Crans-Montana, chi potrebbe aver pagato la cauzione di Jacques Moretti

Sta facendo discutere tanto, tantissimo, la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario, insieme alla moglie Jessica, del bar Le Constellation, in cui è avvenuta la strage di Capodanno a Crans-Montana. Nelle ultime ore, sono state numerose le critiche al Tribunale delle misure coercitive vallesano, che ha revocato la custodia cautelare in carcere e disposto misure alternative volte a contrastare il rischio di fuga. Non solo: questa mattina, il governo italiano ha deciso di richiamare l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per definire «le ulteriori azioni da intraprendere». Una decisione che ha scatenato un acceso botta e risposta tra Roma e Berna, tra le dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e quelle del presidente della Confederazione Guy Parmelin.
Parallelamente, però, iniziano a farsi largo anche le ipotesi su chi possa essere «l'amico generoso» che ha pagato la cauzione di 200.000 franchi, permettendo a Jacques Moretti di tornare libero.
Come evidenzia il Corriere della Sera, gli occhi sono puntati su tre persone in particolare. C'è chi pensa sia stato l'assicuratore generale, chi il notaio. E chi, invece, parla di un terzo «uomo misterioso».
I dubbi e le domande sono tanti, soprattutto alla luce di quanto dichiarato, durante le indagini, sulle relazioni dei coniugi Moretti a Crans-Montana. I due erano arrivati nella località vallesana nel 2015 (anno in cui avvenne anche la ristrutturazione del Constellation). Ma in tutti questi anni, secondo quanto hanno riferito le autorità in queste settimane, i Moretti avrebbero stretto poche amicizie. La Procura generale di Sion, il 9 gennaio - giorno in cui era stato arrestato Jacques Moretti - aveva sottolineato che «a parte le relazioni professionali, l’imputato non ha concretamente stretto relazioni personali con nessuno in Vallese».
Ma non solo. Dopo la tragedia, era stato evidenziato come il 49.enne «non avesse alcun legame con la Svizzera». Lo stesso Jacques Moretti, durante l'interrogatorio avvenuto dopo l'arresto, aveva tuttavia dichiarato di non aver più alcun legame nemmeno con la Francia. Al contrario, aveva sottolineato come la sua famiglia si trovasse ormai in Svizzera. «Le nostre attività sono qui, i nostri figli sono nati qui. Ci sentiamo molto vicini alle persone di questo posto e speriamo di poter continuare la nostra vita qui perché la nostra vita è il lavoro».
Ed è proprio da quanto dichiarato dallo stesso Jacques Moretti che, ora, si cerca di risalire a chi possa aver pagato la sua cauzione. Il 49.enne, parlando della sua vita in Svizzera, aveva infatti riferito, a sua volta, di avere pochi amici e «molto stretti». In quest'occasione, aveva citato per nome il notaio e l'agente assicurativo, ma anche un terzo uomo. Questi tre individui, insieme a persone che i Moretti frequentavano «regolarmente per le loro attività», sarebbero stati particolarmente solidali nei loro confronti, in seguito alla tragedia. Motivo per cui, ora, i riflettori sono puntati proprio su queste tre figure.
