Dal «comportamento controllante e dominante» al tentato omicidio

Una campagna nazionale pluriennale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere con l'obiettivo di «prevenirla tempestivamente». Così era stata anticipata l'azione che prende il via oggi e che avrà una durata pluriennale. Il messaggio: l’uguaglianza previene la violenza. Una campagna nazionale, la prima di questo genere. Perché è necessaria? Nel 2024 la polizia ha registrato 21.127 reati nell’ambito della violenza domestica, un aumento del 6% rispetto all’anno precedente e un valore che rappresenta circa il 40% di tutti i reati registrati dalla polizia. Il 70% delle vittime è costituito da donne. Più della metà degli omicidi commessi in Svizzera avviene nell’ambito domestico. E nel 2025 il numero dei femminicidi è in aumento.
Si parte dalle vittime
In una prima fase, la campagna è destinata anzitutto alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.
Il sito internet www.senza-violenza.ch
Non appena il numero nazionale per l’assistenza alle vittime 142 sarà operativo, nel maggio del 2026, la campagna ne promuoverà la diffusione tramite manifesti affissi in tutto il Paese e attraverso i social media, nelle quattro lingue nazionali, e in quelle più parlate in Svizzera (inglese, spagnolo, portoghese e albanese), nonché in lingua facile. La campagna di prevenzione si articola attorno allo slogan «L’uguaglianza previene la violenza». La violenza nasce spesso da disuguaglianze di potere: la dipendenza economica, per esempio, può rendere più difficile, per le vittime, interrompere una relazione violenta; viceversa, una persona che considera l’altra su un piano di parità tende a sviluppare risposte più adeguate rispetto al ricorso alla violenza. L’uguaglianza rappresenta quindi un fattore che contribuisce a ridurre la violenza, poiché promuove relazioni fondate sulla parità, sul dialogo, sull’autonomia e sul rispetto reciproco.
Le vittime sono quasi esclusivamente donne
Nell’ambito della statistica criminale di polizia (SCP), l’Ufficio federale di statistica (UST) ha condotto dal 2019 al 2023 un’indagine supplementare sui reati di omicidio e tentato omicidio. «I risultati confermano le conoscenze già acquisite ad oggi dalla ricerca sugli omicidi».
Le vittime di omicidi consumati nell’ambito di una relazione di coppia conclusa o in corso sono quasi esclusivamente donne (93%), mentre le persone imputate sono prevalentemente uomini. Nel caso degli omicidi consumati all’interno di altre relazioni famigliari, il rapporto tra i sessi delle vittime è più equilibrato: il 54% delle vittime sono di sesso femminile e il 46% di sesso maschile. Di queste 57 vittime, 29 erano bambini di età inferiore ai 15 anni. Due terzi delle persone imputate di omicidi commessi all’interno della famiglia sono di sesso maschile. Al di fuori della sfera domestica, la proporzione di uomini e donne è diversa: sono infatti più gli uomini a essere vittime di un omicidio consumato (73%). Le persone imputate di reati fuori dalla sfera domestica sono quasi esclusivamente uomini (94%).
«Era già stato violento»
Nei casi di tentati omicidi e di omicidi portati a compimento all’interno di una coppia, per le persone imputate sono stati segnalati il consumo di alcol, droghe e farmaci (29%), problemi finanziari (28%) e malattie psichiche (28%). Oltre a queste circostanze personali, gli atti della polizia mostrano che il 44% delle persone imputate di tentato omicidio all’interno della relazione di coppia era già stato violento nei confronti delle vittime prima del reato. Alcune di queste violenze hanno portato a un intervento della polizia o a una denuncia. Inoltre, per un terzo delle persone imputate di sesso maschile è stato segnalato un comportamento controllante e dominante prima del reato.
Anche per i casi di omicidio all’interno della famiglia, tra i problemi personali principali figurano quelli finanziari e l’uso di sostanze. Le malattie psichiche sono state segnalate un po’ più spesso (39%) per le persone imputate all’interno della famiglia. Episodi di violenza da parte della persona imputata sono stati menzionati per meno della metà delle persone.
I risultati mostrano che l’abuso di sostanze è un problema comune anche fuori dalla sfera domestica. Delinquenza e comportamento violento sono stati menzionati per un quarto delle persone imputate. La metà delle persone imputate, al di fuori della sfera domestica, era già stata registrata dalla polizia per reati penali nei due anni precedenti al reato.
La gelosia quale «fattore scatenante»
Per più della metà delle persone imputate di omicidi all’interno di relazioni di coppia o della famiglia, i risultati mostrano che i problemi personali possono essere possibili fattori scatenanti. Inoltre, gli atti della polizia mostrano che l’escalation di una lite è un possibile fattore scatenante, come pure, per un terzo degli imputati maschili di omicidi all’interno di una coppia, lo è la gelosia.
Al di fuori della sfera domestica, il fattore scatenante citato con maggiore frequenza è l’escalation di una lite (61%).
32 vittime colpite con un'arma da fuoco
Le armi affilate o appuntite sono state i mezzi più frequentemente utilizzati in tutti e tre gli ambiti. Il 22% delle vittime contro cui è stata usata un’arma affilata o appuntita è stato ucciso all’interno della relazione di coppia e il 24% all’interno della famiglia. Al di fuori della sfera domestica, tale percentuale era pari al 9%. Le armi da fuoco sono state utilizzate contro 32 vittime all’interno della coppia e contro 15 all’interno della famiglia; rispettivamente il 66 e il 73% delle vittime sono state uccise. Nel complesso, nella sfera domestica è stato ucciso circa un terzo di tutte le vittime registrate nell’indagine supplementare, mentre al di fuori dell’ambito domestico la percentuale è del 12%.
Nel Canton Ticino, per quanto riguarda la violenza domestica, in caso di urgenze si può chiamare la polizia (117), l’ambulanza (144)o il Telefono Amico (143). È attivo anche il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (0800 866 866 o [email protected] - riservatezza e anonimato sono garantiti), ma si può anche ottenere protezione immediata: per il Sopraceneri c’è Casa Armònia (0848 33 47 33) e nel Sottoceneri l’Associazione Consultorio e Casa delle donne (078 624 90 70). In fuga da casa, è possibile trovare un posto sicuro anche al Pronto Soccorso.
