I mancati controlli al Constellation? «Colpa del caos informatico e di un uomo psicologicamente instabile»

Venerdì, a Sion, è stato interrogato Christophe Balet, responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, indagato nell’inchiesta del rogo di Capodanno. L’interrogatorio – alla presenza di diverse decine di avvocati e di Jacques Moretti – ha toccato la mancanza di controlli di sicurezza al bar Le Constellation, che dal 2019 non è mai stato ispezionato dal Comune (Balet è in carica da maggio 2024, ndr.). Il responsabile della sicurezza ha dichiarato che la mancanza di controlli è stata causata dalla carenza di personale e da problemi di aggiornamento del sistema informatico utilizzato per gestire le ispezioni del comune. «La modifica del software ha ritardato l’aggiornamento dei fascicoli di ispezione». La procura ha poi sequestrato il suo cellulare per esaminarne i dati e i file.
Una sola persona, gravi problemi psichici
Ma che cosa è successo, esattamente? 20 Minuten e il Tages-Anzeiger, facendo riferimento al dossier dell'indagine, riferiscono che il sistema informatico di diversi corpi di Polizia comunali e dei Pompieri cantonali sarebbe stato gestito, per anni, da un'azienda esterna con sede a Sion che aveva un solo dipendente. «Ma la collaborazione si è rivelata un disastro. Da un lato, l'informatico avrebbe chiesto somme sempre più elevate, dall'altro avrebbe sviluppato gravi problemi psichici». Nel dettaglio, si parla di uomo che diffondeva «teorie confuse sul satanismo» e sosteneva in un blog che personaggi famosi, tra cui un noto uomo d'affari, «mangiavano bambini» (racconti che ricordano le teorie complottistiche del gruppo statunitense QAnon). Una rappresentante delle autorità avrebbe persino dovuto incontrarlo nella foresta per discutere della questione.
La situazione è degenerata all'inizio del 2023, quando l'informatico ha minacciato di pubblicare dati sensibili della polizia sul darknet. È allora che è stato arrestato e ricoverato nell'ospedale psichiatrico chiuso di Ginevra. Giudicato incapace di intendere e di volere al momento della commissione dei reati – minaccia, coercizione e ricatto –, è stato dichiarato non condannabile. Il software è stato messo fuori servizio. Le autorità non hanno più avuto accesso ai dati e non sapevano più «quali aziende fossero state controllate e quali no».
Già in precedenza la collaborazione era diventata sempre più difficile, scrive il Tages-Anzeiger, i cui giornalisti hanno parlato con gli avvocati presenti all'interrogatorio di Balet. Secondo questi ultimi, il responsabile della sicurezza ha parlato della debacle informatica che avrebbe colpito – come detto – non solo Crans-Montana, ma l'intero Vallese. Le autorità – secondo il responsabile della sicurezza – avrebbero dovuto agire prima per ottenere il controllo del sistema informatico e dei dati a cui ogni giorno accedevano numerosi poliziotti e pompieri. «Ma non hanno fatto nulla». Quando l'escalation dell'informatico ha raggiunto il suo apice e il software è stato messo fuori servizio, le autorità comunali non hanno più avuto accesso ai dati. Ma la responsabilità della perdita dei dati, per l'indagato, è da attribuire al Cantone. Afferma di avere chiesto che gli venisse consegnato il dossier dell'informatico, ma non l'ha ottenuto.
Mancanza di personale
Il caos informatico ha causato un enorme dispendio di energie. Il responsabile della sicurezza del Comune ha dichiarato che è stato necessario «aggiornare tutto manualmente». Per far fronte all'onere amministrativo, ha richiesto «cinque o sei unità lavorative supplementari». Tuttavia, il Comune ha rifiutato l'aumento di personale, «nonostante il sindaco Nicolas Féraud fosse a conoscenza dei problemi». Christophe Balet ha aggiunto che a un certo punto «non ha più osato chiedere», poiché il reparto sicurezza era considerato sufficientemente attrezzato.
Da quanto descritto, non solo il Constellation, ma anche altri bar, alberghi e ristoranti sarebbero stati controllati in modo inadeguato o non controllati affatto, come pure diverse scuole a Crans-Montana. Il Tages-Anzeiger scrive di un elenco di edifici che non sono mai stati sottoposti a controlli nel quale figurano l'Ecole de Corin, l'Ecole Montana-Village e il Centre scolaire intercomunale. «Un ostello della gioventù è stato controllato l'ultima volta nel 2018».
Le prime conseguenze sono nel frattempo arrivate: un hotel è stato chiuso per mancato rispetto delle misure di sicurezza antincendio. Inoltre, il Comune ha ridotto la capienza degli edifici pubblici, comprese palestre e sale riunioni. La notizia è stata confermata al Tages-Anzeiger da Bruno Huggler, direttore di Crans-Montana Turismo.
