Crans-Montana, ecco come potrebbero essere partite le fiamme

«L'attenzione è rivolta all'identificazione dei corpi». È stato ribadito più volte, ieri in conferenza stampa a Crans-Montana, dopo il terribile incendio che ha colpito nella notte di capodanno il Constellation, causando una quarantina di vittime e 115 feriti (stando a quanto si sa finora). I giornalisti hanno posto molte domande in merito alle cause del rogo e alle responsabilità. Ma la prudenza è d'obbligo.
Il consigliere di Stato responsabile della sicurezza con un passato nei pompieri Stéphane Ganzer ha definito il rogo un embrasement généralisé, ossia un rogo generalizzato. Tradotto in inglese con flashover, un fenomeno pericolosissimo che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi, con il passaggio repentino da un incendio localizzato a un incendio generalizzato: quando il calore si accumula sotto al soffitto, i gas di combustione si diffondono nello spazio e la temperatura sale molto rapidamente a diverse centinaia di gradi, provocando l’accensione simultanea di altri materiali combustibili, con una propagazione fulminea delle fiamme.
Un video pubblicato sui social mostra chiaramente il soffitto del piano interrato prendere fuoco molto rapidamente. Inoltre, stando a diversi testimoni, l’incendio potrebbe essere stato innescato da una candela pirotecnica (o candela pirica) inserita in una bottiglia di champagne. «Le cameriere giravano con le bottiglie di champagne, con attaccate queste candele pirotecniche. Il soffitto ha preso fuoco, tutto assieme, all'improvviso», ha raccontato un ragazzo al Corriere del Ticino. «Non c'era modo di uscirne, tutti cercavano di farlo ma nessuno poteva entrare per aiutare. Alla fine ha prevalso l'istinto di sopravvivenza, ho rotto una finestra e sono riuscito a uscire assieme ad altre due persone dietro di me. Credo ci fossero duecento persone nel seminterrato. Ho usato un tavolo per ripararmi dal calore e dalle fiamme».
Ma su questo fronte le autorità hanno invitato alla prudenza e l’origine del rogo resta ufficialmente ancora ignota. Come ribadito a più riprese dalla procuratrice Beatrice Pilloud, sarà unicamente l’inchiesta a stabilirne le cause.
ATTENZIONE: LE IMMAGINI POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ
Altre domande aperte riguardano poi la sicurezza all’interno del locale. Diversi testimoni hanno parlato dell’assenza di uscite di emergenza. «Solo una scala portava all’uscita del locale». E alcuni testimoni hanno raccontato della calca che si è prodotta tra i ragazzi mentre cercavano di uscire dal bar per salvarsi la vita mentre le fiamme divampavano al pianterreno. Anche qui, però, la procuratrice non ha voluto speculare. Sarà l’inchiesta a rispondere a queste domande.
