Il punto

I feriti di Crans-Montana rischiano una «sovrainfezione batterica» ​​dei polmoni

«Oltre alle ustioni estese, tutti i pazienti hanno subito un trauma da inalazione» ha confermato al Blick Marcel Schlatter, responsabile della comunicazione in seno all'Ospedale universitario di Zurigo
©MICHAEL BUHOLZER
Red. Online
15.01.2026 10:45

L'incendio, la tragedia, i 40 morti e i 116 feriti. Il dramma di Crans-Montana sta facendo discutere sia per gli sviluppi a livello di indagini sia, tornando ai feriti, per il percorso che stanno affrontando gli ustionati gravi. Lunedì, venendo alla Lombardia, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato come il danno polmonare, per i feriti del Constellation ricoverati a Milano, sia più grave delle stesse ustioni. «Tutti questi giovani hanno inalato sostanze altamente tossiche» ha spiegato Bertolaso. Sostanze «che provocano una serie di complicazioni, in particolare infettive, che possono essere difficili da controllare».

Le lesioni polmonari, in effetti, sono più gravi delle ustioni. Il Blick, al riguardo, ha posto alcune domande a René Fiechter, specialista che dirige tre centri di pneumologia ad Aathal, Baden e Einsiedeln. A differenza della pelle, ha spiegato l'esperto, i polmoni non sono esposti solo alle aggressioni termiche. Le ulteriori irritazioni tossiche, provocate dall'inalazione di sostanze pericolose come il monossido di carbonio o il cianuro, possono causare una diminuzione dell'ossigenazione dell'organismo e favorire infezioni che possono portare a un'insufficienza multiorganica. A ciò si aggiunge il rischio di sindrome da insufficienza respiratoria acuta. In altre parole, di insufficienza polmonare.

In medicina, le lesioni delle vie respiratorie e dei polmoni sono definite traumi da inalazione. Secondo Fiechter, questo tipo di patologia provoca spesso un'ostruzione delle sottili ramificazioni polmonari, essenziali per convogliare l'aria dove necessario. Le loro dimensioni ridotte e la loro struttura fragile le rendono particolarmente vulnerabili. L'elenco delle possibili complicanze è lungo, fa notare lo pneumologo, che cita in particolare il broncospasmo: i bronchi si contraggono in modo spasmodico, impedendo momentaneamente il passaggio dell'aria. Le vie respiratorie possono quindi restringersi e l'organismo soffrire di carenza di ossigeno, mentre l'anidride carbonica si accumula nel sangue. In sintesi, i feriti sono esposti a rischi di ostruzione delle vie aeree, lesioni cellulari tossiche, indebolimento delle difese immunitarie e carenza di ossigeno.

Il problema, leggiamo, è che i polmoni non riescono più a eliminare efficacemente i corpi estranei e i batteri, ha proseguito lo specialista. L'accumulo di queste sostanze è favorito dal trauma da inalazione. «Questo aumenta il rischio di sovrainfezione batterica e può portare alla sepsi» ha detto Fiechter. 

Alla luce di queste constatazioni, sorge spontanea una domanda scrive sempre il Blick: i polmoni delle vittime dell'incendio possono guarire completamente? «La rigenerazione polmonare è possibile, soprattutto quando le lesioni sono meno gravi. Tuttavia, in caso di danni estesi, il recupero può essere incompleto e comportare limitazioni permanenti» ha precisato l'interlocutore. La guarigione richiede generalmente diverse settimane e, nei casi più gravi, il recupero completo rimane raro.

Attualmente, decine di vittime dell'incendio sono ancora ricoverate in ospedale in Svizzera e all'estero. Contattato dal Blick, l'Ospedale universitario di Zurigo ha fatto il punto sulla situazione dei sei feriti gravi ancora ricoverati nei suoi reparti: «Oltre alle ustioni estese, tutti i pazienti hanno subito un trauma da inalazione» ha confermato Marcel Schlatter, responsabile della comunicazione in seno al nosocomio. «I gas, i vapori incandescenti e le fiamme hanno provocato ustioni non solo sulla superficie del corpo, ma anche all'interno. Le lesioni si estendono dalla gola ai polmoni». A più di due settimane dal dramma, molte persone coinvolte devono ancora essere mantenute in vita con la respirazione artificiale.

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