«Il Ticino avrà una persona in meno in uno dei ruoli-chiave a livello federale»

Entrato in carica a inizio ottobre, il vicecancelliere e portavoce del Consiglio federale Andrea Arcidiacono ha deciso di rimettere il mandato per fine marzo. Il Governo ha preso nota delle dimissioni del ticinese giustificate con motivi di carattere privato. «Si è trattato di una decisione non facile, direi piuttosto sofferta», ha affermato davanti ai media il ticinese leggendo una breve dichiarazione nelle tre lingue nazionali, sottolineando anche che non avrebbe risposto a domande dei giornalisti. «Siamo sorpresi» ha detto il consigliere federale Guy Parmelin, ringraziando il ticinese per quanto fatto in questi mesi. Arcidiacono ha precisato di aver svolto il suo lavoro con impegno e di volerlo fare fino alla fine di marzo. Si tratta di una funzione appassionante, piena di opportunità e sfide, ha spiegato, ma alla fine «motivi di carattere privato mi hanno spinto a prendere questa decisione». Una decisione alla quale potrebbero aver contribuito motivi legati alla gravosità del compito. Il diretto interessato ha infatti negato problemi di salute.
Tutti spiazzati
Ad ogni modo, l’improvvisa notizia delle dimissioni di Arcidiacono non ha lasciato indifferenti gli ambienti di Palazzo federale. Le Temps, non a caso, parla di «imbarazzo». «Lasciare un incarico così prestigioso, che dà accesso alle riunioni settimanali del Consiglio federale, non è né banale né usuale», ricorda il foglio romando. Più duro il commento del Tages Anzeiger, che osserva come il «simpatico» e «gentile» portavoce «era dalla parte sbagliata», in un «campionato non adatto a lui». A giusta ragione viene però ricordato che il lavoro del vicecancelliere è uno dei più difficili del sistema politico svizzero. «Il lato pubblico, ovvero la conduzione delle conferenze stampa in qualità di portavoce, costituisce solo una piccola parte del compito». Deve infatti redigere i verbali delle sedute settimanali del Governo e tenere costantemente sotto controllo la comunicazione dello stesso Esecutivo, anche in caso di crisi. Il tutto senza mai uscire dai binari dell’equilibrio.
E il processo di selezione?
Le dimissioni di Arcidiacono hanno spiazzato anche la Deputazione ticinese a Berna, che aveva programmato un incontro con il vice cancelliere fra qualche mese. «Chiaramente per il nostro cantone si tratta di una perdita», spiega la presidente Greta Gysin. «Il Ticino avrà una persona in meno in uno dei ruoli-chiave a livello federale». Per la deputata dei Verdi, bisogna però porsi alcune domande. «Qualcosa non ha funzionato per il verso giusto, specie nel processo di selezione. I candidati a un ruolo così importante fanno colloqui, ci sono degli assessment, delle valutazioni». Insomma: possibile che nessuno abbia intravisto qualche criticità?
I prossimi passi
A questo punto, la procedura prevede che l’interim di Arcidiacono – da inizio aprile – venga assunto da Ursula Eggenberger, attuale responsabile della comunicazione della Cancelleria federale, mentre il cancelliere della Confederazione Viktor Rossi istituirà una commissione di selezione per rioccupare il posto vacante.



