Il negozio in cui Jacques Moretti acquistava le candele pirotecniche ha sospeso le ordinazioni

Gli specialisti dell'Istituto di medicina legale di Zurigo sono entrati al Constellation di Crans-Montana alle 6.50 del 1. gennaio. Si sono ritrovati davanti a una scena orribile, compresi i corpi senza vita di alcuni giovani. Nell'analizzare la scena del crimine, hanno trovato prima 17 e poi altre 8 candele pirotecniche utilizzate sparse per il locale. In un «ripostiglio» situato sul retro della sala del seminterrato – teatro della tragedia –, c'erano altre 100 fontane pirotecniche ancora sigillate.
Parliamo delle candele pirotecniche, indicate sin dai primi momenti – anche grazie a testimonianze e video – come le «responsabili» dell'incendio partito nel locale la notte di Capodanno. La stessa procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud, nella conferenza stampa del 2 gennaio (la seconda dall'evento), aveva confermato: «Tutto lascia pensare che il fuoco sia partito dalle candele pirotecniche poste sulle bottiglie di champagne», verosimilmente «troppo vicine al soffitto» e, quindi, alla schiuma fonoassorbente installata da Jacques Moretti durante i lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2015.
Jacques Moretti, in quanto proprietario, ha spiegato che acquistava le candele nel negozio Prodega, a Conthey. Da noi contattato, l'ufficio stampa di Transgourmet/Prodega Svizzera ha risposto che «a seguito delle indagini attualmente in corso sul caso Crans-Montana e per rispetto nei confronti delle vittime e dei loro familiari, non rilasciano nessuna dichiarazione pubblica». Abbiamo notato che sul sito di Prodega, alla voce «Giocattoli/Decorazione/Fuochi d'artificio», non sono presenti candele pirotecniche. «A titolo precauzionale, abbiamo sospeso tutte le ordinazioni di candele scintillanti presso il fornitore», ci viene spiegato.
Jessica
La prima volta che è stata sentita, nella mattina del 1. gennaio – non ancora come indagata, quindi –, Jessica Moretti ha raccontato che all'1.15 lei, Cyane (la cameriera bionda con il casco, ndr.) e altri 3 camerieri – che indossavano «maschere di carnevale» – hanno servito due tavoli: il primo aveva ordinato 3 bottiglie di champagne e 2 di vodka, il secondo 7 bottiglie di champagne e 1 di vodka. Ha parlato di una pratica comune, «che facciamo da 10 anni»: ogni volta che viene servita una bottiglia in sala, viene aggiunta una candela pirotecnica che ha una durata di «20 secondi». Solo il personale se ne occupa, ha precisato la proprietaria. La candela viene fissata alla bottiglia con un elastico, viene accesa e portata al tavolo. Moretti ha aggiunto che «spesso la candela si spegne prima ancora di arrivare al tavolo dal cliente». Poi viene recuperata dal personale e inserita in un bicchiere d'acqua, ha spiegato agli inquirenti.
Quando le è stata mostrata la sua foto, Jessica Moretti ha spiegato che Cyane ha indossato il casco fornito dal (noto) fornitore di champagne. «Li indossiamo di tanto in tanto quando serviamo lo champagne», ha aggiunto, precisando che a Capodanno i camerieri erano ansiosi di indossarli («ils étaint motivés»). Una pratica mai impedita ma neppure imposta al personale. Cyane, poco prima dell'incendio, era sulle spalle di qualcuno (con due bottiglie in mano). Secondo la proprietaria del Constellation, «non era la prima volta, ma non era una cosa che faceva sistematicamente». E, quella sera, «il personale voleva creare ambiente» (da qui il casco e le maschere).
Jacques
È stato Jacques Moretti (che al momento dell'incendio non si trovava nel locale), anche lui sentito il 1. gennaio, a chiarire che le candele pirotecniche – chiamate comunemente nel Constellation «sparkler» – vengono acquistate da Prodega a Conthey. Sono vendute in confezioni da 5 o 10 e sono accessibili solo al personale (tenute in alto, dietro al bancone del bar). La durata indicata dall'altro proprietario del bar, e marito di Jessica, è di 30-40 secondi. E, dal canto suo, ha parlato di una pratica utilizzata nel caso di compleanni o di eventi speciali. In merito al casco, ha spiegato che il personale indossa «l'accessorio legato al marketing» del fornitore quando vengono ordinate bottiglie di champagne. Commentando la foto di Cyane, Moretti ha spiegato che normalmente il personale non sale sulle spalle di qualcuno perché «sarebbe troppo pericoloso», ma che capita, raramente.
«L'intrusa»
Tra le persone sentite il 1. gennaio, c'è anche una 30.enne che si trovava nel Constellation al momento dell'incendio. Una persona che si vede nelle immagini circolate sui social dopo la tragedia: accanto a Cyane e ad altri camerieri, indossava una maschera di carnevale bianca. La donna – era già emerso – non lavora nel bar. Era entrata nel locale proprio per salutare l'amica Cyane e augurarle buon anno. Hanno parlato per un po' all'entrata, ha raccontato, fino all'arrivo di Jessica «in panico perché c'erano 16 bottiglie da servire». A quel punto la proprietaria ha chiesto alla 30.enne – che in passato aveva lavorato al Constellation – di aiutarle. Quindi ha raccontato di essere scesa con loro e di avere preso due bottiglie (alle quali erano state attaccate le candele, poi accese), di avere indossato la maschera bianca su richiesta di Jessica Moretti e di avere seguito gli altri camerieri. «L'ho fatto solo per Cyane, non per Jessica», ha voluto precisare. È stato il ragazzo della 30.enne ad accorgersi delle fiamme e a condurla al piano superiore, per scappare dall'uscita principale. La 30.enne ha infine spiegato di avere riportato ustioni di secondo grado alla mano sinistra e di avere rimediato ematomi nella calca.
