Criminalità organizzata, «agire prima che sia tardi»

Cosa manca per essere ancora più efficienti nella lotta alla criminalità organizzata? Il Corriere del Ticino, un mese fa, aveva posto la domanda al procuratore generale della Confederazione, Stefan Blättler. La risposta: «Dobbiamo essere oggettivi. Mancano le risorse e gli effettivi, a tutti i livelli. Soprattutto risorse di polizia. Negli ultimi tre anni il MPC ha ricevuto i posti supplementari richiesti al Parlamento e ne sono grato, perché ne avevamo bisogno. Alle polizie cantonali, ma anche a fedpol, servono più inquirenti. Questo è sicuro. Oltre a ciò, dobbiamo osservare se le leggi sono ancora adeguate per quanto riguarda la lotta alla criminalità in tutte le sue forme». Il Consiglio federale ha lanciato un chiaro segnale: ha approvato una strategia «senza precedenti» per la lotta alla criminalità organizzata, che include anche modifiche di legge. «Bisogna agire prima che sia troppo tardi», ha evidenziato il consigliere federale Beat Jans. In Europa, secondo i dati dell’Europol, operano più di 800 organizzazioni criminali, diverse delle quali anche in Svizzera. Per contrastarle, servono tempo e servono risorse.
Più risorse
Il numero di inquirenti della Polizia giudiziaria federale è insufficiente. Lo dice Blättler, lo ripete la politica e l’ha confermato anche il Controllo federale delle finanze (CFF). Ciò può ritardare o addirittura impedire l’avvio di procedimenti importanti, il che mette in pericolo la sicurezza interna della Svizzera. Per l’intelligence elvetica, il livello di minaccia legato alla criminalità organizzata - negli ultimi due anni - è passato da 3 a 5 (su 6). Qualcosa, però, si muove. Il parlamento la scorsa settimana ha approvato una mozione per aumentare gli effettivi dell’Ufficio federale di polizia (fedpol). L’organico dovrà aumentare di 10-20 posti all’anno per una durata di 10 anni: l’obiettivo è che nel 2035 ci siano tra i 100 e i 200 posti di lavoro supplementari. Si valuta però anche di rimpolpare anche l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS).
Obiettivi strategici
La lotta alla criminalità organizzata passa da tre obiettivi strategici: identificare, prevenire e combattere la crescente minaccia proveniente da reti criminali, ha spiegato Jans, precisando che in Svizzera la criminalità organizzata è attiva in particolare nell’ambito del traffico di stupefacenti, del riciclaggio di denaro, della tratta di esseri umani e del gioco d’azzardo illegale. Bisogna prima di tutto saper riconoscere gli schemi di queste organizzazioni criminali.
Per lottare contro questo fenomeno, il Consiglio federale prevede di migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità (nazionali e internazionali), anche quelle amministrative, nonché di facilitare la confisca di valori patrimoniali di origine criminale (ad esempio della mafia). Non solo. Vuole anche dare la possibilità agli agenti, in alcuni casi, di poter controllare i telefoni se c’è il sospetto di atti illeciti legati alla criminalità organizzata.
MPC soddisfatto
E il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), come ha reagito? «Accogliamo favorevolmente l’adozione di una strategia nazionale per la lotta alla criminalità organizzata, per la quale sosteniamo gli orientamenti generali. Il MPC ha partecipato all’elaborazione della strategia», ci spiega un portavoce, aggiungendo che la procura federale sarà attivamente coinvolta anche nell’attuazione della strategia. C’è soddisfazione anche per l’aumento degli effettivi in seno a fedpol: «Il Parlamento - sottolineano dal MPC - tiene adeguatamente conto dell’attuale situazione di minaccia».
