Crisi in Medio Oriente: quanti cittadini svizzeri si trovano nella regione?

Come ha reagito, la Svizzera, agli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran? E che cosa può dirci, il Dipartimento federale degli affari esteri, in merito alla situazione dei cittadini elvetici nella regione? Tramite una nota, condivisa sui social, il DFAE ha espresso «profonda preoccupazione» per l'operazione militare congiunta condotta dallo Stato ebraico e da Washington. La Svizzera, si legge, ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale, invitando «tutte le parti a esercitare la massima moderazione» al fine di proteggere «la popolazione civile e le infrastrutture civili» e proponendosi, una volta di più, quale mediatore: «Il canale svizzero, che nell'ambito del mandato di potenza protettrice tutela gli interessi degli Stati Uniti in Iran, è attivo. È a disposizione di entrambe le parti e in entrambe le direzioni».
Contattato dal Corriere del Ticino, il portavoce del DFAE Michael Steiner ha confermato che la rappresentanza della Confederazione a Teheran «è operativa». Negli scorsi giorni, complice la situazione, «il personale dell'Ambasciata svizzera era già stato ridotto da 14 a 10 persone». L'ambasciatore, in ogni caso, è sul posto e il personale dell'Ambasciata è in buone condizioni. «Come tutte le rappresentanze svizzere all'estero, anche quella a Teheran dispone dei necessari dispositivi di sicurezza e di crisi. Questi vengono costantemente verificati e adeguati. I dispositivi comprendono anche piani di emergenza».
Quanto alla presenza di cittadini svizzeri in Iran, dall'agosto del 2024, ha incalzato Steiner, «il DFAE sconsiglia i viaggi» nel Paese mediorientale. In Iran, ha proseguito, «sono registrati circa 180 cittadini svizzeri, la maggior parte dei quali possiede anche la cittadinanza iraniana. Meno di dieci persone sono registrate su TravelAdmin come viaggiatori». O, se preferite, turisti. Nelle ultime 24 ore, e sulla scia degli attacchi, la helpline del DFAE «ha risposto a circa dieci richieste relative all'Iran».
Detto dell'Iran, anche la rappresentanza elvetica a Tel Aviv, in Israele, è operativa. Attualmente, ha affermato il nostro interlocutore, l'Ambasciata «conta cinque collaboratori svizzeri e tredici collaboratori locali». Come a Teheran, pure in Israele l'ambasciatore è sul posto. «Le raccomandazioni di viaggio per Israele sono state modificate questa mattina» ha poi specificato il portavoce del DFAE. Detto in altri termini, sono sconsigliati «in generale tutti i viaggi verso Israele». In Israele «sono registrati circa 25 mila cittadini svizzeri, di cui la grande maggioranza possiede anche la cittadinanza israeliana. Circa 70 persone sono registrate su TravelAdmin come viaggiatori».
Da noi sollecitato, il DFAE non è stato in grado di fornire, al momento, cifre relative a residenti e turisti di nazionalità svizzera presenti negli altri Paesi toccati dall'escalation: Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar. Il DFAE, concludendo, per bocca di Steiner ha ricordato che la Confederazione «non organizza rimpatri per i cittadini svizzeri. I cittadini svizzeri presenti in Iran e in Israele sono invitati a seguire le istruzioni delle autorità locali».
