Il «coltellino svizzero di Neanderthal» sul Monte Generoso

La Svizzera va forte con la robotica circolare: dagli scampi ai robot
Presso il CREATE Lab (Computational Robot Design & Fabrication Lab) della Facoltà di Ingegneria dell'EPFL (Scuola Politecnica Federale di Losanna), sotto la direzione di Josie Hughes, sono stati creati dei robot bio-ibridi innovativi, integrando componenti biologici reali con materiali sintetici. È un esempio concreto di come l'ingegneria sia in grado di guardare alla natura non solo per l'ispirazione estetica, ma anche per la gestione intelligente delle risorse, portando così avanti il concetto di «vita circolare« nella robotica.
Il team di esperti ha utilizzato gli esoscheletri degli scampi, materiale solitamente di scarto dell’industria alimentare ma particolarmente utile per i ricercatori poiché composto da chitina, un polimero naturale incredibilmente resistente e leggero. Inoltre, grazie al lavoro svolto nei millenni dalla natura, l'esoscheletro originale dello scampo permette ai ricercatori di sfruttare delle giunzioni già ottimizzate per il movimento, ridurre i costi di produzione e ottenere una rigidezza strutturale altrimenti complicata da raggiungere in economia.
Infine, un aspetto centrale è il ciclo di vita del robot: se bio-ibrido, una volta terminata la sua funzione, i componenti organici si decompongono naturalmente.
Il «coltellino svizzero di Neanderthal» sul Monte Generoso
Della storia del «coltellino svizzero di Neanderthal» sul Monte Generoso si è parlato parecchio all’inizio del 2026, in seguito ad uno studio condotto da ricercatori delle Università di Milano e di Ferrara. I protagonisti di questa vicenda hanno rianalizzato alcuni reperti provenienti dalla Grotta dell’Orso, insenatura situata a circa 1.450 metri sul versante italiano del Monte Generoso.
Dallo studio dei 16 utensili raccolti (e databili a circa 50.000-40.000 anni fa), è emerso come tutti fossero progettati per essere leggeri e versatili, proprio come il moderno coltellino svizzero. Le utilità erano varie: lavorare legno o pelli, macellare prede, oltre alla possibilità di essere riaffilati e riutilizzati. Le pietre di cui sono composti, inoltre, non provengono dalla stessa altitudine, ma da aree più basse, a testimonianza di come i Neanderthal pianificassero i propri spostamenti portando con sé gli attrezzi più adatti, sfatando - almeno in parte - l’immagine di umanoidi «primitivi» e poco intelligenti.
Porti fermi contro le guerre
Il 6 febbraio 2026 c’è stata una mobilitazione coordinata dei lavoratori portuali per protestare contro l'economia di guerra e il transito di armi, con lo slogan «I portuali non lavorano per la guerra» (Dockers don't work for war). Diversi gli scali coinvolti (oltre 20), tra il Mediterraneo e il Nord Europa. Non è stata casuale la scelta della data, che è stato anche il primo giorno delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, con l’intento di dare massima visibilità internazionale alla protesta, contrastando la «vetrina» dei Giochi con il tema del pacifismo e della crisi sociale legata ai conflitti.
Gli obiettivi della protesta sono diversi: impedire, in primis, il carico e lo scarico di materiale bellico destinato ai conflitti in corso; opporsi all’uso di infrastrutture civili per scopi militari e al piano di riarmo dell’Ue; e denunciare come le risorse pubbliche vengano spostate dal welfare e dai salari verso l'industria della difesa.
