La testimonianza

«I proiettili sono passati accanto a mia moglie»: gli spari anche all'area di sosta dei nomadi

Ad Aarau il killer ha sparato in due punti: alla pista dei cavalli e, pochi minuti dopo, vicino all'accampamento dei nomadi accanto al Rennbahn – Nessuno, nel campo, ha voluto parlare
©MICHAEL BUHOLZER
Red. Online
31.08.2026 16:29

La sparatoria di Aarau non si è consumata in un solo punto. Pochi minuti dopo i colpi esplosi al rave sulla pista dei cavalli dello Schachen, altri spari sono stati sentiti nel quartiere, nei pressi dell'area di sosta dei nomadi che si trova a poca distanza dall'ippodromo. Secondo l'emittente regionale Tele M1, l'autore – o gli autori – avrebbe sparato durante la fuga.

La ricostruzione della polizia conferma i due scenari: i bossoli sono stati trovati sia davanti al luogo del rave sia presso l'area di sosta, e sull'area. Di qui l'ipotesi della presenza di due scene del crimine.

«Le raffiche si avvicinavano sempre di più»

Uno dei nomadi presenti ha raccontato quei minuti all'Aargauer Zeitung: «Gli spari si avvicinavano sempre di più. Erano raffiche di pistole mitragliatrici. Quando siamo usciti tutti, dei proiettili sono perfino passati accanto a mia moglie».

Il gruppo è salito immediatamente in auto. «Mio nipote è stato il primo a uscire», ha proseguito l'uomo. Davanti a sé, il ragazzo si è trovato una vettura con i fari abbaglianti accesi. «Poi ha visto un uomo scendere e puntargli una pistola. Ha accelerato, ma un colpo è entrato nell'auto». Nessuno, per fortuna, è stato ferito. Il veicolo è stato colpito da un proiettile.

Un 43.enne svizzero in manette

Sul fronte delle indagini la svolta è arrivata nella notte fra domenica e lunedì: all'una la polizia cantonale argoviese ha arrestato un cittadino svizzero di 43 anni, che ritiene essere l'autore della sparatoria. Gli investigatori partono dall'ipotesi di un attentatore solitario e hanno annunciato che forniranno ulteriori informazioni soltanto mercoledì. Restano quindi aperte le domande decisive: chi è l'uomo, quale il movente, dove e come è stato individuato.

Sulle armi, invece, la polizia ha già dato indicazioni precise: sono stati repertati bossoli di calibro 9 millimetri, compatibili con una pistola o forse con una pistola mitragliatrice, e una dozzina di bossoli di un fucile calibro 5,45x39, probabilmente un'arma d'assalto della famiglia AK-74.

L'area si svuota

Lunedì mattina, nell'area di sosta, era il momento delle partenze. Una collaboratrice della polizia comunale passava a incassare le tasse di stazionamento, mentre i SUV con targhe vallesane, friburghesi e lucernesi erano pronti a muoversi e le casse venivano caricate nelle roulotte. Alcuni sarebbero comunque ripartiti quel giorno. Altri lo hanno fatto perché il loro spiazzo era diventato una scena del crimine.

Nessuno voleva parlare, e tutti parlavano svizzero-tedesco. Un uomo ha sentenziato: «Questa è proprietà privata, andate via». È stata la collaboratrice della polizia comunale a chiarire l'equivoco: il terreno appartiene al Cantone, quindi è suolo pubblico. Altri si sono mostrati più cordiali, ma con la stessa voglia di andarsene il prima possibile.

Una frase, per contro, è rimasta impressa ai giornalisti presenti. Un uomo, rivolgendosi a una donna, ha detto: «Quando si tratta delle richieste dei nomadi, per esempio del fatto che mancano le aree di sosta, non parla nessuno con noi».

Il capitolo più delicato

C'è infine un elemento che i media italiani hanno messo in circolazione e che l'Aargauer Zeitung riprende: la giovane uccisa nel padiglione dell'ippodromo apparterrebbe a sua volta a una famiglia rom. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe avere un peso nella ricostruzione del movente ma che, al momento, resta appunto solo un'indiscrezione di stampa, non confermata dalle autorità.

Sulle ipotesi, domenica la polizia cantonale ne aveva indicate tre, ritenute allora ugualmente probabili: attentato terroristico, strage, regolamento di conti fra criminali. Con l'arresto del 43.enne il quadro potrebbe chiarirsi, ma non prima di mercoledì.

Il bilancio

Nella sparatoria è morta una cittadina italiana di 22 anni residente in Svizzera, deceduta sul posto. Cinque persone, quattro uomini e una donna, di età compresa fra i 24 e i 31 anni, sono invece state portate in ospedale con ferite da leggere a gravi; nessuna è in pericolo di morte. Quando i colpi sono stati esplosi il rave era già finito e sull'area si trovavano ancora circa cento persone.

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