«Mordono e non mollano»: Argovia divisa sui cani pericolosi

In Argovia la politica si divide sui cani, e non lungo le solite linee di partito. La mozione che chiede di vietare nel cantone i cosiddetti «cani da combattimento» porta infatti le firme di sei granconsiglieri di sei formazioni diverse: Thomas Zollinger (UDC), che ne è il portavoce, Harry Lütolf (Centro), Martin Brügger (PS), Thomas Baumann (Verdi), Reto Wettstein (PLR) e Uriel Seibert (PEV). Come avevamo già riferito, il Consiglio di Stato ha respinto la proposta, ma i promotori la porteranno comunque in Gran Consiglio. E la posta in gioco è alta: la richiesta è vincolante. Se troverà una maggioranza, il governo dovrà modificare la legge sui cani.
Non è detto che tutti i compagni di partito dei sei firmatari li seguano. Ma un dibattito acceso è garantito: secondo l'Aargauer Zeitung, la proposta ha già scatenato una valanga di commenti dei lettori e di mail di detentori di cani alla redazione. Al centro della discussione c'è una domanda tanto semplice quanto spinosa: che cos'è, esattamente, un «cane da combattimento»? Le virgolette sono d'obbligo, perché una definizione chiara e universalmente valida non esiste.
Oggi cinque razze sotto autorizzazione
Attualmente l'Argovia non vieta nessuna razza, ma ne sottopone cinque ad autorizzazione: pit bull terrier, american staffordshire terrier, staffordshire bull terrier, bull terrier e rottweiler. Chi vuole tenerne uno deve ottenere un permesso e dimostrare di avere conoscenze cinologiche. L'obbligo vale anche per gli incroci e per i cani che assomigliano a queste razze.
I sei granconsiglieri vogliono andare oltre. Nel mirino ci sono i cani «che possono diventare pericolosi in misura considerevole per l'uomo e per gli animali (lesioni gravi, deturpazione o pericolo di morte)». Sulla base di questa formulazione, il Servizio veterinario cantonale ha analizzato quali razze siano state coinvolte in morsicature gravi negli ultimi due anni.
I numeri: 58 casi gravi in due anni
Dal 1. luglio 2024 al 1. luglio 2026 si sono registrati 30 casi con ferite gravi a persone e animali e 28 casi in cui sono stati uccisi animali. In tutto, lo 0,13% dei cani tenuti nel cantone ha causato incidenti gravi o mortali. Una quota molto piccola, su una popolazione canina che l'Aargauer Zeitung stima in quasi 45.000 animali.
Per i promotori, però, non contano solo i casi gravi. C'è anche il senso di sicurezza della popolazione. Ed è un argomento difficile da smontare: anche se rari, gli incontri con un cane aggressivo possono risultare sgradevoli, se non minacciosi, per chi fa jogging o per una mamma con il passeggino. Lütolf, intervistato da Tele M1, lo aveva detto senza giri di parole: «I cani che rappresentano un pericolo non devono stare tra la gente».
«Il governo ci ridicolizza»
I firmatari rimproverano al Consiglio di Stato di aver messo in ridicolo la loro richiesta. Nella sua risposta, l'esecutivo ha infatti elencato 48 razze, fra cui labrador, golden retriever, bovaro bernese e border collie. Secondo questa interpretazione, in Argovia sarebbero da vietare circa 22.000 cani. Il governo, dal canto suo, sostiene che un divieto simile sarebbe impossibile da applicare: «Invece di creare più sicurezza, l'applicazione collasserebbe completamente».
Zollinger, granconsigliere di Würenlos, fa tutt'altro calcolo. A suo dire, i cani davvero pericolosi nel cantone sarebbero circa 2.000, oltre il 90% in meno. Il problema, spiega, sono le razze con un comportamento di morso diverso, quelle «che mordono e non mollano più la presa». Toccherebbe al Servizio veterinario stabilire quali cani rientrino in questa categoria e vadano vietati.
Quali criteri per definire il pericolo?
Resta il nodo dei criteri. Conta solo la forza del morso? Bisogna allungare la lista con tutte le razze considerate pericolose in altri cantoni? Oppure va guardata la frequenza degli incidenti gravi in rapporto al numero di esemplari di ogni razza? A seconda dei fattori scelti, l'elenco dei cani vietati cambierebbe completamente.
A ciò si aggiunge che, secondo gli esperti e diversi studi, i divieti di razza non riducono i morsi. In vari Länder tedeschi le liste di razze pericolose sono state abolite perché non producevano effetti. Contrario ai divieti è anche l'addestratore ed esperto cinofilo Roman Huber, per il quale la prevenzione comincia dai detentori. La stessa linea del governo argoviese, secondo cui le morsicature dipendono «in larga misura da errori di detenzione e di conduzione».
Cantoni diversi, numeri simili
In Svizzera le leggi sui cani sono cantonali e cambiano da un cantone all'altro. I numeri, invece, si somigliano. In Argovia (lista di razze, nessun divieto, nessun corso obbligatorio) l'1,6% dei cani è coinvolto in incidenti da notificare, che richiedono cure mediche o veterinarie. A Zurigo, dove alcune razze sono vietate e i corsi sono obbligatori, la quota sale al 2,2%. In Vallese (alcune razze vietate) e a Lucerna (nessun divieto) si attesta all'1,8%.
E in Ticino?
Il Ticino ha scelto una via intermedia. Come avevamo raccontato, dal 1. aprile 2009 diverse razze sono soggette ad autorizzazione dell'Ufficio del veterinario cantonale. La legge cantonale sui cani permetterebbe anche un divieto, ma il Consiglio di Stato ha deciso di non introdurlo. In compenso, chi detiene questi cani deve seguire un corso obbligatorio, superare due test cantonali e condurre l'animale individualmente nelle aree pubbliche. Il permesso costa 350 franchi ed è richiesta un'assicurazione di responsabilità civile fino a 3 milioni di franchi. Dal 1. gennaio 2026, con il nuovo Regolamento sui cani, la lista comprende anche il presa canario e il cane lupo di Saarloos per gli esemplari acquistati dopo quella data. A livello federale, il Consiglio federale considera le liste di razze poco adatte allo scopo.
La via dei corsi obbligatori
Per l'Aargauer Zeitung, sarebbe comunque sbagliato concluderne che non serve fare nulla. I corsi per detentori di cani, aboliti dieci anni fa, dovrebbero tornare obbligatori, idealmente in modo uniforme in tutta la Svizzera. Varrebbe inoltre la pena di esaminare una versione attenuata della richiesta dei granconsiglieri: un test del carattere per i cani classificati come pericolosi per l'uomo. Anche il governo argoviese punta sulla formazione obbligatoria di cani e detentori. Il Gran Consiglio, del resto, ha già accolto un postulato per reintrodurre i corsi, aboliti a livello nazionale nel 2016.
