Dopo il coma, parla una giovane ferita a Crans-Montana: «Jessica Moretti non ha aiutato nessuno quella notte»

Arriva una testimonianza molto importante sull’incendio che la notte di Capodanno ha devastato il bar Le Constellation a Crans-Montana. Importante perché Rozerin Özkaytan, una delle giovani rimaste ferite nel rogo, era lì a scattare foto e girare video. Oggi quel materiale è nelle mani della polizia e potrebbe risultare cruciale nelle indagini.
Rozerin, in seguito una prima testimonianza fornita all'emittente pubblica francofona belga RTBF, adesso è tornata in Svizzera, dopo tre settimane in coma trascorse in un ospedale di Liegi. In una intervista concessa a Repubblica, la 18enne, dalla sua camera in una clinica di Morges, punta il dito contro i coniugi moretti per la tragedia che ha causato la morte di 41 persone. La giovane porta ancora addosso i segni di quell’inferno: costanti incubi che le impediscono di dormire la notte, cicatrici sul viso, una gamba fratturata durante la fuga dal locale, mani coperte da guanti (non potranno essere esposte alla luce del sole per due anni). I suoi capelli, un tempo lunghi, non ci sono più.
Rozerin è una community manager. Quella maledetta notte si trovava nel locale di Crans-Montana per scattare foto e video da pubblicare su Instagram. Oggi chiede giustizia. Vuole che la sua storia, e quella di tanti altri giovani che non ci sono più, non venga dimenticata. Le autorità vallesane, fa sapere, sono in possesso di tutto il materiale fotografico e dei video presenti nella sua fotocamera, tra cui dovrebbe esserci pure l’ormai tristemente noto filmato in cui si vede la cameriera sulle spalle di un collega mentre armeggia con le candele pirotecniche. Rozerin, quella notte, è riuscita a salvarsi uscendo da «una specie di finestra».
Dal letto di ospedale lancia accuse pesanti ai Moretti, specialmente a Jessica, nonostante la sua telefonata ai pompieri: «Quella sera era al piano di sotto. Quando sono salita non l’ho vista. Non ha aiutato nessuno, credo sia uscita subito. Ha solo guardato il Constellation e ha pianto. Andava in giro senza chiedere a nessuno se stesse bene».
Rozerin è indignata. Dice a Repubblica che cercherà di partecipare alle udienze, criticando gli imperdonabili errori commessi in quel bar: «Sono arrabbiata perché quando sai che ci sono molti giovani nel tuo locale devi dire al tuo staff cosa fare se c’è ogni tipo di problema. Loro hanno creato un impero ma non hanno fatto niente. Non hanno spiegato dov’erano le porte di emergenza, come aprirle. Sono arrabbiata anche perché non hanno spento l’incendio con l’estintore. Mi chiedo se tutte quelle persone potevano ancora essere vive...».
E conclude: «Spero si faccia chiarezza su chi non ha controllato il locale dal 2020 al 2025. Sul perché non è stata controllata quella schiuma sul soffitto. O sul fatto che quella sera si è dato da bere a ragazzi che avevano meno di 18 anni. Anche meno di 16».
