La tragedia

Il sindaco e l’ex addetto alla sicurezza di Crans-Montana sospettati di collusione

L'ex municipale Kevin Barras ha dichiarato durante l'interrogatorio di aver incontrato Nicolas Féraud «due volte negli ultimi giorni»
©CYRIL ZINGARO
Red. Online
15.04.2026 15:15

Dopo le critiche per l’interrogatorio «poco convincente» reso lunedì dal sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ora si sospetta che il capo del Municipio possa essersi accordato segretamente con un altro imputato su cosa dire durante le udienze.

Stando alla RTS, Kevin Barras, ex municipale ed ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana, avrebbe incontrato Féraud prima del suo interrogatorio odierno. Barras, nello specifico, ha dichiarato di aver incontrato il sindaco «due volte negli ultimi giorni, di cui una volta martedì (ieri)», proprio nell'appartamento di Féraud.

Secondo Barras, si trattava semplicemente di «visite di cortesia e di sostegno». Tuttavia la sua dichiarazione non ha convinto molti dei presenti in aula. Stando ad aclune fonti citate dalla RTS, diversi avvocati della parte civile ora sospettano una collusione tra gli imputati e una volontà di presentare versioni coerenti di fronte all'accusa. Barras è stato responsabile della sicurezza pubblica di Crans-Montana dal 2021 al 2024 e l'interrogatorio odierno mira a far luce sulle mancate ispezioni antincendio nel bar «Le Constellation», devastato dalle fiamme la notte di Capodanno. L'ultimo controllo nel locale è avvenuto nel 2019. Durante il suo mandato come municipale, Barras avrebbe avuto la responsabilità politica delle ispezioni. Pure lui, come il sindaco, è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.

«Non sapevo dei problemi nei controlli»

Nicolas Féraud, invece, interrogato ieri per la prima volta dalla Procura vallesana in relazione alla tragedia di Capodanno, pur dimostrandosi molto collaborativo e rispondendo alle domande che gli sono state rivolte non ha convinto del tutto i presenti. Il sindaco è stato ascoltato per 11 ore e il suo avvocato, Christian Delaloye, ha dichiarato: «Quest'interrogatorio di quasi 11 ore è stato una prova piuttosto penosa per il mio assistito. È molto stanco. Ma il mio cliente è sollevato per aver potuto spiegarsi e correggere alcune informazioni false apparse negli ultimi tempi». Féraud, dal canto suo, durante l'audizione ha cercato di smarcarsi dalle responsabilità sui mancati controlli: «Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali, a causa della carenza di personale. Nessuno me l'aveva detto prima della tragedia», ha dichiarato.

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