I cellulari dei Moretti, le autopsie mancate, i problemi informatici: l'incredibile catena di errori e negligenze a Crans-Montana

Sono passate più di cinque settimane dal tragico incendio del Constellation a Crans-Montana, costato la vita a 41 persone. Nei giorni successivi al dramma, i media avevano documentato le prime falle a livello di indagini. Da allora, scrive il Blick, sono emersi altri errori commessi dalle autorità. Un esempio? L'attuale responsabile della sicurezza, come emerso questo fine settimana, ha dichiarato che la mancanza di controlli è stata causata dalla carenza di personale e da problemi di aggiornamento del sistema informatico utilizzato per gestire le ispezioni del comune. «La modifica del software ha ritardato l’aggiornamento dei fascicoli di ispezione». Nello specifico, lo stesso sistema sarebbe stato gestito, per anni, da un'azienda esterna con sede a Sion che aveva un solo dipendente. Ma la collaborazione si è rivelata un disastro. Da un lato, l'informatico avrebbe chiesto somme sempre più elevate, dall'altro avrebbe sviluppato gravi problemi psichici. E così, il responsabile della sicurezza di Crans-Montana non ha avuto accesso a dati essenziali, come ha dichiarato venerdì durante il suo interrogatorio. Quali altri errori sono stati commessi? Proviamo a fare chiarezza, sempre attraverso le ricostruzioni del Blick e degli altri media elvetici.
I Moretti hanno potuto tenere i propri cellulari
Immediatamente dopo il dramma, i gestori del Constellation, Jacques e Jessica Moretti, avrebbero eliminato dai propri social network immagini potenzialmente compromettenti. Tuttavia, la cancellazione di prove potenzialmente decisive non ha spinto il Ministero pubblico a mettere in sicurezza tempestivamente altre tracce digitali. Secondo un articolo della NZZ am Sonntag, i telefoni cellulari dei Moretti sono stati sequestrati solo otto giorni dopo l'incendio, con tutte le conseguenze del caso. Anche il fatto che i due ispettori incaricati della sicurezza antincendio siano stati interrogati solo un mese dopo la tragedia solleva seri interrogativi.
Il caos a livello di autopsie
Per due settimane, il Ministero pubblico vallesano ha rinunciato a eseguire l'autopsia sulla maggior parte delle vittime. Molte famiglie non ci speravano più. Poi, improvvisamente, un cambio di rotta ha profondamente irritato i parenti. Ad esempio, la salma di Trystan Pidoux, originario di Pully, era già esposta nella cappella di Saint-Roch a Losanna quando le autorità hanno finalmente deciso di procedere con l'autopsia. In precedenza, la Procura di Roma, che pure indaga sull'incendio del Constellation, aveva esercitato pressioni per diversi giorni presentando richieste di autopsia, inizialmente respinte dalla Procura del Vallese. Alla fine, le autorità italiane hanno ordinato autonomamente le autopsie per i propri cittadini, portando alla riesumazione di almeno una vittima. La Procura vallesana si è vista quindi costretta a esaminare anche le altre vittime, scatenando l'indignazione dei familiari.
Squadra antincendio completamente sopraffatta
Le dichiarazioni rilasciate venerdì dal responsabile della protezione antincendio in carica a Crans-Montana sono emblematiche: quest'ultimo aveva chiesto al comune di potenziare l'organico di cinque o sei persone a causa del disordine informatico. Tuttavia, non è stata presa alcuna misura. Diverse scuole, un ostello della gioventù e il bar Constellation non venivano controllati da anni. Peggio ancora: secondo la SonntagsZeitung, decine di hotel e ristoranti non sarebbero mai stati ispezionati.
Registrazioni video scomparse per sempre
Anche la rivelazione riguardante le riprese delle telecamere di sorveglianza situate nei dintorni del bar durante la notte di Capodanno suscita dubbi: sono state salvate solo sei ore di filmati. Il resto è stato definitivamente cancellato. È quanto emerge dalle ricerche della NZZ. Le immagini registrate tra la mezzanotte e le 6 del mattino del primo dell'anno sono state conservate; ma cosa ne è stato delle registrazioni precedenti o successive? Sono state eliminate, appunto.
Famiglie delle vittime in attesa dei fondi per settimane
I familiari delle vittime hanno dovuto attendere più di un mese prima di ricevere l'aiuto d'urgenza di 10 mila franchi. Il Cantone ha giustificato il ritardo invocando la necessità di procedere a «verifiche amministrative».
