Il profilo

Dal WEF alle presidenziali: Gavin Newsom è davvero l'antidoto a Donald Trump?

Il governatore della California, a Davos, ha mostrato i muscoli invitando, al contempo, l'Europa a mostrare un po' di «spina dorsale» – Ma la sua vicinanza all'élite Dem potrebbe giocargli contro
©GIAN EHRENZELLER
Marcello Pelizzari
23.01.2026 14:30

L'antidoto a Donald Trump esiste. Di più, ha il volto e il nome di Gavin Newsom, governatore della California. Questa, almeno, è l'immagine che lo stesso Newsom ha proiettato durante la sua permanenza al World Economic Forum (WEF) di Davos. Il Wall Street Journal, che al confronto fra i due ha dedicato un articolo, cita due episodi in particolare: un evento con protagonista proprio Newsom cancellato, senza preavviso, dal calendario della USA HOUSE, il padiglione ufficiale degli Stati Uniti a Davos, e una foto divenuta virale del governatore con Alex Soros, figlio di George Soros nonché ricco donatore del Partito Democratico. Nel primo caso, Newsom ha attribuito la decisione di cancellare l'evento all'amministrazione Trump. Amministrazione che, dal canto suo, non ha smentito. Nel secondo, sia la destra sia la sinistra a stelle e strisce hanno criticato i legami del governatore con l'élite Dem del Paese. 

Newsom, lo sappiamo, è un nome caldo, anzi caldissimo nel campo Democratico per le presidenziali del 2028. Scendere in campo e sfidare i Repubblicani, però, al momento sembra una sfida quantomeno complicata. Come risultare credibile, e convincente, dimostrandosi al contempo un antidoto a Trump e un candidato non ascrivibile all'establishment del Partito Democratico, in netta perdita di velocità se pensiamo ai gusti degli elettori? Newsom, sulla falsariga di Emmanuel Macron, ha fatto ampio uso del cosiddetto machismo diplomatico, accettando di fatto le regole che lo stesso Trump ha introdotto sulla scena internazionale: ha invitato l'Europa a svilupare un minimo di «spina dorsale» e, ancora, a colpire l'attuale presidente degli Stati Uniti. «Trump è bravo a sfruttare i punti deboli, ma si tira indietro quando viene colpito in faccia» ha detto, nello specifico, Newsom. «Basta con i convenevoli» ha aggiunto, riferendosi agli europei. «Smettetela di cercare di compiacerlo. Rispondete al fuoco con il fuoco».

Newsom, d'altro canto, sa di che cosa parla. La California è la quarta economia più grande al mondo e, soprattutto, è un pilastro della resistenza a Trump. Il tycoon, per contro, ha sfruttato il palcoscenico per attaccare, una volta di più, il governatore. «Andavo molto d'accordo con Gavin» ha detto Trump, ribadendo che «Gavin è un bravo ragazzo» e promettendo di coinvolgere il governo federale nella lotta alla criminalità in California, una mossa a cui Newsom si è sempre opposto. Ieri sera, Trump ha alzato e non poco i toni sui social media. In un post su Truth, ha scritto che Newsom «non dovrebbe essere a Davos a correre qua e là gridando per attirare l'attenzione dei leader stranieri e mettere in imbarazzo il nostro Paese».

L'ufficio di Newsom, tornando all'evento annullato, una chiacchierata con Fortune, ha dichiarato di aver appreso della cancellazione dopo che il segretario al Tesoro, Scott Bessent, aveva rilasciato alcune dichiarazioni critiche nei confronti della leadership del governatore. «Mi è stato detto che gli era stato chiesto di tenere un discorso sulle sue politiche più significative, ma lui non parlerà» le parole di Bessent. «Perché, diciamocelo, che cosa hanno portato le sue politiche economiche? L'emigrazione dalla California, un gigantesco deficit di bilancio, la più grande popolazione di senzatetto in America e i poveri abitanti di Palisades che hanno visto le loro case bruciare».

Parole forti, appunto, che Newsom ha fatto sue. Usandole per denunciare l'eccessivo autoritarismo dell'amministrazione Trump: «Il nostro Paese potrebbe diventare irriconoscibile nel giro di pochi mesi, al massimo anni». Il governatore ha usato un'espressione, «codice rosso», al tempo stesso rivelatrice e inquietante. Decidendo, parallelamente, di imitare in termini di postura e retorica proprio Trump. Della serie: l'unico modo per battere il tycoon è scendere nell'arena e combattere. A Davos, ad esempio, Newsom ha scherzato sul modo in cui i leader mondiali e le grandi aziende hanno ceduto di fronte alle pressioni di Washington. Come? Agitando un paio di ginocchiere rosse.

Newsom, in ogni caso, non era il solo, potenziale candidato alle presidenziali del 2028 presente a Davos. Mercoledì, Gretchen Whitmer e Andy Beshear hanno infatti partecipato a un forum. Resta, per il governatore della California, un problema di immagine, forse anche di credibilità. Liam Kerr, stratega politico, ha affermato al Wall Street Journal che la foto con Soros potrebbe allontanare ancora di più l'elettorato Dem. Riformuliamo: una foto di Newsom «a una conferenza di lusso con un attivista miliardario» dimostrerebbe che il governatore, in realtà, sta «tendendo verso cose di lusso per élite».