«La violenza domestica e sessuale è inaccettabile, combatterla è una priorità»

Un bilancio sulla roadmap contro la violenza domestica e sessuale. È l'obiettivo della riunione odierna tra i rappresentanti del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), del Dipartimento federale dell’interno (DFI), della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), che hanno pure definito il seguito dei lavori.
Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno convocato una conferenza stampa. Presenti il consigliere federale Beat Jans, a capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP); il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi in qualità di membro della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP); Mathias Reynard, presidente del Consiglio di Stato vallesano e della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS); Vassilis Venizelos, consigliere di Stato vodese, presidente dell'associazione Electronic Monitoring; Susanne Kuster, direttrice supplente dell’Ufficio federale di giustizia (UFG); Gian Beeli, co-direttrice dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU).
«Oggi lanciamo un messaggio chiaro: la violenza domestica e sessuale è inaccettabile. Faremo di tutto per potenziare la prevenzione, proteggere meglio le vittime e punire i colpevoli. Combattere la violenza domestica, sessuale e di genere resterà una priorità per il mio Dipartimento», ha dichiarato Beat Jans nelle lingue nazionali.
La roadmap contro la violenza domestica e sessuale si è rivelata efficace. «Il bilancio è positivo». Ma la situazione attuale non lo è per niente», ha aggiunto Norman Gobbi. «Gli ultimi anni ci hanno mostrato che i progressi sono possibili, ma non cadono dal cielo. Ci vogliono volontà politica, risorse e coordinamento. Il nostro obiettivo è chiaro: una società in cui la violenza domestica, sessuale e di genere non ha posto».
Nel 2025, vi sono state 22.066 infrazioni legate alla violenza, ossia un incremento del 4,4% rispetto all'anno precedente. «Dietro alle cifre ci sono situazioni vere. Violenze che, il più delle volte, sono perpetrate all'interno dell'abitazione», ha dichiarato Mathias Reynard. «E le cifre sono solo la porta dell'iceberg di un problema sistemico. Ecco perché per la prima volta abbiamo pensato a misure comuni, per combattere tutti questi tipi di violenza. Un'azione comune necessaria».
La violenza uccide e, in particolare, le donne, ha fatto notare Vassilis Venizelos. «La lotta alla violenza non resterà nei confini cantonali».
Che cosa è stato fatto finora
I rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e della società civile hanno avviato un dialogo strategico per consolidare e coordinare l’azione contro la violenza domestica. I risultati di questo dialogo strategico sono confluiti nella roadmap del 30 aprile 2021 sotto forma di dieci campi d’azione. Nel 2023 la roadmap è stata integrata aggiungendo la lotta alla violenza sessuale.
Il rapporto mostra il successo dell’impegno congiunto di Confederazione e Cantoni nel quadro della roadmap: l’attuazione di diverse misure a livello federale e cantonale ha permesso di compiere progressi notevoli in questo campo. Il 142, numero nazionale per le vittime, è un pilastro importante nella lotta alla violenza domestica e sessuale. Il nuovo numero breve, operativo dal 1. maggio 2026, offre alle vittime e ai loro familiari un accesso rapido e semplice a vari servizi di assistenza. Per la gestione delle minacce, i Cantoni hanno definito standard qualitativi uniformi, accolti con favore da tutti gli attori politici. «La gestione delle minacce aiuta a individuare tempestivamente l’eventuale rischio di violenza individuale, a valutarlo e a contenerlo adottando misure adeguate».
La sorveglianza elettronica (electronic monitoring) ha permesso di potenziare notevolmente la protezione delle vittime. Dai progetti pilota cantonali emerge l’importanza di questo strumento, che nello specifico può variare a seconda della situazione. I Cantoni intendono rafforzare il coordinamento a livello nazionale per ricorrere all’electronic monitoring su più ampia scala in futuro.
Che cosa bisogna fare
Anche le misure proposte dall’Esecutivo nella legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati contribuiscono a meglio proteggere le vittime. Il Consiglio federale vuole facilitare alle vittime di violenza l’accesso alle prime cure prestate da personale medico specializzato, prevedendo in particolare la gratuità della documentazione medico-legale; questa può in seguito servire a fini probatori, aumentando la probabilità che la vittima sporga denuncia e il colpevole venga condannato. È inoltre previsto che i Cantoni potenzino l’offerta di alloggi di emergenza per le vittime e i familiari.
Nuove basi legali
I rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni concordano sulla necessità di portare avanti e potenziare ulteriormente la lotta alla violenza domestica e sessuale insieme a tutti gli altri attori coinvolti. Ecco perché, nel commentare la roadmap, la Confederazione e i Cantoni hanno nuovamente ribadito il loro impegno comune.
Il Parlamento sta attualmente discutendo l’eventuale necessità di una legge nazionale sulla protezione contro la violenza, con l’obiettivo di uniformare le norme in materia di prevenzione e protezione delle vittime. Il Consiglio degli Stati ha già approvato alcuni interventi parlamentari in merito e anche il Consiglio federale è favorevole all’idea.
L’aumento delle violenze domestiche e dei femminicidi richiede ulteriori misure, che producano effetti quanto prima. A tal fine il DFGP sottoporrà al Consiglio federale, presumibilmente agli inizi del 2027, un pacchetto legislativo con misure volte a migliorare la tutela dalla violenza domestica nel diritto civile e nel diritto processuale civile. Da un lato, si intende prendere in maggiore considerazione la violenza domestica e coniugale anche nelle procedure del diritto di famiglia: l’idea è che le autorità verifichino con maggiore cura il rischio di violenza all’interno della famiglia, tenendone conto nelle loro decisioni, in particolare nell’attribuire la custodia e l’autorità parentale. Dall’altro, si intende meglio tutelare le vittime nelle procedure civili, alla stregua di quanto accade già in sede penale, di modo da risparmiare loro, ad esempio, il confronto diretto con l’autore della violenza. Il DFGP ha inoltre in programma una revisione del diritto sulle armi per prevenire la violenza domestica.
Anche la prevenzione precoce verrà potenziata: il Parlamento ha deciso di estendere la campagna di prevenzione «L’uguaglianza previene la violenza», avviata dal DFI nel novembre 2025; da giugno verrà promosso il nuovo numero breve 142 per le vittime di violenza.
Infine, il DFGP e il DFI, insieme ai Cantoni, ai Comuni e alla società civile, hanno deciso di riunire le forze per una nuova strategia nazionale contro la violenza domestica, sessualizzata e di genere, che sarà probabilmente adottata nella primavera 2027.
