso loro cinque giorni per prendere posizione sulla questione.
L'informazione, diffusa dalla radiotelevisione pubblica romanda RTS, è stata confermata dal Ministero pubblico all'agenzia Keystone-ATS.
14:11
14:11
Bertolaso: «Tra i ricoverati di Crans-Montana al Niguarda uno è fuori pericolo»
Tra i 12 ragazzi ricoverati al Niguarda dopo il rogo di Crans-Montana (VS) «ci sono due o tre situazioni molto migliorate. Ci sono sicuramente due persone che probabilmente nei prossimi giorni trasferiremo in altri ospedali e c'è un ragazzo che è quello che si trova sicuramente nelle condizioni migliori: si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue, quindi possiamo dire che è fuori pericolo, ma non possiamo certo dire che il problema è risolto». Lo fa sapere l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante un punto stampa.
«Poi gli altri nove sono particolarmente critici con diversi livelli di criticità. Sarà un periodo molto lungo che dovranno trascorrere in rianimazione e poi al centro ustioni. Non siamo pessimisti su nessuno di loro, ma la lotta è estremamente dura» aggiunge Bertolaso.
14:04
14:04
La procura di Roma procede anche per disastro colposo
La procura di Roma contesta anche il reato di disastro colposo nell'inchiesta aperta sulla strage di Capodanno nel bar «Le Constellation» a Crans-Montana (VD), che ha causato 40 morti e 116 feriti.
I procuratori capitolini, competenti per gli italiani morti all'estero, procedono inoltre per omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
Gli inquirenti invieranno una rogatoria alle autorità svizzere con cui chiedere gli atti e la lista degli indagati in relazione all'inchiesta e una volta ricevuto l'incartamento, procederanno alle iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del bar, Jacques e Jessica Moretti, e di eventuali altre posizioni.
I pubblici ministeri capitolini hanno anche disposto l'autopsia sul corpo di un 16enne romano deceduto nella strage.
12:44
12:44
Crans-Montana: confermata la detenzione preventiva per Jacques Moretti
Il Tribunale delle misure coercitive del Vallese ha convalidato oggi la detenzione preventiva di Jacques Moretti, gestore del bar «Le Constellation» di Crans-Montana, teatro della tragedia avvenuta la notte di Capodanno, nella quale hanno perso la vita 40 persone.
In una nota, la corte ha spiegato che è stata per il momento disposta una custodia cautelare di tre mesi. Il tribunale ha così dato seguito alla richiesta emessa venerdì dal Ministero pubblico a seguito dell'interrogatorio dei coniugi Moretti. Tra le motivazioni, viene citato il pericolo di fuga, come sottolineato precedentemente dalla magistratura.
Il Tribunale delle misure coercitive ha dichiarato di essere «disposto a revocare la detenzione preventiva a fronte di diverse misure richieste in via subordinata dal Ministero pubblico tra cui l'applicazione di garanzie adeguate a contrastare il rischio di fuga. Poiché la determinazione delle garanzie richiede un'istruttoria approfondita, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà», si legge.
Tra le misure alternative a disposizione della giustizia e che rientrano nella categoria delle suddette garanzie, ad esempio, l'applicazione di un braccialetto elettronico, l'obbligo di presentarsi presso un posto di polizia una o più volte alla settimana - come nel caso dell'altra titolare e coniuge Jessica Moretti - oppure il ritiro del passaporto.
I giudici ricordano «che la detenzione preventiva è una detenzione di natura procedurale, destinata unicamente a garantire il corretto svolgimento dell'istruttoria».
«Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha valutato in modo corretto l'impegno incondizionato di Jessica Moretti e di suo marito a non volersi sottrarre a questa prova giudiziaria che affronteranno insieme», hanno dichiarato Yaël Hayat e Nicola Meier, due dei legali della coppia francese.
Dal canto suo Sébastien Fanti, avvocato di sette vittime di origini francesi, italiane e svizzere, si è detto invece solo «parzialmente soddisfatto della convalida della detenzione preventiva del solo gestore», aggiungendo che «ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza».
Per Jacques Moretti vale la presunzione d'innocenza. La procuratrice vallesana Beatrice Pilloud non ha commentato la decisione.
12:17
12:17
Dopo Crans-Montana verifiche nei locali milanesi
Dopo la strage di Crans-Montana (VS) «ho chiesto alla polizia urbana, e ne ho parlato anche al tavolo della prefettura, di fare una verifica immediata nei luoghi del divertimento milanese». Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine della commemorazione dell'agente di polizia locale, Nicolò Savarino.
«In Svizzera le misure di sicurezza e la prevenzione anti incendio non sono state all'altezza, ma dobbiamo guardare anche ai nostri casi», ha sottolineato il primo cittadino che poi ha aggiunto come «molto spesso» questo tipo di locali sono seminterrati.
Le uscite di sicurezza perché il Cpi (certificato di prevenzione incendio) «venga dato, ci devono essere, ma bisogna essere sicuri che siano aperte, che il personale sia formato. Quindi c'è ancora molto da fare anche da noi».
11:08
11:08
Denuncia penale depositata contro Charlie Hebdo
Un avvocato di Sion e sua moglie hanno sporto denuncia penale presso il Ministero pubblico vallesano riguardo alla pubblicazione di una vignetta di Charlie Hebdo, in relazione al devastante incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS) che ha provocato 40 morti e 116 feriti.
«Il disegno del giorno», pubblicato venerdì, raffigura due sciatori con la scritta «Gli ustionati vanno a sciare» e, in basso, «La commedia dell'anno», in riferimento al film comico del 1979 «Les Bronzés font du ski» («Gli abbronzati sciano»).
La caricatura, pubblicata nella giornata di lutto nazionale, ha provocato uno shock nell'opinione pubblica vallesana e svizzera, ragione che ha indotto la coppia a sporgere denuncia contro il settimanale satirico francese e l'autore della caricatura Eric Salch.
Secondo i coniugi, la vignetta rientra nel campo di applicazione dell'articolo 135 del Codice penale, che definisce le forme di rappresentazione di atti di cruda violenza.
«La vignetta di Salch lede la dignità delle vittime. Non mostra la violenza subita per denunciarla, ma la neutralizza con il riso», si indigna la coppia. «La vignetta non presenta alcun interesse culturale, artistico, scientifico o informativo preponderante.»
«Chiediamo che venga avviata un'inchiesta penale e che, in caso di condanna del Tribunale, sia pronunciato un risarcimento, il cui ricavato sia destinato dallo Stato a tutte le vittime», hanno indicato in un comunicato.
10:47
10:47
Aperta una linea di supporto psicologico
Dopo l'incendio di Crans-Montana, il canton Vallese ha istituito una linea telefonica di supporto psicologico. Accessibile 24 ore su 24 al numero 0800 012 210, consente alle persone colpite, che si tratti di soccorritori, vittime, parenti o testimoni, di beneficiare di un ascolto professionale.
Psicologi, psichiatri e psichiatri infantili sono mobilitati per indirizzare ciascuno verso un trattamento adeguato. La chiamata è gratuita e, a seconda della situazione, è possibile garantire un follow-up coperto dalla cassa malati. Questo servizio è coordinato dal servizio di psichiatria del Centro ospedaliero del Vallese romando.
09:02
09:02
Chi è Nicolas Féraud, il sindaco di Crans-Montana al centro della polemica
Chi è Nicolas Féraud, il sindaco di Crans-Montana al centro della polemica? Voleva far brillare la località sciistica a livello internazionale, si è ritrovato a fare i conti con un dramma senza precedenti e un pasticcio comunicativo. Qui il suo profilo.
07:24
07:24
Crans-Montana, lo Stato di diritto tra tifosi e cittadini
C’è un punto, nella drammatica morte di 40 persone nel maledetto locale «Le Constellation» di Crans-Montana che pullulava di giovanissimi, in cui la discussione pubblica smette di essere costruttiva e comincia a diventare rumore. È il punto in cui la giustizia viene scambiata per vendetta, l’indignazione per argomento e la sofferenza per palcoscenico. È lì che lo Stato di diritto – concetto esigente, scomodo – viene tirato per la giacca da chi vorrebbe piegarlo all’emotività del momento per forgiarlo secondo il dolore patito e verosimilmente irreversibile. Ma il solco tra giustizia e giustizialismo è un confine concreto, che andrebbe difeso con la stessa fermezza con cui si difendono le vittime. Qui l'editoriale completo del vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti.
