La sparatoria

«Eri finalmente felice»: la lettera della madre della vittima di Aarau

Dopo aver visto la figlia per l’ultima volta, e aver effettuato il riconoscimento della salma, la donna ha scritto parole di dolore e rimorso: «Non ho fatto in tempo a dirtelo a voce»
©MICHAEL BUHOLZER
Jenny Covelli
01.09.2026 22:45

Dalla nostra inviata «Figlia mia, piccolo grande amore mio». Comincia così la lettera della madre della 22.enne italiana residente in Svizzera, uccisa nella notte tra il 29 e il 30 agosto durante la sparatoria ad Aarau, al termine di un rave nella zona dello Schachen.

La donna ha scritto il testo dopo avere visto la figlia per l’ultima volta e averne effettuato il riconoscimento. «Sono appena uscita da quella stanza, sono reduce dal momento più devastante», scrive. E aggiunge: «Eri bella. Fredda, ma sempre immensamente bella, proprio come ti ho sempre vista».

Nel ricordo della donna, la giovane stava attraversando un periodo felice. Nei loro ultimi giorni insieme, seppure a distanza, c’erano i messaggi, le fotografie, le videochiamate e il sorriso della figlia. «Mi dicevi che eri finalmente felice, che ti sentivi realizzata, che eri letteralmente rinata», si legge nella lettera, visionata dal Corriere del Ticino. «Sprizzavi gioia da tutti i pori, eri un vulcano di vita».

«Scusami»

A quella felicità, però, la madre dice di non avere saputo rispondere pienamente. Racconta di avere sentito «qualcosa che non andava», un campanello d’allarme che continuava a suonare. «Non riuscivo a credere, o forse non osavo sperare, che dopo tante sofferenze la mia piccola avesse finalmente trovato la sua oasi di pace». Poi il rimorso: «Ricordo quando mi dicevi che ero chiusa, che non riuscivo a gioire pienamente per te e con te. Avevi ragione (...) Mi dispiace così tanto, figlia mia, non averti espresso apertamente tutta la mia contentezza». E ancora: «Avevi ragione, e oggi ti chiedo scusa con le lacrime agli occhi. Scusami (...) Solo ora capisco quanto fossi bloccata da quella paura profonda. Una madre dovrebbe solo gioire, ballare e fare festa quando sente la propria figlia scoppiare di vita così come facevi tu». 

La donna scrive di sentirsi in colpa per non essere riuscita a proteggere la figlia «dalle insidie e dalle ingiustizie di questo mondo, e dalle troppe cattiverie» incontrate lungo il suo cammino. Un peso, aggiunge, che porterà con sé per sempre.

«Non ho fatto in tempo a dirtelo a voce», scrive ancora la donna, rivolgendosi alla 22.enne. Ma spera che, ovunque si trovi, possa sentire «tutto il mio amore» e l’ammirazione per la donna che era diventata.

La lettera si chiude con un ultimo messaggio: «Ti porto dentro di me, ad ogni battito, con la tua bellezza impressa per sempre nella mia mente».

Per l'avvocata Antonella Crudeli, legale della donna, lo scritto «esprime tutto ciò che lei in questi giorni può e vuole dire». Firmata, «la tua mamma».

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