Crans-Montana, l'elevato numero di avvocati spinge la Procura a trasferirsi

I giorni passano. E l'indagine sull'incendio del Constellation, a Crans-Montana, sta assumendo contorni sempre più ampi. A Sion, in Procura, gli avvocati delle vittime sono presenti in forze per interrogare indagati e testimoni. Di qui la decisione della giustizia vallesana, come rivela Le Temps: trasferirsi. Le prossime udienze, infatti, non si terranno più nelle sale dell'ufficio centrale del Ministero pubblico ma, leggiamo, nell'aula Energypolis della HES-SO Valais-Wallis.
Nello specifico, il 6 e il 9 febbraio toccherà all'attuale e all'ex responsabile della sicurezza in seno al comune di Crans-Montana. L'11 e il 12 febbraio, invece, toccherà (nuovmente) a Jacques e Jessica Moretti mentre il 16 febbraio, secondo quanto appreso dalla RTS, il capo dei pompieri di Crans-Montana, David Vocat, verrà ascoltato come persona informata sui fatti, verosimilmente in relazione all'ispezione del 2018 al Constellation cui aveva preso parte.
«A oggi, sono state costituite circa centotrenta parti civili e ricorrenti, rappresentate da una cinquantina di avvocati» ha indicato il Ministero pubblico in un comunicato pubblicato lo scorso 23 gennaio. Lo status di parte civile, che dà accesso al fascicolo, è stato negato al comune, mentre nelle ultime settimane è stato concesso a varie famiglie delle vittime. Le Temps, ancora, riferisce di «numerose deleghe inviate dai legali che annunciano denunce e volontà di partecipare al procedimento». Finora, le udienze del 20 e 21 gennaio si sono svolte nei locali abituali, ma separando i partecipanti in due gruppi. Uno, infatti, ha seguito le discussioni in videoconferenza da una sala nel seminterrato.
Le audizioni e le udienze sono condotte sia dalla Polizia sia dall'organo giudiziario. Riguardano sia i quattro imputati attuali sia le persone chiamate a fornire informazioni, tra cui – come detto – il comandante dei pompieri David Vocat. Nella nuova aula, scrive il Blick, potrebbero sorgere questioni di sicurezza. Sabato scorso, a Lutry, durante la marcia silenziosa in omaggio alle vittime locali, diversi genitori e parenti si sono mostrati impazienti e molto critici nei confronti della giustizia vallesana. Per garantire il corretto svolgimento delle procedure, il Ministero pubblico vorrebbe evitare che gli animi si surriscaldassero ulteriormente.
