«La procuratrice Pilloud perseguirà anche il canton Vallese?»

Il motivo per cui il Constellation non è stato ispezionato fra il 2020 e il 2025 è chiaro, se non chiarissimo. Almeno, stando all'attuale responsabile della sicurezza in seno al comune di Crans-Montana, secondo cui la colpa va ricercata nel cambio del sistema informatico. Il Vallese, inteso come cantone, nel frattempo ha preso posizione. Specificando che la responsabilità, al riguardo, era ed è dei comuni. Eppure, a detta dell'ex incaricato cantonale della protezione dei dati e della trasparenza, l'avvocato Sébastien Fanti, le autorità cantonali sono altrettanto responsabili. «Non so perché il Cantone non abbia fatto nulla» ha detto Fanti al Blick. «Il mio rapporto era stato presentato al Parlamento».
I fatti, oggi, gli danno ragione. Dopo il rinnovo di un importante software, i dati sono andati persi e i controlli sono stati trascurati. All'origine di questo caos c'è un informatico che gestiva il vecchio sistema quasi in solitaria. Secondo le rivelazioni della SonntagsZeitung, l'uomo, in preda a un grave disagio psicologico, avrebbe iniziato a ricattare le autorità, minacciando di pubblicare dati sensibili sul darkweb. È stato arrestato nel 2023 e internato in un ospedale psichiatrico. Il software è stato successivamente disattivato senza che le autorità avessero più accesso ai dati. La conseguenza? Intere scuole non sono state controllate per anni, così come diversi esercizi pubblici a Crans-Montana.
Il canton Vallese, dunque, avrebbe potuto – e forse dovuto – intervenire nei controlli di sicurezza antincendio trascurati. Fanti aveva già indagato sui problemi informatici nel 2022, mettendo in guardia con insistenza: «Segnalai che il Canton Vallese aveva problemi con il software utilizzato per la sicurezza antincendio di alcuni comuni. Ma il Cantone non fece nulla». L'attuale inchiesta potrebbe avere pesanti ripercussioni per il Cantone. Secondo Fanti, «le autorità potrebbero essere ritenute coresponsabili del caos, poiché hanno affidato i dati a terzi senza assicurarsi dell'esistenza di una copia di backup e senza effettuare i controlli imposti dalla legge sui subappaltatori. A ciò si aggiunge il fatto che si tratta di dati sensibili».
L'attuale capo della sicurezza del Canton Vallese è Stéphane Ganzer, eletto a marzo 2025. Al momento della débâcle informatica non faceva ancora parte del governo. Il suo predecessore è Frédéric Favre. Favre non si è ancora espresso sulle nuove rivelazioni; attualmente ricopre la carica di amministratore delegato dell'associazione Giochi Olimpici e Paralimpici Svizzera 2038. Fanti, per contro, si è dimesso con clamore dal suo incarico di garante nel 2022 e oggi lavora come avvocato, rappresentando i parenti delle vittime dell'incendio: «Le famiglie chiedono che questa vicenda sia trattata in modo chiaro e rigoroso: è il minimo che si possa fare per le vittime di Crans-Montana». I problemi del software di controllo cantonale per i pompieri, denominato VS-Fire, erano noti. L'informatico avrebbe preteso 100 mila franchi minacciando la fuga di dati sul darknet. All'inizio del 2023 l'uomo è stato posto in custodia cautelare, per poi essere prosciolto per incapacità di intendere e volere e internato.
A Crans-Montana, dicevamo, gli effetti di questo caos informatico-amministrativo si sono fatti sentire. Per anni sono mancati i sopralluoghi presso la scuola di Corin, la scuola Montana-Village e il Centro scolastico intercomunale. Secondo l'avvocato Fanti, questo è solo l'inizio: «Difficile sostenere che il Cantone non fosse a conoscenza delle lacune. Non ne uscirà indenne». Resta un dubbio sulla volontà politica di andare fino in fondo: «Mi chiedo se la procuratrice Béatrice Pilloud oserà perseguire le persone responsabili all'interno delle autorità cantonali per questa debacle informatica».
