La tragedia

«Il responsabile della sicurezza di Crans-Montana non aveva un brevetto antincendio»

Durante l'interrogatorio, l'uomo ha riferito alla Procura vallesana che la mancanza di controlli nel bar Le Constellation sarebbe legata a un problema informatico che non ha aggiornato i registri di ispezione
©VALENTIN FLAURAUD
Red. Online
06.02.2026 16:35

È stato interrogato quest'oggi a Sion (VS), il responsabile del servizio di pubblica sicurezza di Crans-Montana, Christophe Balet, finito nel registro degli indagati (è il quarto) la scorsa settimana. La Procura vallesana, riferisce RaiNews, ha sequestrato solo oggi il suo cellulare. Il sequestro - si legge - si è reso necessario per l'esame dei dati e dei file contenuti nello smartphone.

L'uomo, che ricopre la carica nella località turistica vallesana dal maggio 2024, in passato ha svolto pure la funzione di capo dei pompieri in alcune località del Vallese, ma è risultato sprovvisto del brevetto antincendio perché - ha ammesso lui stesso - non ha superato l'esame al termine dell'apposito corso di formazione. Al momento, tuttavia, non è chiaro se la certificazione mancante sia effettivamente necessaria per la posizione di responsabile della sicurezza. 

L'interrogatorio è stato incentrato sulla mancanza di controlli delle norme antincendio al Le Constellation, andato in fiamme la notte di Capodanno, nel 2024 e nel 2025. Pochi giorni dopo il devastante incendio, il Comune di Crans-Montana ha ammesso che dal 2019 non erano più stati effettuati controlli.

Secondo Balet, il buco nei controlli di sicurezza al Constellation sarebbe stato causato da problemi di aggiornamento del sistema informatico che gestisce la procedura. La sostituzione del software avrebbe ritardato gli adeguamenti dei file sulle ispezioni.

Jacques Moretti: «Penso ogni istante alle vittime»

Jacques Moretti era presente oggi a Sion all'interrogatorio di Balet. «Non passa un istante senza che pensiamo alle vittime», ha detto, accompagnato dal suo avvocato, entrando nel campus universitario dove si svolgono le audizioni. Si è sottratto a tutte le domande dei giornalisti, che lo hanno circondato, e si è limitato al commento sulle vittime: «Ogni istante, Dio sa quanto».

Ieri

È iniziata alle 8.30 di ieri mattina l'udienza a Jean-Marc Gabrielli, sentito dagli inquirenti del Canton Vallese in merito all'incendio di Capodanno nel Constellation di Crans-Montana. Gabrielli, lo ricordiamo, era fidanzato con Cyane – la cameriera bionda con il casco, deceduta nel rogo – e si trovava nel bar al momenti dei fatti, dove si era recato dopo il suo turno al Vieux Chalet di Lens – altro locale dei Moretti, da lui gestito – per passare la serata di festa. Per quasi dodici ore, Gabrielli – che Jacques Moretti ha descritto «come un figlio» – ha risposto alle domande dei procuratori pubblici (in mattinata) e dei vari avvocati presenti, fino alle 20.00.

L'uomo ha raccontato quello che è successo la notte della tragedia, e ha spiegato di avere tentato di aiutare le persone a uscire dal local. Jessica Moretti – hanno riferito alcuni partecipanti all'audizione a BFMTV – ha pianto quando Gabrielli ha parlato dell'«ora trascorsa a cercare di rianimare Cyane, insieme a Jacques». Lui e la ragazza si conoscevano da tempo, ma erano diventati una coppia da circa un mese. «Cyane era molto legata ai Moretti, aveva trascorso con loro anche il Natale e si rivolgeva a lei chiamandola "zia Jessica"», avrebbe aggiunto.

E, in udienza, Jean-Marc Gabrielli avrebbe anche confermato la versione del proprietario del Constellation su una delle uscite al piano terra chiusa dall’interno: un cameriere del Vieux Chalet, arrivano poco dopo l'1.00 a portare del ghiaccio, avrebbe chiuso il lucchetto posto in cima alla porta. Avrebbe detto ai colleghi di sentirsi in parte responsabile e sarebbe tornato in Francia, dove vive.

Gabrielli, al Constellation, «dava una mano di tanto in tanto ai Moretti, eseguendo piccoli lavori». Ha ammesso di non avere alcuna formazione specifica in materia di sicurezza antincendio.

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