Dalle urne una doppia batosta, ma ora si guarda già all’8 marzo

Una disfatta. Senza se e senza ma. Anzi, una doppia disfatta. L’iniziativa «per il futuro» della Gioventù Socialista (GISO) è stata affossata da quasi otto votanti su dieci e da tutti i Cantoni. All’iniziativa «Servizio civico» è andata ancora peggio (vedi sotto): l’84,15% di chi si è recato alle urne ha respinto la proposta.
Due no a dieci anni di distanza
Entrambe le proposte, per la netta maggioranza, andavano troppo lontano: l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo» (anche nota come iniziativa per il futuro), non è stata sostenuta in modo compatto nemmeno dalla sinistra: nel 2015 era stata respinta dal 71,0% l’iniziativa popolare che chiedeva di «tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell’imposta sulle successioni)».
A dieci anni di distanza, con la richiesta di un’imposizione del 50% sulle successioni e sulle donazioni superiori a 50 milioni di franchi, il fronte dei contrari ha raggiunto oggi il 78,3%. Tutti i Cantoni si sono espressi nettamente contro il testo (da Basilea Città, con il 66,7% di no, con punte sopra il 90% come Appenzello Interno e Svitto). In Ticino, l’iniziativa è stata respinta dal 79,43% dei votanti. La partecipazione al voto si è fermata al 42,9% (in Ticino al 39,37%).
Due miliardi di franchi
«Il risultato è inequivocabile», ha spiegato in conferenza stampa al termine dello spoglio la «ministra» delle Finanze Karin Keller-Sutter, secondo cui una tale imposizione sulle successioni avrebbe sbilanciato il sistema fiscale svizzero e compromesso l’attrattiva economica del Paese. La Svizzera, ha proseguito Keller-Sutter, continuerà a impegnarsi in materia di politica climatica: ha ratificato l’Accordo di Parigi e si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. «Ogni anno la Confederazione investe due miliardi di franchi nella protezione del clima e nella promozione delle energie rinnovabili», ha aggiunto la presidente della Confederazione. A suo avviso, l’iniziativa rappresentava un esperimento fiscale rischioso.
Più incisiva la reazione dei comitati contrari all’iniziativa: «Gli elettori hanno smascherato la manovra, riconoscendo i numerosi effetti collaterali della proposta». Pure le associazioni economiche - da Swissmem a Economiesuisse, passando per l’USAM - hanno espresso soddisfazione per il chiaro risultato alle urne. I sostenitori del testo, dal PS ai Verdi, parlano invece di un’occasione persa.
Politica climatica
E ora? «Il dibattito sulle imposte di successione e sul potere dei super-ricchi è tornato al centro della politica - e vi rimarrà», sostengono i giovani socialisti in un comunicato, secondo cui - nonostante la débâcle alle urne - la «GISO esce rafforzata dalla campagna». L’obiettivo, dunque, è di proseguire su questa linea e la sezione giovanile del PS annuncia già battaglia «per una politica climatica socialmente equa». Già. In un comunciato, i Verdi hanno già annunciato che presenteranno un atto parlamentare proponendo un’imposizione sulle successioni «più moderata». Non solo. L’iniziativa è archiviata, ma non il dibattito su quanto la Svizzera debba fare per proteggere il clima. L’8 marzo, alla prossima chiamata alle urne, si voterà infatti sull’iniziativa «Per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l’ambiente (Iniziativa per un fondo per il clima)». E la campagna, da entrambi i fronti, è già iniziata oggi.
«Una minaccia»
«È un’altra minaccia per il ceto medio», avvisa il PLR, lanciando così la prossima sfida elettorale. L’iniziativa è stata lanciata da PS e Verdi e chiede di creare un fondo ad hoc le cui risorse confluirebbero, tra le altre cose, in misure per il potenziamento delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica o della decarbonizzazione dei trasporti, degli edifici e dell’economia. I mezzi finanziari necessari andrebbero attinti dal bilancio federale: la Confederazione dovrebbe alimentare ogni anno tale fondo con una quota compresa tra lo 0,5 e l’1% del prodotto interno lordo, pari, allo stato attuale, a una cifra compresa tra 3,9 e 7,7 miliardi di franchi all’anno.
«Nonostante il netto rifiuto dell’iniziativa della Gioventù socialista, è già in arrivo la prossima mazzata fiscale», critica dal canto suo Economiesuisse, secondo cui l’iniziativa «fondo per il clima» è irresponsabile e il danno economico di questa proposta «supererebbe persino quello dell’iniziativa appena respinta alle urne».
