Crans-Montana, messaggi compromettenti per i coniugi Moretti: «Se incendiano la schiuma, il Constellation brucia»

Spuntano nuovi elementi nell'inchiesta sull'incendio del Constellation di Crans-Montana, il rogo del 1. gennaio costato la vita a 41 persone e che ha provocato 115 feriti. Secondo quanto rivelato dalla RTS, gli inquirenti vallesani dispongono di una serie di messaggi che inguaiano (e non poco) Jacques e Jessica Moretti, titolari del locale. Gli scambi sono emersi venerdì, nel corso dell'interrogatorio di confronto svoltosi a Sion.
Durante l'audizione, le procuratrici hanno dato lettura di numerosi messaggi intercorsi tra i gestori e i dipendenti del ritrovo. Il più pesante risale al 2019 e porta la firma di Jessica Moretti, da venerdì accusata anche di falsità in documenti. In uno scambio con un collaboratore, la titolare metteva in guardia sull'uso delle candele scintillanti applicate sulle bottiglie, le stesse che a Capodanno, a contatto con la schiuma, hanno dato vita al fuoco nel seminterrato.
«Se (i clienti) vogliono gli scintillanti, fate molta attenzione. Restate finché lo scintillante non si spegne. Perché se cade a terra o sul divano, o se lo tengono in alto e incendiano la schiuma del soffitto, il Constellation brucia», si legge nel messaggio attribuito a Jessica Moretti. Per diversi legali delle famiglie delle vittime, il testo dimostra che la gerente era pienamente consapevole del rischio rappresentato dalla schiuma infiammabile installata nel locale.
Di tutt'altro avviso la difesa. Interpellata dalla RTS, l'avvocata Yaël Hayat, che assiste i coniugi Moretti, ridimensiona la portata dello scambio. Pur non potendo entrare nel merito del singolo messaggio, per via del divieto imposto dalla Procura, sostiene che si trattasse di una raccomandazione ordinaria: «Se una persona porta un oggetto che può trasmettere il fuoco, mi sembra elementare dirle di essere prudente», ha dichiarato.
A sollevare la reazione delle parti civili è però un secondo messaggio, riferito da Fabiano Citroni del Polo d'inchiesta della RTS, che segue il caso dall'inizio. Lo scambio coinvolge Jacques Moretti e un dipendente, e riguarda la porta di sicurezza del Constellation, quella di fronte ai servizi igienici. Stando alla ricostruzione, Moretti avrebbe chiesto al suo interlocutore se quella porta fosse «sempre bloccata» e se nessuno la utilizzasse. Alla conferma del dipendente, il titolare avrebbe risposto con l'emoji del pollice alzato.
Il difensore di Jacques Moretti, l'avvocato Patrick Michod, preferisce non commentare nel dettaglio. «In un dramma di questa portata, il senso e il peso delle parole giocano un ruolo enorme. Soprattutto, si attribuisce loro un significato che non hanno. Jacques Moretti si è spiegato in modo del tutto chiaro davanti alle procuratrici».
