L'UDC perde un altro favorito: Pascal Schmid rinuncia al Consiglio federale

Un altro nome di primo piano si sfila dalla corsa al Consiglio federale. Pascal Schmid, consigliere nazionale turgoviese e responsabile del dossier asilo per l’UDC, ha annunciato che non si candiderà alla successione di Guy Parmelin. La sua rinuncia si aggiunge a quelle di altri esponenti del partito, come Natalie Rickli ed Esther Friedli, e complica la ricerca di candidati per la successione.
In un’intervista al Tages-Anzeiger, Schmid ha spiegato di aver riflettuto a lungo prima di decidere, confrontandosi anche con la moglie e con persone di fiducia. «È stata una decisione estremamente difficile», ha dichiarato, sottolineando come entrare nel governo federale significhi cambiare radicalmente la propria vita.
Priorità al Canton Turgovia
Schmid era considerato tra i possibili candidati e aveva ricevuto anche il sostegno di Christoph Blocher. Alla domanda se l’ex leader dell’UDC gli avesse chiesto personalmente di candidarsi, ha preferito non entrare nei dettagli: «Posso dire di aver parlato con molte persone diverse, a vari livelli e in diversi organi. Ho valutato attentamente la situazione nel suo complesso e, infine, ho preso la mia decisione».
Tra le ragioni della rinuncia c’è la volontà di proseguire il lavoro parlamentare e concentrarsi sulla candidatura al Consiglio degli Stati nel 2027. Eletto al Consiglio nazionale nel 2023, Schmid intende inoltre dedicare più tempo al Canton Turgovia. Il politico, che esercita anche la professione di avvocato indipendente ed è socio di uno studio legale, ha spiegato di aver investito molto anche in questa attività negli ultimi anni. Per ora, dunque, preferisce continuare il proprio percorso parlamentare, senza escludere una candidatura al Consiglio federale in futuro.
La Svizzera romanda ha diritto a un seggio?
Interrogato sull’opportunità che uno dei due seggi UDC in Consiglio federale spetti alla Svizzera romanda, Schmid riconosce l’importanza di garantire un’adeguata rappresentanza anche alla regione francofona e al Ticino, ma esclude che esista un diritto automatico. «Uno dei due seggi dell’UDC in Consiglio federale non spetta necessariamente alla Svizzera romanda», osserva, sostenendo che, alla luce del peso demografico della regione e dei consensi raccolti dal partito, una simile rappresentanza sarebbe sproporzionata. Schmid ricorda inoltre che, con Guy Parmelin, la Svizzera romanda ha avuto a lungo un’ottima rappresentanza in governo.
La corsa alla successione continua
La rinuncia di Schmid non chiude definitivamente la porta a una sua futura candidatura, ma costringe l’UDC a proseguire la ricerca di un successore. Il termine fissato per la comunicazione delle candidature da parte delle sezioni cantonali è venerdì 23 ottobre, a mezzogiorno. Attualmente l’unica candidatura annunciata ufficialmente è quella di Céline Amaudruz, consigliera nazionale ginevrina e vicepresidente dell’UDC. Altri esponenti del partito sono ancora indicati come possibili candidati, ma la lista resta aperta.
