Ma il comune di Crans-Montana, ora, rischia di fallire?

Crans-Montana, inteso come autorità politica, è stato negligente? La domanda, di per sé, è centrale, se non centralissima se pensiamo alla tragedia del bar Constellation, costata la vita a 40 persone. Una prima causa civile, come confermato mercoledì dall'avvocato Romain Jordan, che rappresenta oltre venti famiglie, è già in corso. Gli esperti, scrive fra gli altri il Tages-Anzeiger, ritengono che queste cause abbiano buone probabilità di successo. D'altro canto, per stessa ammissione del comune il locale non è stato ispezionato fra il 2020 e il 2025. Non solo, il materiale infiammabile applicato sul soffitto non è mai stato notato. Il professor Felix Uhlmann, docente di diritto costituzionale e amministrativo, ha spiegato al Tages-Anzeiger che lo Stato può essere ritenuto responsabile, in parte a causa delle riconosciute violazioni delle norme antincendio.
Sappiamo, per quanto a spanne, che il comune potrebbe affrontare richieste di risarcimento per un importo superiore a 100 milioni di franchi. Il diritto svizzero, giova ricordarlo, prevede diverse modalità per risarcire finanziariamente le persone lese e i familiari delle vittime decedute per quanto accaduto. Si parla, da un lato, di riparazione morale e, dall'altro, di risarcimento danni. Il costo totale legato all'incendio non è ancora chiaro, al momento. Martin Hablützel, avvocato specializzato in casi di lesioni personali, sempre al Tages-Anzeiger ha parlato, pure lui, di «diverse centinaia di milioni di franchi svizzeri». Ma è probabile che il danno finale sia molto più elevato.
Crans-Montana non ha ancora rilasciato dichiarazioni sul potenziale impatto finanziario. Tuttavia, a prescindere dall'ammontare complessivo dei danni, una cosa è chiara: le cause legali rappresentano una minaccia esistenziale per un comune di 11 mila abitanti. La situazione finanziaria di Crans-Montana, di suo, è già molto tesa. Gli hotel di lusso, i bar alla moda, le boutique e le agenzie immobiliari trasmettono e proiettano, indubbiamente, un'impressione di ricchezza. In effetti, con un capitale proprio di 162 milioni di franchi svizzeri a fine dicembre 2024, Crans-Montana disponeva ancora di un certo margine finanziario. Anche per l'anno in corso era stato preventivato un surplus di 3,1 milioni di franchi svizzeri. Ciononostante, sempre il Tages-Anzeiger riferisce che la comunità vive al di sopra delle proprie possibilità. Gli ingenti e costosi investimenti infrastrutturali per i Campionati del Mondo di sci del 2027, ad esempio, stanno mettendo a dura prova le finanze del comune e causando un rapido aumento del debito. Il bilancio 2024 mostrava già un deficit di 17 milioni di franchi svizzeri, mentre per il 2025 si parla di quasi 18 milioni. Il piano finanziario prevede ulteriori deficit (milionari) fino al 2030.
La situazione finanziaria, va da sé, potrebbe deteriorarsi, anche seriamente, a causa delle azioni legali intentate. Il motivo: secondo la legge di bilancio, Crans-Montana dovrebbe tutelarsi finanziariamente dalle richieste di risarcimento danni e accantonare riserve. Il che, però, creerebbe un enorme buco nelle casse comunali, già in difficoltà come visto. A quel punto, anche le banche – in precedenza generose – sarebbero probabilmente più restie a finanziare nuovi debiti in futuro. Di conseguenza, il comune dovrebbe interrompere o rinviare gli investimenti già pianificati. È probabile che, presto, verrà anche proposto un aumento delle tasse.
Crans-Montana, ribadisce quindi il Tages-Anzeiger, è minacciata da tre scenari, nessuno dei quali è positivo.
Il primo: il procedimento legale seguito all'incendio è ancora nelle sue fasi iniziali. Tuttavia, non vi è alcuna indicazione che i residenti di Crans-Montana saranno risparmiati dall'onere finanziario della tragedia di Capodanno. Anche se la compagnia assicurativa della località dovesse coprire la maggior parte dei danni, misure di austerità, ristrutturazione del debito o aumenti temporanei delle tasse a oggi sembrano inevitabili.
Il secondo: la situazione sarebbe ancora più drastica se Crans-Montana dovesse farsi carico anche solo di una parte dei danni. Una passività parziale di oltre 50 milioni comporterebbe un aumento massiccio del debito del comune, maggiori costi di interesse sui prestiti bancari e, di nuovo, anni di misure di austerità.
Il terzo: che cosa succederebbe se le cause per responsabilità civile dello Stato avessero successo in tribunale e Crans-Montana fosse ritenuta responsabile dei danni e delle sofferenze causate? «In tal caso, tutto ricadrebbe sul comune e sui suoi contribuenti» ha affermato sinteticamente Uhlmann al telegiornale 10 vor 10. Le conseguenze sarebbero drastiche: i debiti più che raddoppierebbero e il patrimonio netto del comune verrebbe immediatamente azzerato. Le banche rivaluterebbero i loro prestiti e imporrebbero condizioni più severe. Crans-Montana, di base, sarebbe insolvente.
Leukerbad, finora, è l'unico comune ad aver dichiarato bancarotta. Alla fine degli anni Novanta, Leukerbad crollò sotto il peso del debito a seguito di investimenti discutibili e di partecipazioni finanziarie a enormi progetti infrastrutturali attraverso i quali Leukerbad mirava a diventare una località termale internazionale. Il piano fallì: mentre il turismo locale ne trasse vantaggio, il debito con i creditori esterni salì temporaneamente a quasi 350 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 200 mila franchi di debito pro capite. Roba da matti. La legge federale sull'insolvenza comunale venne applicata a Leukerbad nel 1998. Fu, quella, l'unica volta che venne applicata. Leukerbad fu posta sotto una sorta di amministrazione controllata mentre nel 2003 le parti interessate concordarono un piano di ristrutturazione. Tuttavia, tale piano richiese notevoli concessioni da parte dei creditori.
L'eventuale insolvenza di Crans-Montana potrebbe rappresentare una minaccia anche per le vittime dell'incendio e le loro famiglie. La legge federale stabilisce che, in caso di fallimento, un cantone non è responsabile per la negligenza di un comune, a meno che non si possa dimostrare che il Canton Vallese stesso ha trascurato i propri obblighi di vigilanza su Crans-Montana. Spetterà all'indagine stabilire un possibile nesso.
