Il caso

Crans-Montana, Béatrice Pilloud e Nicolas Féraud sono membri della stessa corporazione di vini

Per l'avvocato losannese Christophe de Galembert, che rappresenta quattro famiglie coinvolte nel dramma, potrebbe sorgere un problema di imparzialità
©Lisa Leutner
Red. Online
18.02.2026 10:46

Il prossimo 28 marzo, scrive il Tages-Anzeiger, una rinomata corporazione di vini vallesani celebrerà il suo tradizionale evento di primavera. L'Ordine della Caraffa, Ordre de la Channe in francese, si riunirà presso un parco dell'innovazione a Sierre per la sua assemblea generale. Secondo il programma, ribadisce il quotidiano zurighese, i primi drink saranno serviti alle 10 «per risvegliare la mente e il palato». Successivamente, il gruppo si recherà in un ristorante di Sierre, dove alle 11.30 verrà servito un aperitivo, seguito da un menu di cinque portate accompagnato da quattro vini e liquori locali. Fin qui, insomma, nulla di trascendentale: siamo nel campo delle tipicità vallesane, verrebbe da dire.

Attenzione, però. Due persone «particolari», infatti, patrocineranno l'evento. Una di loro è Béatrice Pilloud, procuratrice generale del Vallese e responsabile dell'inchiesta sull'incendio del Constellation di Crans-Montana, costato la vita a 41 persone. L'altra è il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Entrambi, sono nella bufera. La prima per la gestione del'inchiesta, basti pensare alla richiesta di ricusazione e, parallelamente, alla richiesta di nominare un procuratore straordinario. Il secondo, a nome del Comune, per le gravi carenze nei controlli antincendio. 

Non è chiaro, scrive sempre il Tages-Anzeiger, se Pilloud e Féraud, entrambi membri del Partito liberale radicale, si siano mai incontrati a un evento di un'associazione vinicola. Pilloud ha dichiarato al quotidiano zurighese di non sapere «assolutamente che Nicolas Féraud fosse membro dell'Ordre de la Channe». L'associazione conta circa 600 membri e ai suoi eventi partecipano in genere circa 100 persone. Non è stato possibile contattare Féraud per un commento, chiarisce il Tages-Anzeiger.

Ma per gli avvocati delle vittime, lo stretto rapporto tra i due di per sé è problematico. L'avvocato losannese Christophe de Galembert, che rappresenta quattro famiglie coinvolte nel dramma, al riguardo ha detto: «Le famiglie delle vittime che rappresento sono molto sorprese di apprendere che un membro della Procura del Vallese sarebbe presumibilmente in contatto, tramite una corporazione vinicola, con individui potenzialmente coinvolti nella tragedia di Crans-Montana, in particolare con l'alto funzionario comunale». Se emergesse che questi legami erano più stretti di quanto descritto, «ciò metterebbe ovviamente in discussione l'imparzialità della Procura nella conduzione del procedimento» ha affermato de Galembert.

Le confraternite del vino sono diffuse nella Svizzera romanda. Il loro scopo è promuovere la cultura vinicola locale. Secondo il presidente dell'Ordre de la Channe, Patrick Bérod, tra i membri figurano rappresentanti dell'economia, della cultura e dello sport, nonché la maggior parte del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio vallesani. Béatrice Pilloud ne è membro «da anni», ha aggiunto Bérod. «A differenza di club di servizio come il Rotary o i Lions, non ci occupiamo mai di affari». L'attenzione è rivolta «ai vigneti, al vino del Vallese, alla cucina e ai prodotti locali e persino il procuratore generale ha il diritto di essere nutrito».

Il Vallese è ancora lontano dall'aver superato la tragedia di Crans-Montana, ha affermato Bérod, «ma per noi è altrettanto importante coltivare e mantenere vive le nostre tradizioni. La vita continua e deve continuare, nel profondo rispetto per le vittime di questa tragedia». Inoltre, secondo Bérod Pilloud ha «una forte affinità con il mondo della vinificazione» grazie al marito. Il marito di Pilloud, ricordiamo, gestisce un'enoteca a Sion ed è anche membro dell'Ordine. 

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