I genitori di una delle vittime di Crans-Montana: «Delusi dalla mancanza di sostegno da parte delle autorità»

Tra le 41 vittime della tragedia di Crans-Montana c'era anche Alix. La 16.enne, di Pully (Vaud), era tra i giovani che, quella maledetta notte, avevano scelto il Constellation per festeggiare il nuovo anno. «Era una ragazza molto sensibile, aveva un grande cuore», ha raccontato il padre, Daniel Perroud, al Blick. «Si prendeva sempre cura degli altri, riusciva a confortare le persone con un solo sguardo». Proprio per questo motivo, la sua famiglia ha creato una fondazione, in sua memoria, nel tentativo di trarre qualcosa di positivo anche da una tragedia di questa portata.
La Fondazione Alix Perroud, insomma, «rappresenta una sorta di gestione personale di una crisi». E ha due obiettivi precisi. Il primo è quello di sostenere i feriti di Crans-Montana: non solo per le cure mediche, ma anche a coprire assumendosi i costi non coperti dai canali tradizionali come le casse malati. Il secondo obiettivo – che corrisponde a una sorta di «seconda fase» – è invece quello di sostenere i giovani provenienti da contesti socialmente svantaggi, per esempio finanziando la loro partecipazione a un campo sciistico o consentendo loro di seguire lezioni di musica. Iniziative, queste, che come sottolinea il padre della giovane al Blick, Alix avrebbe «apprezzato molto».
Al momento, sono stati raccolti 87.000 franchi, grazie a una campagna di crowdfunding online, lanciata dalle due sorelle di Alix. Un importo che «è una goccia del mare», sottolinea il Blick, considerando che i feriti sono più di 100, e a questi si sommano le famiglie delle vittime. Resta quindi ancora da definire come verrà distribuito il denaro raccolto. Ma per Perroud, la cosa più importante era «lanciare un segnale», soprattutto verso le famiglie delle vittime, «affinché non si sentano abbandonate».
Come è noto, nelle scorse settimane il Consiglio federale e il Parlamento hanno approvato il contributo di solidarietà di 50.000 franchi a ciascuna famiglia delle vittime. Dal canto suo, il canton Vallese ha approvato un fondo di 10 milioni di franchi per le vittime, mentre il comune di Crans-Montana stanzierà un milione di franchi che donerà interamente alla Fondazione di soccorso per le tragedia del Constellation, attualmente in fase di costituzione. Il processo, dunque, richiederà tempo. Fino ad ora, infatti, i familiari delle vittime hanno ricevuto solamente 10.000 franchi, a titolo di assistenza immediata dal Vallese.
Una situazione, questa, che suscita qualche perplessità. «Noi siamo abbastanza fortunati da poter pagare tutte le bollette. Ma non tutti si trovano nella stessa situazione finanziaria», ha dichiarato il padre di Alix, menzionando gli elevati costi delle spese legali. «L’assistenza alle vittime copre dieci ore di spese legali a persona», aggiunge Pierroud, spiegando che la sua famiglia «le ha già esaurite». Un aspetto che non passa inosservato, dal momento che è probabile che il procedimento legale si protragga ancora per anni.
Tra delusione e abbandono
«Siamo delusi dalla mancanza di sostegno da parte delle autorità, dopo questa terribile tragedia», ha aggiunto Pierroud. La moglie, a tal proposito, puntualizza: «Hanno annunciato molto sui media, ma finora abbiamo visto ben poco. Non è una questione di soldi: non riporteranno indietro mia figlia». Secondo la madre di Alix, il problema è «la mancanza di sostegno e di comunicazione delle autorità», che definiscono «deplorevole».
Nelle prime settimane, la famiglia di Alix confessa di essersi sentita abbandonata dai governi federale e cantonale. Secondo le loro dichiarazioni, non sono mai stati contattati dal servizio di supporto psicologico. «Abbiamo dovuto cercarlo da soli», spiega Pierroud, che non ha dimenticato neppure la mail «impersonale» ricevuta con meno di 24 ore di preavviso, in cui i famigliari delle vittime venivano invitati alla cerimonia commemorativa organizzata a Martigny. Giorno in cui la famiglia di Alix aveva già fissato il suo funerale.
Sebbene da Confederazione e Cantone non sia arrivato un forte sostegno, la famiglia di Alix sottolinea invece la solidarietà ricevuta dal comune di Pully, di cui sono residenti. Il Comune, infatti, ha telefonato alla famiglia poco dopo l'incendio e ha ascoltato il loro dolore, offrendo una sala per la cerimonia funebre. Piccoli gesti che, tuttavia, hanno fatto la differenza.
