Il Cervino perde il suo ghiaccio: «Troppo pericoloso salire»

Il ghiaccio alpino è sempre più scarso, con un ritmo di scioglimento alquanto impressionante. Con un altezza di 4.478 metri, il Cervino presenta da qualche mese un elevato rischio di caduta massi e ghiaioni – legata proprio all’assenza di neve e ghiaccio, necessari per la stabilità delle rocce. Uno scenario problematico, che sta mettendo a dura prova le ascensioni in alta quota in una delle mete più ambite dagli alpinisti. Il tutto in un periodo considerato di alta stagione per questo genere di sport. E se normalmente la stagione più intensa per gli alpinisti si concentra, di fatto, tra luglio e settembre per via dello scarso (ma comunque presente) innevamento, quest’anno la situazione si presenta ben diversa. Di neve non ce n’è praticamente traccia, e le temperature sono ben oltre gli zero gradi.
Uno scenario particolarmente preoccupante, convalidato anche dalla guardiana del rifugio Hörnli – situato ai piedi della montagna. Diverse cordate hanno, come detto, dovuto fare i conti con lo sgretolamento delle pareti rocciose, nella maggior parte dei casi con conseguenze fortunatamente limitate. Solo in un singolo caso una guida alpina è stata colpita da alcune pietre e successivamente evacuata in elicottero.
Resta ora da chiarire se la morte di due alpinisti avvenuta domenica 12 luglio - precipitati proprio sul Cervino mentre attraversavano la cresta dell'Hörnli a un'altitudine di circa 4.030 metri - sia collegata proprio a questi eventi. Stando alla Polizia cantonale vallesana, le vittime non sono state ancora formalmente identificate e la Procura ha aperto un'indagine.
Sempre meno escursioni
Incidenti e pericoli che, stando alla NZZ, hanno portato l’Associazione svizzera delle guide alpine (SBV-ASGM) a intervenire. Ai microfoni della SRF, la presidente dell’Associazione Rita Christen ha confermato a sua volta che lo scioglimento è già in fase avanzata. «Questo rende molte escursioni in alta quota più rischiose e tecnicamente impegnative«. Motivo per cui, molte guide alpine di Zermatt stanno vivamente sconsigliando le salite sul Cervino, decidendo di propria volontà di rinunciare all’accompagnamento di nuovi escursionisti, concentrandosi unicamente su clienti già ben conosciuti ed esperti.
Il problema, tuttavia, non va ricondotto unicamente all’instabilità della montagna: lo specialista di soccorso di Air Zermatt Robert Andenmatten ha voluto precisare alla SRF che a destare particolare preoccupazione e a creare i maggiori problemi c’è il comportamento di molti alpinisti inesperti, attirati sulla montagna anche da post Instagram visti su pagine di scalatori esperti. Affermazioni riportate sempre alla NZZ anche dalla responsabile del rifugio menzionato in precedenza: quelli meno esperti spesso procedono con una corda troppo lunga per le loro capacità, con l’elevata probabilità che questa smuova i massi che poi vanno a colpire chi li segue, con il grosso rischio di incidenti mortali.
Non solo il Cervino
Ma i cambiamenti climatici, inutile dirlo, non interessano solo il Cervino, bensì l’intero arco alpino. Il Walliser Bote ha infatti pubblicato una fotografia che mostra lo sconvolgente scioglimento della parete di ghiaccio nord-est della Lenzspitze (alta 4.293 metri), situata sul Massiccio del Mischabel tra la Valle di Zermatt e quella di Saas-Fee (Vallese). Le sue condizioni attuali sono infatti state definite senza precedenti, con segnalazioni di sgretolamento delle rocce già nel periodo primaverile. E il suol futuro è ora a rischio.
Sempre in Vallese, il 7 luglio un alpinista ceco di 34 anni aveva perso la vita sulla parete nord del Lyskamm, a circa 4.300 metri di quota. Secondo la Polizia cantonale, l'uomo era stato travolto proprio da una caduta di massi.
Anche sul Biancograt del Piz Bernina, uno dei più celebri itinerari d'alta quota delle Alpi, le condizioni stanno peggiorando. Le guide alpine di Pontresina continuano comunque a proporre le escursioni, ma invitano alla massima prudenza a causa dell'aumento delle zone di ghiaccio vivo.
La situazione è leggermente migliore nell'Oberland bernese, dove l'inverno è stato più nevoso. Tuttavia, spiega sempre al quotidiano zurighese la guida alpina Hansruedi Gertsch di Grindelwald, le condizioni vengono rivalutate di settimana in settimana perché il ghiaccio vivo è in costante aumento e le ascensioni d'alta quota diventeranno sempre più impegnative.
Un’estate difficile
Per Rita Christen sarà quindi un'estate difficile. A preoccupare è soprattutto la rapidità con cui il cambiamento climatico sta modificando ghiacciai e pareti alpine, con vie di ghiaccio che stanno progressivamente scomparendo. Per questo l'associazione ha aggiornato la formazione delle guide, introducendo moduli dedicati ai rischi legati al cambiamento climatico e rafforzando gli insegnamenti di geologia e glaciologia per affrontare fenomeni come lo scioglimento del permafrost e l'instabilità delle rocce. Secondo Christen la professione sta cambiando. La stagione dello sci-alpinismo e dell'arrampicata su ghiaccio si è accorciata e molte ascensioni devono essere anticipate all'inizio dell'estate, quando il rischio di caduta massi è ancora più contenuto.
La presidente si dice, infine, contraria alla chiusura preventiva degli itinerari, ricordando che in Svizzera prevale il principio della responsabilità individuale, adottato con successo anche nelle situazioni più difficili.
