Crans-Montana, è il giorno dell'interrogatorio in contraddittorio per i coniugi Moretti

(Aggiornato) A poco più di cinque mesi dalla tragedia di Crans-Montana, Jessica e Jacques Moretti saranno ascoltati, oggi, un interrogatorio in contraddittorio. Per la prima volta dall'inizio del caso relativo all'incendio del bar Constellation – che la notte di Capodanno ha causato 41 morti e 115 feriti – i due imputati saranno dunque interrogati secondo la cosiddetta «procedura del confronto».
Come si svolgerà
Davanti alla procuratrice generale aggiunta del Vallese Catherine Seppey e a oltre 70 avvocati delle parti civili, i due indagati dovranno chiarire le rispettive versioni sulla gestione della notte di Capodanno e sulle misure di sicurezza adottate prima dell'incendio. Come ha spiegato, negli scorsi giorni, il Ministero pubblico, interpellato da Keystone-ATS, l'audizione a cui saranno sottoposti i coniugi Moretti potrà svolgersi, essenzialmente, in tre modi. In un caso, verrà posta la stessa domanda a ciascun imputato e ognuno risponderà. In un altro, uno tra i due imputati verrà interrogato per primo su un tema nel suo complesso, e poi risponderà il secondo imputato. In alternativa, si potrà privilegiare anche uno scambio di risposte «più simile a un ping-pong», a seconda delle spiegazioni fornite dagli interrogati.
L'obiettivo di questo tipo di audizione, neanche a dirlo, è quello di far emergere eventuali contraddizioni nelle dichiarazioni dei coniugi. Questo «doppio confronto» avrà luogo, a breve, al campus Energypolis a Sion, alla presenza degli avvocati delle diverse parti, che potranno tutti interrogare i coniugi Moretti. All'udienza, che si tiene nell'aula del Politecnico ed è presidiata dalla polizia, partecipa anche l'avvocato Romain Jordan, incaricato dal Governo italiano di costituirsi parte civile.
«È la prima volta che li sentiamo, dopo aver visionato le telecamere interne al locale e dopo aver sentito i funzionari pubblici e gli amministratori del Comune. Sono numerosi gli aspetti da chiarire, a partire dalla gestione di quella serata, dal tema della formazione dei dipendenti, che non c'è stata, da quello delle direttivo date in quella serata, dal perché sono state chiuse le porte di sicurezza, al perché c'era un solo ingresso per fare accedere e defluire le persone. E poi i temi economici legati ai profili di anti riciclaggio», ha detto l'avvocato italiano Fabrizio Ventimiglia, legale di una ragazza ferita a Capodanno.
Da febbraio a oggi
A poche ore dall'inizio degli interrogatori, tuttavia, aumentano anche i timori su quanto accadrà a Sion. Alcuni media svizzeri e, in particolare, il Blick, si domandano se all'audizione di quest'oggi seguiranno «altre scene caotiche», o se le autorità vallesane, in questo caso, riusciranno a gestire meglio la situazione. Il 12 febbraio, infatti, i parenti delle vittime dell'incendio di Crans-Montana si erano recate a Sion per confrontarsi con Jacques e Jessica Moretti (convocati quel giorno dalla Procura per un interrogatorio), esprimendo il loro dolore e la loro rabbia. Le famiglie, in quell'occasione, circondarono e insultarono i coniugi Moretti, rendendo loro impossibile entrare nell'edificio per l'interrogatorio, insieme agli avvocati.
Da quel momento, i Moretti non sono più stati interrogati. L'interrogatorio di Jacques, previsto per il 7 aprile, era stato rinviato dopo che l'avvocato del gestore del Constellation aveva presentato certificati medici che impedivano al suo assistito di presenziare. Secondo quanto era stato riferito, Jacques Moretti soffriva di amnesia e dormiva meno di tre ore a notte.
Le sue condizioni di salute, secondo le famiglie delle vittime – in particolare per il padre di Trystan Pidoux, 17.enne morto nell'incendio – devono essere affrontate nel corso dell'imminente interrogatorio. «Bisogna chiarire se questo certificato medico fosse autentico, così come bisogna capire chi lo ha richiesto, in che circostanze è stato rilasciato e se aveva lo scopo di influenzare il procedimento o l'opinione pubblica», ha dichiarato l'uomo al Blick, facendo riferimento anche al fatto che Jacques Moretti sia stato avvistato, in questi mesi, nel periodo in cui era esonerato dagli interrogatori, mentre ristrutturava uno dei suoi locali. «C'è qualcosa che non mi torna», ha aggiunto il padre di Trystan.
L'interrogatorio che avrà luogo tra poche ore è una «tappa fondamentale» nell'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana. Al punto tale che gli avvocati delle vittime nutrono grandi aspettative su quanto emergerà dal «doppio confronto». Per Sophie Haenni, avvocata delle vittime che rappresenta la famiglia di Cyane Panine (la «donna col casco» in un primo momento accusata di aver scatenato l'incendio), è «inaccettabile» che a distanza di cinque mesi dalla tragedia le udienze non siano ancora conclude. «L'approccio frammentario all'interrogatorio dell'imputato ha ostacolato inutilmente le indagini. Questo non favorisce l'accertamento della verità», ha dichiarato Haenni sempre al Blick.
L'avvocata, oggi, intende mettere i Moretti di fronte a documenti specifici. «Questi riveleranno le contraddizioni e le falsità contenute nelle loro precedenti dichiarazioni. Spero che gli imputati colgano questa opportunità per assumersi, finalmente, la piena responsabilità e mostrare un po' di decenza».
