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Crans-Montana ma non solo: le più grandi tragedie avvenute in Svizzera

Incidenti aerei e della circolazione, tragedie sul lavoro, catastrofi naturali e atti violenti – Nel secondo dopoguerra la Confederazione è stata funestata da sciagure che hanno causato numerosi morti
© Keystone/LAURENT GILLIERON
Giovanni Galli
01.01.2026 22:00

Incidenti aerei e della circolazione, tragedie sul lavoro, catastrofi naturali e atti violenti. Nel secondo dopoguerra la Svizzera è stata funestata da sciagure che hanno causato numerosi morti. Vediamo le più rilevanti per il numero di vittime.    

Tragedie dei cieli

Il 4 settembre 1963, 74 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio della Swissair muoiono a bordo del velivolo Caravelle III «Schaffhausen», precipitato nella periferia del comune argoviese di Dürrenäsch. L’aereo, decollato da Zurigo, era diretto a Ginevra. 

Il 21 febbraio 1970, il volo Swissair 330 partito dall’aeroporto di Zurigo-Kloten e diretto a Tel Aviv esplode in aria a causa di una bomba piazzata in un pacco da due cittadini giordani legati all’OLP. L’aereo, un Coronado, precipita in territorio di Würenlingen (ZH). I morti sono 47. Si tratta del più grave attentato della storia svizzera.

Il 10 aprile 1973, il volo Invicta International Airlines 435  da Bristol-Lulsgate a Basilea-Mulhouse si schianta contro una collina boscosa vicino a Hochwald (SO). Muoiono 108 persone (37 sopravvissuti). Si tratta del peggior incidente aereo verificatosi su suolo elvetico.

Il 14 novembre 1990, il volo Alitalia 404 si schianta nei pressi di Weiach (ZH) durante la fase di discesa verso l’Aeroporto di Zurigo. Perdono la vita tutte le 46 persone a bordo.

Il 24 novembre 2001, il volo Crossair LX tra Berlino e Zurigo (l’aereo è un Avro RJ100) precipita vicino al comune di Bassersdorf (ZH) mentre tenta un avvicinamento allo scalo svizzero.  Muoiono 24 delle 33 persone a bordo.

Il 4 agosto 2018, uno Junkers Ju 52 operante un volo passeggeri per la Ju-Air cade sul Piz Segnas (GR), durante un volo da Locarno a Dübendorf. Tutte le 20 persone a bordo perdono la vita. 

Catastrofi e incidenti sul lavoro

Nel 1946 esplode il deposito di munizioni nella Fortezza Dailly, sopra Saint-Maurice (VS): si contano 10 morti e 2 feriti.

L’8 aprile 1969, nella Schweizerische Sprengstofffabrik AG di Dottikon si verifica una delle più gravi esplosioni sul territorio svizzero. Nella cosiddetta «Pulveri», dove all’epoca lavoravano oltre 400 persone, esplode del TNT provocando 18 morti (di cui 13 svizzeri, 3 italiani e 2 spagnoli) e 108 feriti.

Nella notte fra l’11 e il 12 febbraio del 1951, 10 persone perdono la vita ad Airolo a causa di una slavina staccatasi dalla sovrastante zona Valascia. Nella stessa notte, sempre a causa di una valanga staccatasi dal monte Pampined, muoiono 5 persone a Frasco, in Valle Verzasca.

Il 30 agosto 1965, una valanga staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin travolge il cantiere dove lavorano più di mille persone per la costruzione della diga di Mattmark, in Vallese. I morti accertati sono 88: fra questi 56 italiani e 23 svizzeri. Diciassette persone vengono rinviate a giudizio per omicidio colposo, ma dopo un processo durato sette anni sono tutte assolte.

Il 15 febbraio del 1966, a Robiei, 17 persone (15 operai italiani e 2 pompieri di Locarno) periscono per soffocamento all’interno di una galleria d’adduzione dell’impianto idroelettrico dell’OFIMA tra la valle Bedretto e la val Bavona, a causa dell’improvvisa fuoriuscita di gas. È l’incidente sul lavoro più grave mai avvenuto nella Svizzera italiana.

Il 24 febbaio 1970, a Reckingen (Valle di Goms, in Vallese) 30 persone perdono la vita a causa di una valanga staccatasi dall’Alpe Bächji a 2.500 metri di quota. Fra le vittime ci sono 11 abitanti del villaggio (sei bambini e cinque donne) e 19 ufficiali dell’esercito alloggiati in una vecchia pensione.

Il 27 luglio 1999, un’onda di piena seguita a un nubifragio spazza via decine di persone che stavano praticando il canyoning nelle gole del Saxetbach, nell’Oberland bernese. Perdono la vita 21 persone: 18 turisti, soprattutto australiani e neozelandesi e tre guide.

Il 26 dicembre del 1999, la tempesta Lothar provoca la morte di 14 persone e danni per un ammontare di 1,8 miliardi di franchi, una dimensione fino ad allora mai vista in Svizzera.

Strada e ferrovia

Il 22 febbraio 1948 un «treno di sciatori» in viaggio da Sattel a Zurigo oltrepassa un fermacarro nella stazione di Wädenswil e va a sbattere contro un edificio. Il bilancio è di 22 morti e 131 feriti.

Il 12 settembre 1982, a Pfäffikon (ZH), un treno investe un pullman a un passaggio a livello difettoso (la barriera non si era abbassata), causando la morte di 39 persone, con solo due sopravvissuti. È uno degli incidenti più gravi nella storia ferroviaria svizzera.

Il 24 ottobre 2001, lo scontro tra due camion nel tunnel autostradale del San Gottardo causa un inferno di fuoco e fumo, provocando la morte di 11 persone, intossicate o carbonizzate.

Il 13 marzo 2012, un bus con targhe belghe si schianta in un tunnel autostradale (A9) vicino a Sierre. Muoiono 28 persone, di cui 22 bambini, reduci da una vacanza nella valle di Anniviers.   Il mezzo trasportava due classi scolastiche delle città fiamminghe di Lommel e Heverlee i loro accompagnatori.

Atti violenti

Il 5 ottobre 1994, la strage dei membri della setta esoterica dell’Ordine del Tempo Solare scuote profondamente la Svizzera. Venticinque persone muoiono avvelenate e carbonizzate a Salvan (VS), 23 soffocate o uccise a colpi d’arma da fuoco a Cheiry (FR) e altre 5 in Quebec (Canada).

Il 27 settembre 2001, armato di fucile d’assalto, un uomo fa irruzione nell’aula del Parlamento del Canton Zugo, aprendo il fuoco e uccidendo quattordici persone (tre consiglieri di Stato e undici granconsiglieri) e ferendone altre quindici prima di togliersi la vita. 

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