Vallese

Crans-Montana, al Kinderspital di Zurigo due pazienti lottano ancora tra la vita e la morte

Il dottor Ueli Möhrlen, direttore del reparto Chirurgia: «Giovani strappati dalla loro vita quotidiana da una catastrofe, con ferite che non guariranno mai completamente»
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Red. Online
04.02.2026 17:33

Dopo l'incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, cinque pazienti sono ancora ricoverati al Kinderspital di Zurigo. Due di loro sono ancora in terapia intensiva, mentre tre sono ricoverati in reparto. Il dottor Ueli Möhrlen, direttore del reparto Chirurgia, lo ha spiegato in un'intervista a SRF

I pazienti che si trovano in reparto, «sono completamente "coperti". Ciò significa che non hanno più ferite aperte. Ora inizieranno la fase di riabilitazione, affinché possano tornare a muoversi e riprendere la loro vita quotidiana». Per i due giovani in cure intense, invece, le preoccupazioni sono concrete: «La questione è davvero se sopravviveranno o meno», ha detto il medico. Perché «sono in gravi condizioni, hanno ferite profonde. Nella maggior parte dei casi il problema non è solo l'ustione in sé, ma anche altri sistemi che non sono ancora in grado di funzionare autonomamente».

I pazienti ustionati richiedono cure continue. «Da un lato per il personale infermieristico, che assiste i pazienti in modo intensivo. Dall'altro lato anche per il personale medico, che esegue interventi ricorrenti. Il trattamento dei pazienti ustionati è sempre un grande stress psicologico per tutti i team coinvolti. Non è possibile operare un paziente in una sola seduta, ne occorrono diverse. Si tratta di interventi lunghi che richiedono al personale uno sforzo quotidiano notevolmente superiore rispetto alla normale routine».

Il dottor Möhrlen ha parlato di «giovani strappati dalla loro vita quotidiana da una catastrofe, hanno ferite che non guariranno mai completamente. Il team medico ne è consapevole. È necessario anche il sostegno dei familiari e dei pazienti. Ciò comporta un notevole stress psicologico per i team».

Come sono i rapporti con i genitori? Il rapporto con i genitori è molto stretto e sincero. È chiaro che i genitori devono capire fin dall'inizio cosa è successo ai loro figli. Solo così è possibile collaborare con loro in modo fiducioso e accompagnarli fino alla conclusione finale.

La 41. vittima del rogo del Constellation, un 18.enne svizzero di Lutry, è morta all’Ospedale universitario di Zurigo dopo avere contratto un Acinetobacter baumannii multiresistente. Un cosiddetto batterio ospedaliero. «I batteri resistenti sono sempre un problema nei reparti di terapia intensiva. Più a lungo un paziente rimane in cure intense, da un lato con grandi ferite, dall'altro con varie apparecchiature, cateteri e tubi, più si ha sempre un problema», ha concluso il medico. «Il tempo gioca contro di noi. Si fa di tutto per evitare che i pazienti contraggano infezioni. Ma è un problema che non si può tenere sotto controllo».

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